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Ultimo aggiornamento: 24.09.2018 13:24
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Economia
06.09.2018 - 15:590

Ust: la classe media non sta poi così male

Secondo l'Ufficio federale di statistica, la pressione finanziaria obbligatoria è rimasta invariata dal 1998 al 2015

Contrariamente a quanto comunemente si creda, la pressione finanziaria obbligatoria sulla classe media svizzera - imposte, contributi sociali, premi dell'assicurazione malattia di base e trasferimenti ad altre economie domestiche - nel complesso è rimasta relativamente costante tra il 1998 e il 2015. Rispetto alle persone con redditi elevati, il ceto medio presenta però un tempo di lavoro inferiore.

Nel dibattito pubblico si mette sempre in guardia da un'erosione della classe media in Svizzera. Questo gruppo di persone, che vive in un'economia domestica con un reddito lordo equivalente compreso tra il 70% e il 150% del valore mediano pari a 5'485 franchi, deve rendere di più rispetto alle altre classi sociali per garantirsi il proprio livello di vita, viene sempre sostenuto.

Ma in realtà non è affatto così, sostiene uno studio pubblicato oggi dell'Ufficio federale di statistica (Ust), secondo cui dal 1998 non si può constatare alcun onere delle spese obbligatorie proporzionalmente più marcato per la classe media né una graduale polarizzazione dei gruppi sociali. Il reddito disponibile equivalente medio è addirittura salito del 15% per la classe media e gli alti redditi mentre per i bassi redditi è aumentato dell'8%.

Tuttavia il ceto medio, con le sue 31,4 (bassa classe media) - 35,3 (alta classe media) ore alla settimana - lavora meno del gruppo con redditi elevati (39,3 ore), ma più che quello con redditi modesti (23,9 ore). Secondo l'UST il motivo principale addotto è la conciliazione tra vita professionale e famiglia; ciò vale per tutte le classi sociali, ma in particolare per la bassa classe media. La quota di persone del ceto medio attive sul mercato del lavoro è pure più elevata rispetto ai bassi redditi, ma inferiore rispetto a quelli più elevati.

Ciononostante il ceto medio è effettivamente proporzionalmente svantaggiato in certi aspetti della vita professionale, scrive l'Ust. Rispetto agli alti redditi (ma meno del ceto basso) è ad esempio confrontato più spesso a condizioni di lavoro flessibili. Tendenzialmente la classe media è di conseguenza anche un po' meno soddisfatta delle condizioni e del clima di lavoro - ma soprattutto della remunerazione percepita - rispetto alle altre fasce di reddito.

In base alla definizione dell'Ust il ceto medio, cui nel 2016 apparteneva il 57,3% della popolazione, comprende ad esempio persone sole con un reddito lordo dell'economia domestica tra 3'840 e 8'228 franchi al mese, una coppia senza figli con un reddito tra 5'760 e 12'342 franchi e una coppia con due figli di meno di 14 anni con un reddito tra 8'063 e 17'279 franchi.

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