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Ricavati da malati di Covid-19 (Keystone)
Scienze
22.07.2020 - 16:140

Coronavirus, isolati i 'super anticorpi'. Svolta nelle cure?

Sperimentati alla Columbia University di New York sarebbero efficaci e darebbero un certo grado di protezione. Un modo per arginare la pandemia

Sono stati isolati gli anticorpi che ad ora mostrano di essere i più efficaci contro il nuovo coronavirus, fra tutti quelli prelevati dai malati di Covid-19: identificati alla Columbia University di New York e pubblicati sulla rivista "Nature", potrebbero potenzialmente essere prodotti su larga scala e dare una spinta alla ricerca di nuovi farmaci e vaccini.

"Abbiamo un insieme di anticorpi molto più potenti e diversificati rispetto a quelli trovati finora e sono pronti per essere trasformati in terapie", ha detto il coordinatore della ricerca David Ho, uno dei protagonisti internazionali della ricerca sull'Aids che oggi lavora alla Columbia University ed è direttore scientifico del Centro Aaron Diamond per la ricerca sull'Aids.

Per arginare la pandemia in attesa di farmaci e vaccini

I super anticorpi sono stati sperimentati finora nei criceti, nei quali hanno dimostrato sia di neutralizzare il nuovo coronavirus, sia di dare una protezione. Adesso, scrivono i ricercatori, si stanno pianificando i test su altri animali e sull'uomo. Si tratta di anticorpi diversi sia da quelli contenuti nel siero dei convalescenti, sia da quelli sintetici, progettati sulla base delle sequenze genetiche. I super-anticorpi descritti su "Nature" sono stati prelevati da malati di Covid-19 e, secondo i ricercatori, potrebbero essere utili per arginare la pandemia in attesa che siano disponibili i farmaci e i vaccini anti Covid-19 attualmente in via di sperimentazione.

Tempi rapidi

Potrebbero inoltre essere disponibili in tempi rapidi, considerando che l'iter che autorizza l'uso clinico di queste sostanze è più breve rispetto a quello necessario per i farmaci tradizionali. A distinguere gli anticorpi prelevati nei malati da quelli dei convalescenti è il fatto che i secondi sono il risultato di una risposta immunitaria diversa in ogni individuo; di conseguenza possono avere effetti diversi in pazienti diversi.

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