Economia
23.08.2017 - 10:390
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:20

Swisscom accusata di truffa sul roaming

Denuncia penale contro Swisscom: il gigante telecom è accusato dalla Fondazione per la protezione dei consumatori (Fpc) di aver fatturato per anni spese di roaming in realtà inesistenti. Secondo l’organizzazione svizzero tedesca vi sono gli estremi della truffa: a suo avviso inoltre i clienti devono essere assolutamente risarciti.

Al centro della vicenda – spiega in un comunicato odierno la Fpc – vi sono le segreterie telefoniche (voicemail-box) della telefonia mobile: chi si trova all’estero e riceve un messaggio sulla segreteria è confrontato con costi elevati. Questo perché la chiamata viene dapprima deviata oltre i confini elvetici e poi di nuovo sul server della segreteria in Svizzera, ciò che comporta costi di roaming. Gli importi lievitano poi ulteriormente perché le tariffe non sono calcolate al secondo, bensì arrotondate al minuto successivo.

La Fpc sostiene che Swisscom da alcuni anni utilizzi un cosiddetto sistema anti-tromboning, un dispositivo che riconosce quando l’utente si trova all’estero: in tal modo la chiamata verso la segreteria telefonica non viene più effettuata passando per una rete straniera, bensì direttamente sulla rete interna di Swisscom. Così facendo l’operatore non ha costi di roaming: ma ciò nonostante l’impresa – questa l’accusa – ha continuato a fatturarli ai clienti.

Sempre stando a quanto riferisce l’associazione dei consumatori, Swisscom si rifiuta di rivelare da quanto tempo è in atto la pratica in questione. Il sistema sarebbe inoltre utilizzato solo per i clienti in abbonamento (non quindi per le carte prepagate) e funzionerebbe non per tutti i paesi e operatori stranieri. Gli importi che secondo la Fpc sono stati incassati illegalmente si sommano rapidamente nell’ordine dei milioni, ha precisato all’ats André Bähler, responsabile del comparto politica ed economia presso l’associazione. Contro l’azienda è stata quindi inoltrata denuncia penale: i reati ipotizzati sono truffa e concorrenza sleale.

La Fpc chiede inoltre il rimborso di quanto pagato in eccesso. “Un indennizzo effettuato in modo non burocratico è il minimo che possono pretendere i clienti interessati”, afferma la direttrice Sara Stalder, citata nel comunicato.

L’organizzazione ha contattato anche Sunrise e Salt: i due concorrenti di Swisscom non utilizzano sistemi anti-tromboning, ragione per cui le tariffe di roaming da loro fatturate sono corrette.

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