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05.10.2017 - 12:480
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:21

Preventivo 2018, Ticino in attivo insieme ad altri 13 cantoni

La maggioranza dei cantoni prevede un budget per il 2018 nelle cifre nere. In diversi casi la stabilità è dovuta a misure di risparmio passate o attuali. In Ticino il preventivo per l’anno prossimo presenta un risultato d’esercizio positivo di 7,5 milioni di franchi.

Dei 24 cantoni che hanno presentato i preventivi per il 2018 nelle ultime settimane, 14 stimano un attivo, otto un disavanzo e in un caso, Argovia, si prevede un bilancio neutro. Appenzello interno e Grigioni non hanno ancora presentato il budget 2018. Rispetto allo scorso anno i cantoni si sono mostrati più ottimisti.

Il canton Zugo ha previsto un risultato d’esercizio leggermente positivo – di 1,7 milioni – dopo diversi anni nelle cifre rosse. Il dato è però influenzato da una riserva di 52 milioni che verrà liquidata a causa di un nuovo modello contabile.

Davanti ai media il ministro cantonale delle finanze Heinz Tännler (UDC) si è detto fiducioso. La tendenza è infatti al rialzo grazie alle misure di risparmio e alla gestione di bilancio da parte dell’amministrazione. Tuttavia, Tännler non vuole rinunciare al progetto "Finanzen 2019", che porterà al primo aumento di imposta nel cantone da oltre 40 anni.

Misure volte al risparmio anche nel Canton Berna, che nel preventivo 2018 stima un saldo positivo di 125 milioni di franchi su un budget complessivo di 11 miliardi. Secondo la responsabile delle finanze Beatrice Simon (PBD), solo con "dolorose misure di austerità" si è riuscito a stabilizzare il bilancio. Per l’anno prossimo il governo cantonale prevede infatti una riduzione del debito di 52 milioni di franchi e per il periodo 2019-2021 ritiene di poterlo diminuire di circa 83 milioni.

Risparmi, riforme e aumenti delle imposte a partire dal 2019 sono previste anche nel canton Argovia. Per il 2018 si stima invece equilibrio, anche se il Gran consiglio cantonale dovrà decidere quest’anno su misure correttive concrete.

Nel canton Uri il deficit si attesta a circa 7 milioni di franchi, un preventivo che il Consiglio di Stato giudica "inaccettabile", nonostante le misure di risparmio.

A Lucerna si stima un disavanzo di 43 milioni. Il parlamento cantonale ha approvato da meno di un mese il preventivo per l’anno in corso, che presenta un deficit di 52 milioni. Nel maggio scorso a sorpresa i cittadini avevano respinto con il 54% dei voti la proposta di aumentare il moltiplicatore cantonale d’imposta. Il governo si è così visto costretto a rimettere mano ai conti e ad agire sul fronte della spesa poiché mancavano le entrate fiscali per un totale di circa 65 milioni di franchi.

Cifre rosse anche in Romandia: Ginevra presenta infatti un disavanzo di 261,4 milioni di franchi a causa di spese che si elevano a oltre 8 miliardi. Il cantone si appoggerà al contributo dei comuni, ritenuto "indispensabile" secondo il ministro delle finanze Serge dal Busco (PPD).

A Neuchâtel si stima un saldo negativo di 66 milioni, indica il Consiglio di Stato, precisando che il preventivo è tuttavia conforme alle proiezioni presentate nel 2016.

Disavanzo più ridotto per il Giura (5,6 milioni). Il governo cantonale mostra un certo ottimismo malgrado abbia sottolineato la necessità di tenere sotto controllo la spesa pubblica.

Vallese e Friburgo, dal canto loro, prevedono entrambi un surplus di 200’000 franchi nonostante i grandi investimenti.

Il canton Vaud si prepara al dodicesimo anno consecutivo nelle cifre nere, con un risultato d’esercizio di 60’000 franchi. Secondo il ministro delle finanze Pascal Broulis (PLR) i costi legati al settore sociale rimarranno elevati.

Il presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDF) Charles Juillard ha spiegato all’ats che tutti i cantoni sono confrontati con un aumento delle spese nel settore della sanità e del sociale. Sono inoltre in corso discussioni con la Confederazione in merito alla mancanza di mezzi sufficienti forniti dal Governo federale per soddisfare i requisiti imposti ai cantoni, in particolare nell’ambito dell’asilo.

Il canton Zurigo prevede un’eccedenza di 76 milioni di franchi, in seguito alla buona situazione economica e a un consistente programma di risparmio.

Misure di austerità adottate anche dal cantone di Sciaffusa – due anni fa ha aumentato la base imponibile – che stima un surplus di 1,4 milioni di franchi.

In attivo anche San Gallo, che prevede un utile di 1,1 milioni.

Il cantone di Basilea Città si conferma in buona salute con un preventivo 2018 che calcola un risultato d’esercizio di 138 milioni di franchi, in particolare grazie agli elevati ricavi fiscali. La ministra delle finanze Eva Herzog (PS) lo ha giudicato un buon punto di partenza in vista del Progetto fiscale 17 (PF17).

I cantoni hanno stabilito il preventivo per l’anno prossimo in un clima di incertezza rappresentato proprio dal PF17, posto in consultazione fino a dicembre e destinato a rimpiazzare la Riforma III dell’imposizione delle imprese, bocciata dal popolo svizzero il 12 febbraio scorso. Rispetto a quest’ultima, il governo vorrebbe diminuire le possibilità per i cantoni di ridurre la base imponibile e questi ultimi avrebbero meno denaro a disposizione per finanziare la riduzione delle aliquote ordinarie dell’imposta sugli utili.

Le perdite fiscali supplementari da parte dei cantoni dovrebbero tuttavia essere compensate dall’imposta federale diretta che passerebbe dal 17% al 20,5% e non più 21,2% come previsto dalla Riforma III. Un aumento tuttavia insufficiente, ritengono i cantoni.

"I cantoni sono gli attori principali che garantiscono la competitività. La Confederazione deve contribuire", ha dichiarato Peter Mischler, vice segretario del CDF. Soprattutto dal momento che il progetto chiede ai cantoni di distribuire meglio gli aiuti ricevuti con i comuni, ha aggiunto Charles Juillard. Secondo lui, la PF17 dovrebbe entrare in vigore al più presto nel 2020. (Ats)

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