Dib. Elettorale
26.02.2019 - 19:030

Perché sono di sinistra

Perché solo la sinistra ha sempre lottato e lotta per la giustizia sociale, per migliorare le condizioni di lavoro; le conquiste e le protezioni sociali sono frutto delle lotte della sinistra.
Sono di sinistra perché trovo indispensabile, oggi più che mai, creare un argine alla destra razzista e populista che sta spaventosamente dilagando, qui, ma anche a livello mondiale purtroppo. Sono di sinistra perché sono dalla parte dei più deboli, degli esclusi della società.
Sono per la solidarietà e l’accoglienza, sono dalla parte di ogni essere umano che è in difficoltà e chiede aiuto.
Sono di sinistra perché da anni mi impegno per la parità e la dignità delle donne e credo che all’interno della sinistra ci sia maggiore sensibilità per le nostre rivendicazioni. Oggi, benché si siano ottenute molte cose, rimangono molte ingiustizie e disparità. È mai possibile che ancora oggi le donne guadagnino il 17% in meno degli uomini per uno stesso lavoro? È mai possibile che nelle posizioni dirigenti ci siano così poche donne? Per me è vergognoso. La destra tende a frenare, se non eliminare le conquiste delle donne: parità e diritto di decidere per la propria vita (almeno sulla carta), protezione contro le molestie; le donne idealmente, per questi conservatori dovrebbero stare zitte meglio se in posizione subalterna e continuare ad occuparsi della casa e dei figli; al massimo possono essere l’appoggio e consulente per l’uomo, nell’ombra.
Sono per la protezione dell’ambiente: siamo giunti al momento improrogabile, di dover cambiare il nostro modo di pensare e di agire, trovare delle soluzioni, se vogliamo ancora essere in tempo per salvare il pianeta, troppi danni sono stati fatti in nome dell’economia. Io credo che in questa ottica ci vorrebbe una fattiva e costruttiva collaborazione con i partiti ambientalisti.
La destra minimizza questi problemi, per lei esiste solo la crescita economica esponenziale. La politica neoliberista ha ottenuto che i ricchi siano diventati sempre più vergognosamente ricchi, i poveri sempre più poveri e il mondo sempre più insopportabilmente inquinato. Sono di sinistra, perché credo che la cultura sia un valore che può cambiare il mondo. La cultura non dev’essere una cosa per le élites, dev’essere alla portata di tutti. Una buona scuola deve aprire le menti dei giovani, renderli critici, curiosi e colti.
La destra, a livello planetario, invece preferisce un elettorato ignorante, facilmente manipolabile, che ottiene inventando nemici e fomentando la guerra tra poveri. Ci sono per fortuna anche in Ticino lodevolissime eccezioni: voci di intellettuali illuminati che scrivono e si battono per la giustizia, la cultura e per il servizio pubblico.
Sono di sinistra perché credo che si possano cambiare le cose ma, qui viene il punto dolente: la sinistra è disunita. Potremmo essere veramente di peso solo se fossimo uniti, tutta la sinistra e ambientalisti.
Purtroppo la sinistra non ha il collante dei grandi soldi che, in ultima analisi, unisce il centro-destra, noi abbiamo “solo” i nostri ideali che non sempre sono declinati allo stesso modo e questo genera delle divisioni, ma la frantumazione della sinistra, in ultima analisi, finisce per fare il gioco della destra. Io sono socialista perché è il partito di sinistra che, politicamente, ha più peso, e credo che dobbiamo impegnarci per mantenere un consigliere di Stato socialista, ma sarei più felice con una sinistra unita.

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