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Grigio. Terra Bruciata” di Ben Donateo
Spettacoli
10.08.2020 - 21:080

Locarno2020, sotto il segno dei Pardi di domani

Convincono il personale ‘Bethlehem 2001’ di Ibrahim Handal e, nel concorso nazionale, Grigio. ‘Terra Bruciata’ di Ben Donateo

Nuova giornata dei Pardi di domani, tra i più replicati in questo festival, ridotto per colpa della pandemia ad agire su tre sale e online. Di grande emozione è “Bethlehem 2001” di Ibrahim Handal. Il regista palestinese riflette sui suoi ricordi personali scoprendo come questi siano profondamente legati alla storia del suo territorio, al conflitto con Israele, alla sua impossibile felicità che pur sua madre aveva voluto regalargli. Ed è in questo ricordo che egli accetta di avere un futuro, di combattere per averlo. Film intenso e carico di emozione.

Un’emozione che non riescono a dare i trenta minuti di “Trou Noir”, film svizzero firmato da Tristan Aymon. Un film che resta in superficie senza mai saper coinvolgere, si pensi che i tre protagonisti affondano in mezzo al lago con la loro barca e la cosa non interessa al regista, non la racconta, non sa farlo. Qui ci si accorge di una mancanza di scuola, di una presunzione di essere capaci, che non vale nel cinema, sapesse mettere la telecamera in posizione almeno una volta, sapesse guidare i presunti attori!

Di altro spessore è “Grigio. Terra Bruciata” di Ben Donateo, una rigorosa produzione italo svizzera dedicata a un paesino calabro, Filippa di Mesoraca nella provincia di Crotone. Un cortometraggio molto intenso per dire di un paese che muore insieme agli ultimi vecchi che lo abitano, mentre intorno le pale delle turbine eoliche girano senza sosta riempiendo il paesaggio. Molto coinvolgente, anche grazie alle musiche. “I Ran From It And Was Still In It” di Darol Olu Kae, un film di grande poesia, la ricerca attraverso lacerti filmati di una identità altrimenti persa. Nel corso degli anni molti mezzi tecnici sono stati chiamati a far da memoria, oggi tutti contribuiscono ad essere memoria. Un’animazione cinese “Ta Cong An Chu Lai”  titolo internazionale Cloud Of The Unknown), firmata da Gao Yuan, racconta dei sogni di una ragazza che vive sull’orlo di altre realtà, è una colorata e emozionante poesia. Non convince infine, perché le parole prendono il sopravvento sulle immagini, “The End Of Suffering (A Proposal)” della greca Jacqueline Lentzou, Un corto che si perde nel suo dire, nel suo tronfio e inutile affabulare. Peccato.

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