Un festival intergenerazionale e interculturale
Spettacoli
23.08.2019 - 06:000
Aggiornamento : 08:11

Il peso specifico delle storie

Giovedì 29 agosto, Arzo ospita per quattro giorni il 20esimo Festival di narrazione, con spettacoli per incontrare, scambiare, riflettere e crescere

Raccontare e ascoltare storie; a dispetto di un presente superdigitalizzato – e sarà iperbolico – che si riflette in schermi freddi, anonimi e omologati; malgrado i tempi di fruizione dei prodotti di intrattenimento massificati (usiamo intenzionalmente questi aridi vocaboli) si accorcino, appiattendo i contenuti e puntando su superficialità e sensazione. Raccontare e ascoltare storie (un’unica azione) è esperienza atavica, vecchia quasi quanto il mondo e modernissima al contempo; tratto distintivo dell’essere umano che – oralmente e per iscritto – si perpetua, conosce, cresce, esplora, comprende, dialoga e riflette. Raccontare e ascoltare storie è un atto di resistenza, un’occasione d’incontro e riflessione e, nel presente grigio di cui prima, il Festival internazionale di narrazione di Arzo è uno di quei porti sicuri dove rifugiarsi per ascoltare storie raccontate.

Il 2019 – come presentato ieri dal comitato artistico in conferenza stampa – è l’anno del ventennale: un importante traguardo per la rassegna – raggiunto anche grazie all’affezione del pubblico e alla collaborazione della comunità arzese – che si terrà dal 29 agosto all’1 settembre prossimi. L’edizione, per festeggiare i vent’anni, propone alcune novità: nella veste, con sito e loghi nuovi; nei linguaggi, con proposte narrative contaminate. Come che sia, al centro sta sempre la forma del teatro di narrazione, che prende spazio nei luoghi familiari delle corti in paese e torna ad abitare le cave di marmo.

Un po’ di cartellone…

Dando i numeri: la 20esima edizione conta quattro giorni di spettacoli, dieci proposte per gli adulti e dodici per bambini e ragazzi, accompagnati da quattro incontri con gli artisti. Il cartellone è ben articolato e propone storie che siano d’ispirazione per una riflessione sulla contemporaneità, valorizzando l’intergenerazionalità e l’interculturalità. Della ricca programmazione segnaliamo alcuni spettacoli, partendo dalla serata d’apertura (giovedì 29 agosto, 21.30, Cava Broccatello) con ‘Metamorfosi. Indistinto racconto’ di e con Gaetano Colella, Enrico Messina e Daria Paoletta; un lavoro che attraversa l’opera ovidiana con libertà di tradirla per poterla raccontare. Proseguiamo la presentazione tenendo il filo rosso dell’età, partendo quindi dalle proposte per bambini e ragazzi. Iniziamo dallo spettacolo per i piccolissimi che, a partire dai 2 anni, potranno gustare ‘Elefantino’ di e con Bruno Cappagli, che ha tratto ispirazione da un racconto di Kipling (Giardino sensibile, 31 agosto e 1 settembre, alle 16.15). Poi, la celebre fiaba di Perrault ‘Pollicino’ con i Confabula (dai 5 anni; sabato 31 agosto, Corte Atelier, 14.30). E ancora: ‘Thioro. Un cappuccetto rosso senegalese’ con Fallou Diop, Adama Guye e Andrea Carella (dai 6 anni). Lo spettacolo è una reinvenzione dal respiro africano di una delle fiabe europee più conosciute, un bell’esempio di contaminazione interculturale che sarà in scena sabato 31 agosto e domenica 1 (Giardino Castello, alle 14.30). Di Francesco Niccolini ‘Zanna Bianca. Della natura selvaggia’ (dagli 8 anni), pièce liberamente ispirata ai romanzi di Jack London (il 31 agosto nella Corte dell’Aglio, alle 16.15 e l’1 settembre al Giardino scuole, alle 14.30). Salendo con l’età, segnaliamo ‘Se mi Amy’ di e con Naya Dedemailan (realizzato con il sostegno di Radix), adatto ai ragazzi dai 13 anni. La storia, come ha raccontato l’autrice, è stata ispirata da un episodio vissuto direttamente nella metrò milanese e racconta della fragilità di due adolescenti che lottano contro le dipendenze, senza giudizio. Lo spettacolo è in calendario per domenica 1 settembre, nella Corte dell’Aglio (16.15).

Arrivando agli adulti, appuntiamo nell’agenda ‘La semplicità ingannata’, splendido spettacolo scritto e interpretato dalla regista e attrice goriziana Marta Cuscunà (29 agosto, Cava Broccatello, 21.30), che racconta di un gruppo di suore che si ribellano e resistono alla mentalità patriarcale che le ha forzate alla monacazione. E ancora ‘Il taccuino di Simone Weil’ con Monica Ceccardi che racconta la storia della grande filosofa (31 agosto, 18.30, Cortile della Contessa).
In ultima battuta, accenniamo agli ospiti degli incontri d’approfondimento alla Corte dei Miracoli (fra sabato e domenica): Marta Cuscunà e Francesca Medioli; Alessandro Argnani, Fallou Diop, Adama Gueye, Simone Marzocchi, Moussa Ndiaye e Maria Martinelli; Mattia Fabris, Jacopo Bicocchi ed Enrico Camanni; Antonio Catalano e Luigi D’Elia; modera Marco Mona.

Il programma completo e le informazioni (anche logistiche) sono consultabili

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