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09.08.2020 - 11:060
Aggiornamento : 18:10

È morta Franca Valeri, sora Cecioni e signorina snob

Aveva da poco compiuto cent'anni. È celebre per le sue caricature intelligenti e critiche, e fu tra le prime donne della commedia italiana

È morta stamattina alle 7.40, nella sua casa di Roma, Franca Valeri. L'attrice, nata a Milano il 31 luglio 1920, aveva compiuto 100 anni il 31 luglio. Da anni era affetta dal Morbo di Parkinson.

Maurizio Porro, critico cinematografico del Corriere della Sera, la ricorda così:

"Se n’è andata con la consueta signorilità un’amica di tutti, un’attrice intelligente che aveva saputo fare della sua ironia e della sua capacità di osservazione l’arma vincente di una comicità al femminile: le sue donne, invadenti e malinconiche, raffinate e plebee, illuse e deluse, rimangono agli atti di una società. Alma Franca Maria Norsa, all’anagrafe milanese, non era solo l’autrice della Signorina snob popolarissima alla radio di quel periodo post bellico: Valeri (nome prestato da Paul Valery) raggiunse il grosso pubblico della sora Cecioni con le mitiche apparizioni tv a Studio Uno, proponendo anche lo stile intelligente di un humour critico come nel Teatro dei Gobbi da lei inventato. È stata uno straordinario talento comico, in una società che per ridere aveva sempre scelto gli uomini".

La Repubblica ricorda invece una sua dichiarazione:

"La morte non ci deve impressionare. È una componente della vita, e se ne può sorridere, a costo di accentuarne le conseguenze, le paranoie e i riti. E poi io ho avuto sempre la fortuna d’avere il teatro che mi parlava in tasca, e quando ho perso per strada gli affetti, ho potuto far affidamento su nuovi giovani amici, e sui miei amati animali".

Nata da una famiglia ebraica perseguitata ai tempi delle leggi razziali fasciste, Valeri esordisce a teatro già prima della Seconda guerra mondiale, iniziando ad abbozzare le caricature che la renderanno celebre. Nel 1949 la ribalta del Teatro dei Gobbi, con Alberto Bonucci, Luciano Salce e Vittorio Caprioli. Il teatro si trasferisce da Roma a Parigi, inaugurando una formula innovativa che non prevede costumi e gioca molto sulle sensazioni del momento. Proprio a Parigi Valeri conosce Colette Rosselli – compagna di Indro Montanelli e 'gran dama' della stampa di costume – con la quale realizza il libro 'Diario della signorina snob' (1951): un anno nella vita della signorina in forma di diario, illustrato dalla stessa Colette.

Negli anni Sessanta è il momento del cinema, con Federico Fellini (memorabile il personaggio della coreografa ungherese in Luci del varietà) e poi Alberto Sordi e Totò, oltre che in alcune pellicole del marito Vittorio Caprioli. Ma è soprattutto la televisione a renderla celebre in trasmissioni come Studio Uno (1966) e Sabato sera (1967), condotti da Mina. Memorabile, oltre alla signorina snob, il personaggio della romanesca sora Cecioni.

Negli anni Settanta segue l'onda degli storici sceneggiati Rai, tratteggiando tra l'altro la brillante figura della madre borghese di una figlia hippy in 'Sì vendetta...' Un altro modo per giocare con vizi e stereotipi della società di quei tempi.

La sua attività proseguirà sporadicamente fino ai primi anni Duemila.

È invece del 2010 l'autobiografia 'Bugiarda no, reticente' pubblicata da Einaudi, dalla quale ricordiamo una frase che rivela alla perfezione il suo atteggiamento verso la vita, e suona quasi come un bilancio:

Ho parlato abbastanza, considerando che parlo da sola

 

 

 

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