È morto nella notte a 88 anni. Con la moglie Danna ha creato una vasta collezione di opere contemporanee messa a disposizione della città di Lugano

È morto nella notte, all’età di 88 anni, l’avvocato Giancarlo Olgiati, protagonista per decenni della vita culturale e politica ticinese. Una figura poliedrica, che ha intrecciato la professione di avvocato con un impegno costante nella promozione dell’arte e del pensiero.
Cresciuto in una famiglia di tradizione liberale-radicale, Giancarlo Olgiati ha seguito anche sul piano politico le orme del padre Libero, storico presidente del Plrt e sindaco di Giubiasco. Si è laureato in economia e in diritto all’Università di Ginevra nel 1962 e nel 1968 ha fondato il proprio studio legale e notarile, distinguendosi negli anni soprattutto negli ambiti del diritto tributario, societario e commerciale. Alla professione ha affiancato presto un interesse sempre più marcato per il mondo dell’arte, sviluppando anche competenze specifiche nel campo della consulenza giuridica e fiscale legata alla cultura e alla tutela delle opere d’arte.
La sua presenza nella vita pubblica ticinese è stata però assai più ampia. Dal 1971 al 1989 ha seduto in Gran Consiglio ed è stato consulente del Consiglio di Stato in materia tributaria presiedendo dal 1995 al 1998 la Commissione tributaria del governo e contribuendo alla definizione dei primi sgravi fiscali nell’ottica di una maggiore competitività del Cantone. È inoltre stato il primo rappresentante dello Stato nel Consiglio della Fondazione dell’Università della Svizzera italiana, dove è rimasto dal 1995 al 2005.
Tra le iniziative cui ha legato il proprio nome vi è anche "Ragioni Critiche", rivista da lui promossa, fondata e diretta. La pubblicazione ha contribuito a diffondere in Ticino una cultura politica laica e liberaldemocratica, affrontando temi storici, filosofici, economici e scientifici, e sostenendo i congressi di Locarno, che hanno visto la partecipazione di alcuni tra i maggiori pensatori del Novecento, da Karl Popper a Paul Feyerabend.
Altrettanto significativo è stato il suo impegno nel cinema e nelle istituzioni culturali. È stato promotore, fondatore e membro del Consiglio della Fondazione Montecinemaverità, che si è occupata anche della diffusione in Europa di cinematografie allora poco conosciute, come quelle cinese, iraniana e russa. È inoltre stato cofondatore e membro del Consiglio di Fondazione del Museo d’arte della Svizzera italiana (Masi) e presidente, quindi presidente onorario, della Pro Museo.
È tuttavia soprattutto attraverso l’arte contemporanea che il nome di Giancarlo Olgiati rimane legato alla scena culturale ticinese. Dal 1985 ha condiviso con la moglie Danna, studiosa del Futurismo, un percorso di ricerca e collezionismo destinato a tradursi in una delle più importanti raccolte private d’arte contemporanea presenti in Ticino. Nel 2012 la coppia ha messo la propria collezione a disposizione della città di Lugano, consolidando ulteriormente il rapporto con il territorio.
Oggi la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, parte del circuito del Museo d’arte della Svizzera italiana (Masi), è ospitata al piano sotterraneo dello stabile Central Park, a pochi passi dal Lac. Qui sono esposti oltre 200 lavori tra dipinti, sculture, disegni, fotografie, installazioni e video che spaziano dall’inizio del Novecento a oggi. Attraverso allestimenti sempre diversi e mostre temporanee, la collezione rivolge particolare attenzione alle avanguardie del XX secolo, dal Futurismo allo Spazialismo, dall’Arte povera al Nouveau Réalisme, fino alle tendenze neo-astrattiste e neo-pop dell’inizio del XXI secolo. Un patrimonio che la coppia ha scelto di rendere accessibile al pubblico e che rappresenta oggi un importante spazio per la conoscenza dell’arte contemporanea in Ticino.
E proprio in quegli stessi spazi, dal 20 settembre, sarà visitabile la mostra "Jannis Kounellis: Io sono un pittore", curata da Vincenzo de Bellis in collaborazione con l’Archivio Kounellis di Roma. Oltre 35 opere ripercorreranno la carriera dell’artista, dalla fine degli anni Cinquanta al 2014, proponendo una rilettura della sua ricerca a partire dalla pittura. Un nuovo appuntamento che, anche dopo la scomparsa di Olgiati, porta avanti la sua vocazione di fare dell’arte un luogo di incontro, ricerca e confronto.