Pablo Gianinazzi
Economia
03.01.2018 - 17:050
Aggiornamento : 17:22

Bitcoin e cannabis guidano un boom di startup. Ma il Ticino resta al palo

L'anno trascorso segna un nuovo record per le startup svizzere. Nel 2017 si sono iscritte 43'416 nuove imprese nel registro di commercio in Svizzera, un risultato senza precedenti. Ciò risulta dal recente sondaggio di Startups.ch, piattaforma online di fondazioni di società.

Nel 2017, anno record, il numero delle nuove iscrizioni nel registro di commercio in Svizzera è cresciuto notevolmente di oltre il 5 percento, con 43'416 unità. Una spinta determinante per lo sviluppo dinamico è il boom delle criptovalute e la tecnologia Blockchain.

«Crypto Valley» Zugo sulla via del successo

Tra i cantoni 'fondatori', quello con miglior esito è Zugo, rinominato con successo «Crypto Valley». Il numero delle nuove iscrizioni è salito del 19,8 percento. La quota di tutte le nuove aziende registrate in Svizzera è del 5,1 percento. «Molte aziende si stabiliscono a Zugo per essere vicine alla zona della Crypto Valley e della Blockchain. Inoltre è già possibile pagare le tasse con i Bitcoins. Ciò ovviamente è un fatto positivo», afferma Michele Blasucci, fondatore e Ceso di Startups.ch.

'Tira' anche la cannabis light

Accanto a Zugo anche il Canton Vallese (+10,3%; quota: 4,6%) e il Canton Friburgo (+5,6%; quota: 3,3%) e Zurigo (+5,7%; quota: 18%) registrano un soddisfacente aumento delle nuove iscrizioni. Molte di queste fondazioni di aziende sono infatti riconducibili all'allentamento nel settore dei succedanei del tabacco lavorati (prodotti Cbd). «Sulla nostra piattaforma sono state fondate dalle due alle tre aziende alla settimana nel settore dei prodotti Cbd», dichiara Michele Blasucci.

Ticino in frenata

Tra i cantoni che stanno puntando sulla blockchain e i bitcoin, solo il Ticino ha registrato un forte calo nella creazione di nuove aziende, con una perdita del 7,5 percento (quota: 5,3%). «Il calo di nuove aziende nel Ticino assume lentamente una svolta drammatica», afferma Michele Blasucci, e spiega: «Il Ticino ha approfittato a lungo dello svantaggioso sistema fiscale italiano. Con lo scambio di informazioni automatico con l'Italia questo meccanismo viene meno. Ciò ha anche una grande influenza sulle società fiduciarie locali che hanno sempre meno clienti».

 

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