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09.07.2019 - 06:100

Biglietti nominali, in Italia è già conflitto

L'associazione degli organizzatori di spettacoli minaccia caos e aumenti dei prezzi dei biglietti, ma governo e consumatori non ci stanno: “Sarebbe speculazione”...

Notizie per appassionati di concerti e altre forme di intrattenimento pop. In Italia, con l’introduzione dal primo luglio dei biglietti nominali per gli spettacoli in luoghi con una capienza di 5’000 spettatori o oltre, “ci saranno rincari del prezzo medio dei biglietti di 8-10 euro e tempi di attesa in coda raddoppiati”. A lanciare l’allarme è Assomusica, associazione che riunisce gli organizzatori e produttori di spettacoli di musica dal vivo, secondo cui la legge appena approvata non risolve il problema del secondary ticketing, cioè del bagarinaggio online dove i biglietti dei concerti più ambiti si trovano a prezzi lievitati.

Al contrario, secondo Assomusica si dovranno aprire i cancelli molto tempo prima, impegnando più personale su più turni: “Da qui l’aumento dei costi per gli spettatori”. Non solo: «I consumatori non potranno più regalare un biglietto a un familiare, amico o parente; le aziende, i fan club e i grandi gruppi organizzati, in genere, non compreranno più biglietti. Non sarà semplice nemmeno emettere i biglietti omaggio”. La previsione di Assomusica è che “in questo scenario si perderanno migliaia di biglietti”.

Non si è fatta attendere la replica del primo firmatario della norma, Sergio Battelli, presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera italiana: «A giudicare dalla levata di scudi in questa estate infuocata, la legge del M5S per il contrasto al secondary ticketing deve aver fatto davvero rumore negli ambienti musicali». Di più: «Noi lavoriamo per fermare i bagarini e i truffatori ed appellarsi al costo del biglietto è semplicemente vergognoso» aggiunge chiedendo ad Assomusica di mettere «alla prova» la legge e «di favorire questo cambiamento culturale invece di opporgli resistenza». Secondo il senatore Pd Roberto Rampi, però, la norma è una "follia che danneggia il settore".

Intanto, contro l’allarme lanciato da Assomusica si schiera l’Unione nazionale consumatori, che chiede invece di applicare la legge: «Considerato quanto già costano agli spettatori i biglietti, ben sopra i costi effettivi dei concerti, qualunque rialzo sarebbe già ingiustificato, figurarsi aumenti pari ad 8 euro. Sarebbe una speculazione bella e buona, per la quale ci riserveremmo di fare una segnalazione all’Antitrust, per le opportune verifiche».

Insomma, il conflitto è servito. Nel frattempo, per ogni concerto in Italia è bene prestare attenzione alla nuova legge. E ai prezzi dei biglietti.

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