La cerimonia di chiusura del festival evidenzia temi globali e premi prestigiosi.
La 79ª edizione del Festival di Cannes si è conclusa con un forte richiamo alla realtà mondiale, tra guerre e disuguaglianze, dalla Russia alla Palestina, fino al Rwanda. La giuria, presieduta da Park Chan Wook, ha assegnato la Palma d'Oro a "Fjord" del regista romeno Cristian Mungiu. Questo è il secondo trionfo per Mungiu, che aveva già vinto nel 2007 con "4 mesi, 3 settimane, 2 giorni".
Il film "Fjord", interpretato da Sebastian Stan e Renate Reinsve, narra la storia di una coppia di immigrati accusata per il modo in cui cresce i propri figli. Nel suo discorso di ringraziamento, Mungiu ha sottolineato l'importanza di affrontare temi rilevanti nel cinema, che aiutano a comprendere la direzione del mondo. Ha evidenziato come le società moderne siano frammentate e radicalizzate, e ha lanciato un messaggio di tolleranza, inclusione ed empatia.
Durante la serata, il regista dissidente russo Andrei Zviagyntsev, vincitore del Grand Prix per "Minotaur", ha rivolto un appello diretto a Vladimir Putin, esortandolo a porre fine ai massacri in corso. "Milioni di persone sognano la fine di questa carneficina, e solo il Presidente della Federazione Russa può fermarla", ha dichiarato.
La cerimonia ha visto anche diversi premi ex aequo. Il premio per la miglior regia è stato condiviso da Javier Ambrossi e Javier Calvo per "La bola negra", che ha richiamato l'attenzione sui diritti LGBTQ+, e da Pawel Pawlikowski per "Fatherland", che ha sottolineato l'importanza della creatività umana.
Virginie Efira e Tao Okamoto hanno vinto come migliori attori per "All of a Sudden" di Hamaguchi Ryusuke, mentre Emmanuel Macchia e Valentin Campagne sono stati premiati per "Coward" di Lukas Dhont, un film che esplora un amore omosessuale al fronte.
Emmanuel Marre ha ricevuto il premio per la migliore sceneggiatura con "Un uomo del suo tempo (Notre salut)", un film ambientato nel periodo di Vichy che critica i piccoli tiranni di ieri e di oggi. Xavier Dolan ha introdotto il premio recitando versi del poeta palestinese Mahmoud Darwish.
Isabelle Huppert ha reso omaggio a Barbra Streisand, una delle Palme d'onore 2026, che non ha potuto partecipare per motivi di salute. Streisand ha inviato un video messaggio in cui ha lodato il potere del cinema di unire le persone e aprire i cuori e le menti, celebrando l'arte cinematografica come un faro di speranza in un mondo instabile.