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Economia
15.04.2018 - 16:510

Moneta intera, opuscolo fuorviante per gli iniziativisti

Il comitato denuncia gli 'errori grossolani' del Consiglio federale e valuta di avviare una causa legale

L’opuscolo di spiegazioni del Consiglio federale traccia un quadro distorto dell’iniziativa 'Moneta intera' e le argomentazioni confondono anziché informare i votanti: lo sostengono i promotori del testo costituzionale, che stanno valutando l’opportunità di avviare una causa legale.

In un comunicato odierno il comitato denuncia la presenza di quelli che considera 20 errori grossolani. "Ci sono così tante mezze verità, semplificazioni e riferimenti sbagliati che l’iniziativa 'Moneta intera' non è più riconoscibile", afferma il portavoce Reinhold Harringer, citato nella nota.

A suo avviso coloro che votano sulla base dell’opuscolo federale si immaginano un’iniziativa completamente diversa da quella in votazione il 10 giugno. Il governo porta avanti una politica di informazione incompleta e consapevolmente fuorviante.

Nel libretto – già accessibile online – il governo scrive: "Le banche concedono crediti a privati e imprese, ad esempio per l’acquisto di una casa o di macchinari. Per fare questo, possono procedere in due modi: servirsi del denaro che altri clienti hanno depositato sul loro conto bancario o emettere moneta". Secondo gli iniziativisti l’affermazione è "semplicemente sbagliata": nel sistema attuale le banche non utilizzano i depositi dei clienti per concedere crediti.

Già nell’introduzione ("Su che cosa si vota?") viene inoltre menzionata solo una delle due possibilità di emissione di denaro indicate nel testo d’iniziativa. La Banca nazionale infatti non avrebbe solo la possibilità di emettere denaro tramite la Confederazione, i Cantoni e i cittadini, quindi esente da debito. Altrettanto importante – argomentano i promotori – è la frase successiva del testo d’iniziativa che conferma che la Banca nazionale può continuare a concedere crediti alle banche. Questa opzione è semplicemente omessa, un errore di valutazione che sta alla base degli ulteriori argomenti fuorvianti del Consiglio federale.

I promotori si scagliano inoltre contro le cifre fornite dal governo relative alla percentuale dei dipendenti che si presume siano toccati dall’iniziativa: solo le banche sono interessate dall’iniziativa, viene affermato, e gli stessi istituti continueranno a svolgere tutti i servizi bancari come oggi.

Basandosi sulla giurisprudenza del Tribunale federale ("il requisito dell’obiettività vieta di sopprimere elementi importanti nelle spiegazioni della votazione determinanti per la decisione dell’elettore") il comitato dell’iniziativa Moneta intera sta valutando l’opportunità dia attivare gli avvocati. Gli iniziativisti si dicono inoltre delusi che il Consiglio federale non voglia pronunciarsi sui quesiti principali sollevati dal progetto di modifica costituzionale: a loro avviso in questo modo si svaluta lo strumento dell’iniziativa popolare, ciò che mal si concilia con l’immagine di una democrazia diretta.

Soldi a prova di crisi

Depositata nel dicembre 2015, l’iniziativa "Per soldi a prova di crisi: emissione di moneta riservata alla Banca nazionale!, rappresenterebbe un cambiamento epocale per la politica monetaria svizzera, anche se secondo i promotori si tratterebbe in realtà semplicemente di completare un mandato costituzionale che ha oltre un secolo. Più di cento anni fa è infatti stato vietato alle banche di stampare soldi di carta: l’iniziativa aspira ad estendere il divieto anche alla moneta scritturale, vale a dire quella che esiste solo nelle registrazioni contabili e che oggi è elettronica.

Contrariamente a quanto si pensa comunemente, infatti, i soldi non provengono tutti dalla Bns: l’istituto centrale crea solo il denaro contante, che secondo i promotori dell’iniziativa costituisce però unicamente il 10% di quello esistente. Il rimanente 90% è moneta bancaria, sui conti degli istituti: sono le stesse banche a crearla, attraverso l’erogazione di crediti che vengono concessi senza che a monte vi sia un risparmiatore. Si dà in tal modo vita a soldi dal nulla, senza che prima esistessero.

Un sistema che secondo gli iniziativisti rappresenta un buon affare per le banche, ma non per il paese. Fra le altre cose con una moneta a pieno titolo, garantita dalla legge e creata dalla Bns, lo Stato non sarebbe più ostaggio delle società troppo grandi per fallire. E il franco diventerebbe più sicuro.

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