L'attore spagnolo parla del genocidio a Gaza durante la cerimonia al Chinese Theatre.
Javier Bardem, celebre attore spagnolo, ha colto l'occasione della cerimonia di posa delle impronte al Chinese Theatre di Hollywood per lanciare un appello contro le ingiustizie subite dai palestinesi. "Un attore deve parlare delle ingiustizie subite da chi non ha voce. Il genocidio di Gaza e la brutalità dei coloni in Cisgiordania inchiodano tutti noi alle nostre responsabilità in questo momento della storia", ha dichiarato Bardem, sottolineando l'importanza di dare voce a chi non ce l'ha.
Durante l'evento, Bardem ha scherzato sul suo ingresso nella tradizione hollywoodiana: "Non avrei mai immaginato di trovarmi qui a mettere mani e piedi nel cemento", ha detto, esprimendo il suo onore di essere incluso tra i grandi del cinema. L'attore, noto per il suo ruolo in 'Non è un paese per vecchi', ha una carriera che spazia da collaborazioni con registi come Pedro Almodóvar e Woody Allen a produzioni recenti come la serie Apple TV ispirata a 'Cape Fear'.
La cerimonia è stata introdotta da due registi di spicco, Denis Villeneuve e Michael Mann, che hanno lavorato con Bardem in progetti come 'Dune' e 'Collateral'. Bardem ha anche riflettuto sull'attrattiva di Los Angeles per chi cerca opportunità nel cinema, nonostante le difficoltà politiche e sociali.
Un ringraziamento speciale è andato alla madre Pilar, che gli ha insegnato a non legarsi al successo o al fallimento, ma a perseguire la carriera con disciplina e resistenza. La lezione più importante, però, è stata quella di non smettere mai di far sentire la propria voce contro le ingiustizie. Bardem ha concluso il suo discorso citando Rami Elhanan e Bassam Aramin, esponenti dell'organizzazione the Parents Circle, auspicando la costruzione di ponti piuttosto che di tombe, ricordando che "l'amore è sempre, sempre, sempre più forte dell'odio".