Stati Uniti

Fusione Paramount-WB, Mark Ruffalo: ‘Democrazia a rischio, anche in Europa’

Insieme all'attore e attivista, altri registi, attori, sceneggiatori, produttori e tecnici si battono da tempo per il pluralismo culturale e la libertà creativa

Mark Ruffalo
(Keystone)
22 luglio 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Mark Ruffalo scende in campo contro la fusione Paramount-Warner Bros: “Mette a rischio il pluralismo dei media, la libertà d’informazione e la democrazia, anche in Europa”, ha detto l’attore e attivista, secondo il quale in gioco non c’è soltanto il futuro di un settore economico, ma il ruolo della cultura, del cinema e dell’informazione come strumenti fondamentali attraverso cui le società raccontano sé stesse, custodiscono la propria memoria e comprendono il mondo.

“L’informazione e il racconto delle storie non sono prodotti come gli altri”, sottolinea Ruffalo. “Quando il controllo dei contenuti creativi e informativi si concentra nelle mani di pochi, ciò che cambia non è soltanto il prezzo di un biglietto del cinema, ma ciò che le persone possono conoscere, vedere e comprendere della realtà che le circonda”.

Oltre 5’600 tra registi, attori, sceneggiatori, produttori e tecnici hanno sottoscritto una lettera per richiamare l’attenzione sull’importanza del pluralismo culturale e della libertà creativa. Tra i firmatari figurano personalità di primo piano del cinema internazionale tra cui David Fincher, Yorgos Lanthimos, Ben Stiller e Sandra Hüller. Negli scorsi giorni un giudice federale ha bloccato temporaneamente le nozze tra i due giganti dell’entertainment perché “potrebbero violare le norme antitrust”. Lo stop di 14 giorni deciso dal giudice Araceli Martinez-Olguin ha fatto saltare i piani di Paramount di chiudere l’operazione entro luglio.

Diversi Stati americani avevano fatto causa nei giorni scorsi per bloccare la fusione, definita “una minaccia alla concorrenza nei settori cinematografico e televisivo”. L’azione legale è stata una sfida diretta al Dipartimento di giustizia di Donald Trump, che l’aveva approvata il mese scorso senza imporre alcuna cessione di asset o concessione. ANSA

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali