Scienze
30.07.2018 - 08:390
Aggiornamento 14:58

Tigri a rischio estinzione: nel mondo solo 3'890 esemplari

Si moltiplicano nel mondo le iniziative per proteggere il felino più grande della Terra, impegnate a raddoppiarne la popolazione entro il 2022.

Erano in centomila agli inizi del XX secolo mentre oggi, ne sopravvivono poco meno di 4'000 esemplari (3'890 secondo le ultime stime). Le tigri, di cui ogni 29 luglio si celebra la Giornata Mondiale, sono a rischio estinzione e si moltiplicano nel mondo le iniziative per proteggere il felino più grande della Terra. La giornata è stata creata quando 13 paesi che ospitano questo felino (India, Nepal, Bhutan, Bangladesh, Russia, China, Myanmar, Thailandia, Malesia, Indonesia, Cambogia, Laos e Vietnam) si sono riuniti nel 2009 e si sono impegnati a raddoppiarne la popolazione del mondo entro il 2022, il prossimo "Anno della tigre" nel calendario lunare asiatico.

In India, ricorda direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo (Verona) Cesare Avesani Zaborra, "vive il numero più alto in assoluto di tigri: la sottospecie del Bengala è la più numerosa, stimata dall'ultimo censimento del Governo Indiano in 2.226 esemplari, ai quali bisogna aggiungere gli individui di Bangladesh, Nepal e Bhutan. Numeri ben più bassi e più approssimativi per le altre 4 sottospecie, sopravvissute dopo che nel '900 se ne sono estinte altrettante e non sempre oggetto di un censimento complessivo: in Cina e Russia si contano circa 450 esemplari di tigre dell'Amur, in Indonesia la tigre di Sumatra non arriva a 400 unità, la tigre della Malesia sopravvive nel Paese con meno di 300 individui e la tigre indocinese sembra ancora sotto questa soglia".

La conservazione della tigre, spiega, "è legata a doppio filo alla protezione che l'uomo assicura ai territori in cui essa vive. La lotta al bracconaggio, la mitigazione del conflitto uomo-animale e la limitazione al consumo di habitat, risultano applicati in maniera corretta solo nel 13% dei Paesi dell'areale. Lo dimostra l'ultimo studio pubblicato nel marzo scorso dall'organizzazione Panthera in collaborazione con Iucn (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), che rileva il Sud-est asiatico come l'area in cui le tigri stanno soffrendo di più la pressione del bracconaggio, senza che questo venga contrastato con mezzi efficaci".

"Perdendo la tigre, perderemo molto di più: le specie e gli habitat che da essa dipendono, ma anche la storia e la memoria di molti popoli orientali", conclude Avesani Zaborra. Il Parco Natura Viva in cui vivono Amka e Luva, tigri siberiane che in natura contano circa 450 esemplari, insieme agli altri animali sosterranno simbolicamente l'inziativa "Tx2" per il raddoppio del numero di individui in natura entro il 2022. Lo staff indosserà un braccialetto arancione, mentre gli animali avranno i loro cibi e odori preferiti nascosti in fagotti, bicchieri, scatole di colore arancione al motto di “Go orange!”

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