Scienze
22.10.2019 - 12:010
Aggiornamento : 13:18

Buco dell'ozono ai minimi storici dal 1982

Per gli esperti è una buona notizia solo a metà, perché il record registrato dalla Nasa e dal Noaa è un segno del riscaldamento climatico

Sull'Antartide il buco dell'ozono ha raggiunto l'estensione minima dall'epoca della sua scoperta, nel 1982: ora è 10 milioni di chilometri quadrati, rispetto ai 16 milioni di chilometri quadrati misurati l'8 settembre. A indicare il record sono i dati di Nasa ed Ente americano per le ricerche su atmosfera e oceani (Noaa). Per gli esperti è una buona notizia solo a metà, perché è un segno del riscaldamento climatico: le temperature più alte riducono le reazioni fra ozono e i composti che lo distruggono, cioè cloro e bromo.

"È un'ottima notizia per l'ozono nell'emisfero australe", rileva Paul Newman, del Goddard Space Flight Center della Nasa. "Ma bisogna riconoscere - aggiunge - che ciò è anche dovuto alle temperature di quest'anno nella stratosfera. Non è un segno che il buco dell'ozono è improvvisamente sulla buona strada per il recupero". Infatti nella fascia dove c'è l'ozono, a 19 chilometri sopra la superficie terrestre, secondo la Nasa le temperature a settembre erano 29 gradi più alte della media.

Schermo anti-ultravioletti

L'ozono è una molecola formata da tre atomi di ossigeno che scherma la Terra da una radiazione ultravioletta del Sole che può causare tumori alla pelle, problemi alla cataratta e anche danneggiare le piante. Il buco dell'ozono si forma sull'Antartide alla fine dell'inverno australe quando si innescano le reazioni che distruggono la molecola e che coinvolgono sostanze come cloro e bromo. Nel 1988, il protocollo di Montreal ha ridotto consumo e produzione di questi composti, ma secondo gli esperti solo nel 2070 l'ozono sull'Antartide potrebbe ritornare al livello del 1980.

Potrebbe interessarti anche
Tags
nasa
ozono
buco
notizia
segno
esperti
riscaldamento climatico
buco ozono
notizia solo
buona notizia
© Regiopress, All rights reserved