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Il quartier generale di Lugano di Pkb
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01.02.2018 - 15:290

Pkb Privatbank, sfiorata dallo scandalo 'Lava Jato'

La Finma ha chiuso il procedimento di 'enforcement' contro l'istituto bancario con quartier generale a Lugano confiscando 1,3 milioni di franchi

Nell’ambito di un procedimento di enforcement, l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari Finma ha accertato che la Pkb Privatbank Sa di Lugano “ha commesso gravi violazioni delle disposizioni in materia di riciclaggio di denaro a causa di insufficienti accertamenti sul piano delle relazioni d’affari e delle transazioni effettuate nel contesto degli scandali di corruzione a carico del gruppo petrolifero brasiliano Petrobras e del gruppo edile brasiliano Odebrecht”. La Finma ha disposto la confisca del guadagno conseguito illecitamente pari a 1,3 milioni di franchi e nominerà un incaricato della verifica.

Ricordiamo che nel 2014 le autorità giudiziarie brasiliane hanno aperto dei procedimenti penali per corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al gruppo petrolifero Petrobras e al gruppo edile Odebrecht. Tali procedimenti sono stati avviati nei confronti di (ex) dirigenti di tali società, così come di esponenti del mondo politico tanto da costare la destituzione (con un voto di impeachment da parte del parlamento brasiliano) all'ora presidente Dilma Rousseff. Anche il suo predecessore Lula Da Silva è stato coinvolto nell'inchiesta penale. Lo scandalo di corruzione ha assunto una portata internazionale e coinvolto società e persone di tutto il mondo, toccando anche la Svizzera. 

Il procedimento di enforcement era in corso da aprile di due anni fa e concerneva un lasso di tempo compreso tra il 2010 e il 2015. “Dal procedimento – si legge nella nota della Finma – sono emerse carenze nel funzionamento del dispositivo per la lotta contro il riciclaggio di denaro messo a punto dalla banca sul piano delle relazioni d’affari e delle transazioni afferenti ai casi Petrobras e Odebrecht”. Nella fattispecie, nell’ambito del proprio procedimento la Finma ha constatato che la banca aveva condotto in modo insufficiente le operazioni di identificazione dei contraenti e non aveva chiarito adeguatamente le relazioni d’affari e le transazioni a rischio. La banca ha inoltre violato l’obbligo di comunicare alle autorità svizzere i casi di fondato sospetto di riciclaggio di denaro. L’organizzazione e il risk management della banca nell’ambito della lotta contro il riciclaggio di denaro presentavano pertanto gravi lacune. 

Accertamenti presso una dozzina di banche svizzere

Nel quadro dei casi Petrobras e Odebrecht, la Finma ha condotto accertamenti presso circa una dozzina di banche svizzere, avviando poi nel complesso quattro procedimenti. Uno di essi, a carico della Banca Bsi, è stato concluso dalla Finma già nel 2016. Lo stesso vale per un procedimento nei confronti di Banque Heritage Sa. Un ulteriore procedimento è ancora in corso. La decisione della Finma prevede la restituzione dell’importo di 1,3 milioni di franchi corrispondente a una parte dei redditi incassati dalla banca nella gestione delle relazioni che si sono rivelate problematiche. Nessuna limitazione per contro è stata posta alla sua attività.

Pkb – rende noto la Finma – gestiva a Lugano varie decine di relazioni d’affari correlate agli scandali di corruzione concernenti Petrobras come pure il gruppo edile Odebrecht. “La banca ha effettuato transazioni, in parte con importi dell'ordine di milioni, senza condurre in misura sufficiente gli accertamenti e le plausibilizzazioni necessari nel caso di questo genere di operazioni a rischio. L’istituto ha inoltre effettuato accertamenti lacunosi sui retroscena delle relazioni clienti. Importanti formulari non sono stati compilati oppure sono stati compilati in modo incompleto; altri ancora sono stati firmati in bianco. Inoltre, la banca non ha reagito adeguatamente agli avvertimenti lanciati dal sistema informatico interno di riconoscimento delle transazioni a rischio accresciuto”, si può leggere nella decisione della Finma. 

Atteggiamento cooperativo di Pkb Privatbank

La banca – scrive ancora la Finma – ha mostrato un atteggiamento cooperativo nell’ambito del procedimento, adottando rapidamente diversi provvedimenti volti a colmare le lacune della propria organizzazione nell’ambito della lotta contro il riciclaggio di denaro. La Finma nominerà un incaricato della verifica affinché venga esercitato un controllo sull'implementazione di queste misure e sul loro corretto funzionamento.

Pkb Privatbank, da parte sua, accoglie con “con soddisfazione la chiusura del procedimento per il suo coinvolgimento nella vicenda brasiliana 'Lava Jato' e la relativa decisione della Finma. “Va precisato che numerose banche svizzere e straniere sono state coinvolte in questa vicenda”, si legge in una nota. “Per quanto concerne Pkb, i fatti risalgono a diversi anni fa e sono stati resi possibili grazie alla partecipazione fondamentale di un dipendente infedele che ha abusato della fiducia del suo datore di lavoro. Il suo coinvolgimento rappresenta una novità per la banca che si è sempre sforzata di applicare gli standard più elevati”, si rammenta. Nel 2014, nell’ambito delle sue ordinarie attività di controllo, Pkb ha identificato alcuni conti legati alla vicenda 'Lava Jato' e ne ha informato le autorità svizzere competenti, consentendo l’apertura di un nuovo filone di indagini. “La collaborazione attiva della banca e l’introduzione di molteplici misure volte al miglioramento delle sue procedure interne sono state riconosciute ed apprezzate dalle autorità stesse, tra le quali la Finma. In uno spirito di piena collaborazione, la banca ha in seguito segnalato i fatti al Ministero Pubblico della Confederazione”, si precisa ancora nella nota. 

La decisione dell'autorità di vigilanza non avrà alcun impatto sulla solidità della banca e sulla sua operatività.  Dopo aver completamente accantonato i costi del procedimento nell’esercizio 2017, Pkb dispone di un livello di fondi propri (Tier 1 Capital Ratio) del 24%, nettamente superiore ai requisiti legali.

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