Economia
19.09.2018 - 07:540

Pil svizzero in rialzo, ma maggiori rischi per economia mondiale

Esperti prevedono un aumento netto della crescita del Pil; solido anche il prossimo anno. Fra le insicurezze i rapporti fra Unione europea e Regno Unito.

Il gruppo di esperti rivede nettamente al rialzo, dal 2,4 % al 2,9 %, le sue previsioni per la crescita del Pil nel 2018. La buona situazione economica internazionale fa fiorire il commercio estero e gli investimenti delle imprese. Per il 2019 è attesa sempre una solida crescita del Pil del 2,0 %. I rischi negativi prevalgono però in modo netto su quelli positivi minacciando la congiuntura internazionale. Lo comunica la Segreteria di Stato dell'economia (SeCo) in un comunicato stampa.

La Confederazione sta vivendo una fase congiunturale alta: dopo diversi trimestri il prodotto interno lordo (Pil) nazionale è cresciuto, segno altresì del miglioramento della situazione occupazionale e il calo del numero di disoccupati.

L'industria è il settore che ha segnato uno slancio maggiore (era dal 2011 che non si riscontrava un alto sfruttamento delle capacità produttive) e anche il settore terziario, nel complesso, vede una situazione positiva. Per ciò che riguarda le esportazioni, si prevede che continuino a dare impulsi forti alla crescita; malgrado il deprezzamento del franco svizzero nei mesi estivi, rispetto agli ultimi tre anni, la situazione del cambio rimane favorevole. Nel secondo semestre del 2018, l'economia interna sarà sostenuta in modo particolare dall'attività d'investimento.

Malgrado le intenzioni delle imprese siano quelle di assumere più personale, con conseguente andamento positivo per il mercato del lavoro dato dall'aumento dell'occupazione, i consumi delle famiglie trarranno solo moderato beneficio. Questo è dovuto al freno cui è sottoposto il reddito individuale, messo dallo scarso aumento salariale.

Nel corso del 2019 e rischi congiunturali

Nel corso dell'anno alle porte, i fattori di crescita del mercato interno assumeranno più rilevanza. Soprattutto i consumi privati dovrebbero tornare a crescere maggiormente, grazie anche alla situazione del mercato del lavoro che va verso un periodo più sereno  (occupazione: +1,1 %, tasso di disoccupazione: 2,4 %), dall’altro anche il reddito reale dovrebbe crescere moderatamente, pure grazie all’inflazione che nella media del 2019 dovrebbe scendere allo 0,8.

L’economia mondiale potrebbe invece risultare sempre meno dinamica nel corso della normalizzazione congiunturale. Di conseguenza diminuiscono anche gli impulsi per il commercio estero svizzero. Nel complesso il gruppo di esperti conferma per il 2019 la sua stima precedente e prevede una solida crescita del Pil del 2,0 %.

Negli ultimi mesi si sono accentuati importanti rischi negativi per l’economia mondiale e ne sono comparsi di nuovi. La congiuntura internazionale potrebbe perdere dinamismo più rapidamente di quanto previsto, soprattutto se la controversia commerciale tra gli Stati Uniti e altre importanti aree economiche dovesse esacerbarsi. Il commercio mondiale e il commercio estero svizzero ne risentirebbero profondamente, con un conseguente calo degli investimenti delle imprese in Svizzera.

L’insicurezza politica in Europa continua ad essere elevata, acuita anche dalla posizione poco chiara del governo italiano. Un’altra fonte di incertezza è il futuro dei rapporti tra l’Unione europea e il Regno Unito nel post Brexit a fine marzo 2019. Inoltre, nei mesi estivi alcuni Paesi emergenti sono stati colpiti da forti oscillazioni del tasso di cambio e da deflussi di capitali a seguito dell’aumento degli interessi e della buona situazione economica negli Usa, che rendono il Paese interessante per gli investitori. Se queste perturbazioni dovessero estendersi anche ad altre economie, o se i rischi politici menzionati dovessero concretizzarsi, la valuta elvetica subirebbe – come « porto sicuro » – una forte pressione all’apprezzamento che affievolirebbe notevolmente il commercio estero svizzero e la crescita economica.

Come nell’ultima previsione, a livello interno permane il rischio che squilibri latenti nel settore immobiliare portino a una forte correzione in questo comparto.

 

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