Aarau
1
Rapperswil
0
fine
(0-0)
Losanna
6
Vaduz
2
fine
(5-1)
Wil
1
Chiasso
2
fine
(1-0)
Winterthur
3
Sciaffusa
2
fine
(2-1)
Servette
4
SC Kriens
1
fine
(3-1)
Aarau
CHALLENGE LEAGUE
1 - 0
fine
0-0
Rapperswil
0-0
1-0 MAIERHOFER STEFAN
65'
 
 
65' 1-0 MAIERHOFER STEFAN
Start of second half delayed.
Venue: Stadion Brugglifeld.
Turf: Natural.
Capacity: 8,000.
Ultimo aggiornamento: 26.05.2019 18:04
Losanna
CHALLENGE LEAGUE
6 - 2
fine
5-1
Vaduz
5-1
1-0 ZEQIRI ANDI
4'
 
 
2-0 NGANGA IGOR
7'
 
 
 
 
14'
2-1 DOSSOU JODEL
3-1 ZEQIRI ANDI
20'
 
 
4-1 NDOYE DAN
27'
 
 
5-1 ZEQIRI ANDI
33'
 
 
6-1 BUESS ROMAN
69'
 
 
 
 
75'
6-2 SULUNGOZ BERKAY
4' 1-0 ZEQIRI ANDI
7' 2-0 NGANGA IGOR
DOSSOU JODEL 2-1 14'
20' 3-1 ZEQIRI ANDI
27' 4-1 NDOYE DAN
33' 5-1 ZEQIRI ANDI
69' 6-1 BUESS ROMAN
SULUNGOZ BERKAY 6-2 75'
Venue: Olympique de la Pontaise.
Turf: Natural.
Capacity: 15,850.
Ultimo aggiornamento: 26.05.2019 18:04
Wil
CHALLENGE LEAGUE
1 - 2
fine
1-0
Chiasso
1-0
1-0 HEFTI NIAS
23'
 
 
 
 
75'
1-1 JOSIPOVIC ZORAN
 
 
80'
1-2 BELOMETTI SIMONE
23' 1-0 HEFTI NIAS
JOSIPOVIC ZORAN 1-1 75'
BELOMETTI SIMONE 1-2 80'
Venue: IGP Arena.
Turf: Natural.
Capacity: 6,958.
Ultimo aggiornamento: 26.05.2019 18:04
Winterthur
CHALLENGE LEAGUE
3 - 2
fine
2-1
Sciaffusa
2-1
 
 
10'
0-1 HELBLING YANNICK
 
 
19'
0-2 DEMHASAJ SHKELQIM
1-2 SLISKOVIC LUKA
27'
 
 
2-2 SEFERI TAULANT
55'
 
 
 
 
81'
2-3 PUGLIESE VALENTINO
HELBLING YANNICK 0-1 10'
DEMHASAJ SHKELQIM 0-2 19'
27' 1-2 SLISKOVIC LUKA
55' 2-2 SEFERI TAULANT
PUGLIESE VALENTINO 2-3 81'
Venue: Schutzenwiese.
Turf: Natural.
Capacity: 8,550.
Ultimo aggiornamento: 26.05.2019 18:04
Servette
CHALLENGE LEAGUE
4 - 1
fine
3-1
SC Kriens
3-1
1-0 STEVANOVIC MIROSLAV
6'
 
 
 
 
18'
1-1 SEFERAGIC ADMIR
2-1 WUTHRICH SEBASTIEN
33'
 
 
3-1 ALPHONSE ALEXANDRE
45'
 
 
4-1 CHAGAS MYCHELL
75'
 
 
6' 1-0 STEVANOVIC MIROSLAV
SEFERAGIC ADMIR 1-1 18'
33' 2-1 WUTHRICH SEBASTIEN
45' 3-1 ALPHONSE ALEXANDRE
75' 4-1 CHAGAS MYCHELL
Venue: Stade de Geneve.
Turf: Natural.
Capacity: 30,084.
Ultimo aggiornamento: 26.05.2019 18:04
Società
17.04.2019 - 06:200

Quegli ignoti sodali del bello, tutti feriti con Notre-Dame

Fra le reazioni all’incendio della cattedrale, i volti muti e attoniti di chi si è ritrovato a contemplare la distruzione di un gioiello storico-culturale

«Vedi, mi infervoro a parlarne! Ma tutto questo mi risuona dentro». All’altro capo del filo, Claudio Guarda si accende di passione nel ricordare ciò che ha riscoperto l’altra sera contemplando fino a notte, davanti a uno schermo, quello spettacolo di grandiosa tragicità che d’improvviso ci ha riportati ai fantasmi del Medioevo, quando le fiamme erano minaccia quotidiana e l’uomo consapevole della propria infinita piccolezza al cospetto del creato, e di elementi sempre in agguato, pronti a cancellare ogni traccia del suo passaggio. Era, non solo per lui, il legame profondo, personale, misterioso, con quel luogo, Notre-Dame.

Mentre altrove si azzarda una conta impossibile dei tesori perduti e di quelli salvati, dei danni portati dal fuoco e di quelli causati dall’acqua – dei “grandi Mays” offerti ogni primo maggio dal 1630 al 1707, dell’organo da 8’000 canne costruito fra XV e XVIII secolo, delle vetrate e dei rosoni del XIII secolo, della campana da 300 tonnellate e della corona di spine che Cristo avrebbe portato lungo la salita al Calvario – mentre le immagini scorrono senza sosta, tutto questo mi riporta ai volti attoniti delle persone qualunque che lunedì sera si sono riunite al cospetto della cattedrale ferita.

Ecco, le parole di Claudio e quei visi sconosciuti mi ricordano che la cultura non ha confini, e lega silenziosamente tutti coloro i quali la amano, la accolgono nelle proprie vite, le riconoscono forse un ruolo decisivo nelle storie private e in quelle collettive. Pare di scorgere in tutto ciò un misterioso, caldo, innato senso di solidarietà; una sorta di patto mai sottoscritto, eppure quanto mai operante, fra gli affiliati a una setta, quella dei fiduciosi cultori della bellezza, dai cui valori si lasciano contagiare, magari senza rendersene conto finché un fuoco non li porta via.

Nell’Insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera, Tereza è una donna fragile e ferita che riesce a fidarsi degli esseri umani quando li vede, come lei, con un libro in mano: un uomo che legge un romanzo non può essere malvagio, non può resistere al potere benefico della cultura e del bello. Né assistere indifferente alla sua distruzione, per incuria o per idiozia. Come a Notre-Dame, fra le cui guglie poteva abitare solo l’amore più puro e più bello, quello fra due reietti.

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