Massimo Ranieri e Tiziano Ferro (Areafoto.Si)
Sanremo
06.02.2020 - 02:150

Sanremo parte seconda, perdere l’amore e il sonno

Francesco Gabbani, alle due di notte, guida la classifica provvisoria (ma hanno votato solo in trecento). Nel duetto tra Massimi Ranieri, vince l'originale.

Il ‘Benvenuti al Settantesimo Festival di Sanremo’ alla seconda serata è al femminile, in linea con l’impostazione dell’intera manifestazione. «Sembro Boris Johnson lampadato» dice Fiorello truccato da Maria De Filippi, gag che è una promessa nata martedì («Se facciamo risultato mi vesto come lei») e che funziona («Ringrazio Fincantieri per le scarpe»). Funziona ancor più quando la vera signora della tv privata telefona in diretta, e Rosario la interpreta con il labiale.

Mannaggia la Demoscopica

La giuria demoscopica manda in semifinale l’orrore sonoro ‘Per sentirmi vivo’ di Fasma, nomen omen con la ‘F’ davanti, ai danni di Martinelli e Lula che cantano dell’Ilva (‘Il gigante d’acciaio’). La demoscopica esclude anche il bresciano Matteo Faustini, ma le radio risarciranno la sua ‘Nel bene e nel male’. Va avanti Marco Sentieri che canta di bullismo in ‘Billy Blu’.

Dieci buoni motivi

La seconda serata, in dieci momenti da ricordare:
(1) La sala (le sale, già era avvenuto in sede di conferenza stampa) che ricorda il compleanno di Frizzi, che cade oggi. Amadeus: «Se Fabrizio ci fosse ancora, questo settantesimo Festival l’avrebbe presentato lui».
(2) ‘La classica canzone di Sanremo’, omaggio al melodico italiano di Fiorello con leggero ritardo su ‘Vincere l’odio’ degli Elii.
(3) Emma D'Aquino e Laura Chimenti donne giornaliste risarciscono da Diletta Leotta.
(4) Mugugni in sala stampa all’annuncio di Elettra Lamborghini.
(5) Quel simpaticone di Novak Djokovic che canta ‘Terra promessa’.
(6) Sabrina Salerno vestita da Uomo Ragno.
(7) ‘Perdere l’amore’, Massimo Ranieri che duetta con Tiziano Ferro mettendolo knock-down per manifesta superiorità (ma gli concede di chiamarlo «papà»).
(8) Tosca che canta ‘Ho amato tutto’ e che dà un senso al tutto.
(9) ‘Io sto con Paolo’, il malato di Sla Paolo Palumbo che fa musica con gli occhi e con un testo che include commovente autoironia (“Scusatemi la voce da casello autostradale”).
(10) I Ricchi e Poveri riuniti «che non si lasceranno più», in una delle frasi alla Mike Bongiorno di Amadeus, dopo un lungo set chiuso da ‘Mamma Maria’.
 
Yawnnn...
 
Zucchero arriva dalla sala. Apre con ‘Spirito nel buio’ (che pare un po’ ‘Vincenzo io ti ammazzerò’, ma forse la risposta è nel gospel) e se ne esce con ‘Solo una sana consapevole libidine’ con voce e batteria davanti a tutto e tutti: le sue sono le vere Vibrazioni, giù per le fondamenta del teatro, in esibizione fondamentale.

In una scaletta che è “contro i diritti umani” (cit. Herbert Cioffi), perché la gara è spezzata ad libitum, privata di ritmo, Francesco Gabbani canta a mezzanotte e venti minuti e l’entourage è irritato (e ‘Viceversa’). Poi Rancore che con ‘Eden’ e Giordana Angi (‘Come mia madre’), che finisce di cantare all’una e ventuno minuti. Chiude Michele 'Wonder' Zarrillo con gorgheggi vari ('Nell'estasi o nel fango').
 
Yawnnnnnn...
 
La classifica della seconda serata:
 
1. Francesco Gabbani
2. Piero Pelù
3. Pinguini Tattici Nucleari
4. Tosca
5. Michele Zarrillo
6. Levante
7. Giordana Angi
8. Paolo Jannacci
9. Enrico Nigiotti
10. Elettra Lamborghini
11. Rancore
12. Junior Cally
 
La classifica generale dopo le prime due serate
 
1. Francesco Gabbani
2. Le Vibrazioni
3. Piero Pelù
4. Pinguini Tattici Nucleari
5. Elodie
6. Diodato
7. Irene Grandi
8. Tosca
9. Michele Zarrillo
10. Levante
11. Marco Masini
12. Alberto Urso
13. Giordana Angi
14. Raphael Gualazzi
15. Anastasio
16. Paolo. Jannacci
17. Achille Lauro
18. Enrico Nigiotti
19. Rita Pavone
20. Riki
21. Elettra Lamborghini
22. Rancore
23. Bugo e Morgan
24. Junior Cally
 
Stamattina, su www.laregione.ch, le pagelle della seconda serata. Il Festival di Sanremo si congeda “come di consueto, sempre di notte, sempre sottovoce, un modo per capire, per capirsi e forse anche per capirci” (Gigi Marzullo, 1953-vivente).

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