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Economia
14.04.2018 - 14:000

Fare impresa alla svizzera

Il concetto di ‘Swissness’ sarà al centro dell’edizione 2018 della ‘Giornata dell’export’ – Ospite d'eccezione il regista e coreografo ticinese Daniele Finzi Pasca

La globalizzazione economica, piaccia o no, è un dato di fatto. L’intensificazione degli scambi commerciali e degli investimenti internazionali su scala mondiale, avvenuta negli ultimi tre decenni, ha creato le premesse per molte economie – storicamente sganciate dalle dinamiche di sviluppo classiche – di recuperare terreno e cogliere i frutti del benessere per una larga parte delle loro popolazioni. Un esempio su tutti: l’impetuosa crescita cinese che non sarebbe stata possibile senza un’apertura dei mercati in senso liberale. L’incremento della concorrenza a livello internazionale ha portato dei benefici in termini di minori costi dei prodotti (il potere d’acquisto dei consumatori è aumentato. Basta pensare a quanto costava un personal computer 20 anni fa e quanto costa oggi, con velocità di calcolo e memoria molto superiori, ndr).

L’accresciuta concorrenza si è riverberata anche sul costo del lavoro mettendo in competizione diversi sistemi economici tanto che quelli più maturi hanno dovuto abbandonare determinate produzioni per concentrarsi su beni a cosiddetto elevato valore aggiunto. Nel contempo, migliorando le condizioni economiche dei Paesi di nuova industrializzazione, sono essi stessi diventati interessanti mercati di sbocco per i prodotti occidentali. È il caso dell’economia svizzera che è fortemente votata all’export e all’internazionalizzazione e che, pur trovandosi in contesto di competizione globale, riesce ad accrescere ogni anno le sue quote di mercato all’estero (l’ultimo sondaggio realizzato da Switzerland global enterprise mostra un ottimismo delle Pmi elvetiche nonostante i venti di protezionismo provenienti da Washington, ndr).

Per emergere in un mondo che tende sempre più all’omogeneizzazione e all’omologazione anche culturale e non solo produttiva bisogna distinguersi con un marchio riconoscibile e soprattutto credibile. È il caso del ‘Made in Switzerland’ e in più in generale della cosiddetta ‘Swissness’ traducibile in italiano con un brutto neologismo (‘svizzeritudine’ o ‘svizzerità’) che però rende bene l’idea che si vuole trasmettere ovvero una cultura aziendale tipicamente elvetica.

Riflettere su un fattore di successo

La ‘Swissness’ sarà al centro della Giornata dell’export 2018 organizzata dalla Camera di commercio del Cantone Ticino per il prossimo 26 aprile (dalle 16.30 presso il Grand Hotel Villa Castagnola di Lugano; informazioni all’indirizzo e-mail: export@cc-ti.ch).

Durante la manifestazione – a cui parteciperanno Alessandra Alberti, direttrice di Chocolat Stella; Marzio Grassi, responsabile del Credit Suisse per il Ticino; Cholley Paydar, presidente di Cholley Sa; Marco Zardi, ingegnere ed esperto di proprietà intellettuale.

“Il cosiddetto ‘Made in Switzerland’ non è infatti soltanto un marchio commerciale riconosciuto internazionalmente, ma è soprattutto una cultura e uno stile imprenditoriale che contraddistinguono lo spirito delle aziende elvetiche”, scrive Luca Albertoni, direttore della Camera di commercio nell’invito alla Giornata dell’export. “Per i nostri imprenditori, ‘Swissness’ è una cultura aziendale consapevole che per misurarsi con il mondo è necessario aprirsi verso esso e che per primeggiare bisogna continuamente restare tra i migliori. È l’orgoglio di fare sempre e meglio, d’innovare per proporre nuovi prodotti e servizi e guadagnarsi il meritato riconoscimento internazionale”, scrive ancora Albertoni.

Questo spirito si declina nei diversi ambiti, dall’impresa manifatturiera a quella che offre servizi non tangibili ma che celano intrinsecamente il marchio svizzero, come è il caso di opere artistiche.

Ospite d’eccezione dell’edizione 2018 della Giornata dell’export infatti sarà Daniele Finzi Pasca, artista ticinese riconosciuto internazionalmente che grazie alla sua creatività, innovazione e sensibilità ha saputo varcare i confini nazionali incantando platee diverse e lontane, testimoniando così la solidità e la trasversalità del cosiddetto ‘Swissness delle menti’.

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