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Economia
13.02.2019 - 10:190

Una banca su blockchain

Si chiama Initium, ha sede a Zurigo e ha l’ambizione di entrare in un settore ignoto ai banchieri vecchia maniera con un’offerta per il FinTech

“L’infrastruttura del sistema bancario tradizionale, che è stata realizzata nell’arco di generazioni, non si adatta più alle esigenze della nuova economia digitale. In alcuni dei settori più innovativi e lungimiranti dell’economia, le imprese redditizie fanno fatica o addirittura non trovano chi possa assicurare i servizi bancari di base”. È partendo da queste premesse che è nato il gruppo Initium (in latino vuol dire proprio inizio, occasione, origine) che ieri si è presentato a Zurigo a stampa e potenziali investitori (www.initium.group). L’obiettivo del gruppo – prima di ottenere una possibile licenza bancaria in una delle seguenti giurisdizioni: Svizzera, Liechtenstein, Regno Unito, Israele e Singapore – è quello di raccogliere i fondi necessari. E da start up dell’era digitale lo farà attraverso l’emissione di una Security token offering (Sto), ovvero la raccolta di capitale di rischio in cambio di una criptovaluta. Una procedura che ha sostituito di fatto l’emissione di azioni oppure obbligazioni subordinate che nel mondo digitale evidentemente non si usano più. L’attività vera e propria ci sarà solo nella prima parte del 2020 quando la società sarà in grado di fornire tutti i servizi bancari (dai prestiti alla gestione della liquidità, ovviamente costituita da valute digitali, ndr). “Numerosi business della nuova economia digitale hanno difficoltà a trovare un partner bancario che capisca i loro veri bisogni e che sia anche disposto a servirli”, ha affermato Daniel Spier, Ceo e fondatore di Initium Group. Il tradizionale modello di calcolo dei rischi – ha continuato Spier – usato dalle istituzioni finanziarie classiche non risponde più alle aspirazioni di crescita di questi nuovi attori. Per facilitare il debutto della banca e il piano di vendita dei token, la compagnia – sempre a detta del fondatore e promotore – collabora strettamente con Swisscom Blockchain Ag, uno dei leader svizzeri nella tecnologia blockchain (alla base delle transazioni in cryptovalute) e fornitori di infrastrutture crypto che coprono servizi e soluzioni di integrazione per patrimoni digitali. La corsa alle cryptovalute si è un po’ arrestata nell’ultimo anno con le quotazioni della principale moneta digitale – il Bitcoin – che sono scese dai 13’800 dollari del dicembre 2017 ai circa 3’600 di questi giorni. Una valutazione che non copre nemmeno più i costi dell’energia elettrica per ‘estrarre’ una stringa di calcolo. Insomma, nel giro di pochi mesi l’attenzione su questo mondo è un po’ scemata. Non però sulla tecnologia che sta alla base di questa creazione monetaria: la blockchain, tanto che sono numerose le istituzioni finanziarie che stanno cercando di usarla al meglio.

La Borsa guarda al futuro

L’ultima in ordine di tempo è la società di gestione della Borsa Svizzera Six. Il Ceo di Six Jos Dijsselhof, lo scorso 4 febbraio, ha dichiarato al giornale di settore ‘Cointelgraph Deutschland’ che la Borsa svizzera sta per lanciare una sua piattaforma di scambio digitale (Six Digital Exchange, Sdx) basata proprio sulla tecnologia blockchain. Attualmente l’operazione di compravendita di titolo finanziario quotato, pur avvenendo istantaneamente, richiede comunque dei tempi tecnici – un paio di giorni – per il suo perfezionamento (pagamento e trasferimento dei titoli, ndr). “Con una piattaforma digitale basata sulla blockchain, l’intero processo richiederebbe solo pochi secondi. Ciò rende il mercato più efficiente e allo stesso tempo elimina i rischi di sistema”, ha affermato ancora Dijsselhof. Il presidente di Six, Romeo Lacher, ha ricordato che si sta lavorando con la Finma, l’autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, per chiarire le questioni legali o normative da affrontare prima del lancio di questo progetto che avverrà nella tarda estate del 2019.

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