L'omaggio a Redford, da Trump a Meryl Streep
Culture

L'omaggio a Redford, da Trump a Meryl Streep

16 settembre 2025
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Colleghi, ammiratori famosi, amici di una vita, rappresentanti della politica (compreso il presidente americano Trump) e della società civile americana e non solo, hanno dedicato omaggi, condivisi soprattutto sui social, a un'icona come Robert Redford.

Secondo Trump (che l'attore aveva definito 'un dittatore, ndr) "Robert Redford ha avuto una serie di anni in cui non c'era nessuno migliore di lui, in quel periodo in cui era 'il più hot - commenta il commander-in-chief -. Lo consideravo un grande".

Meryl Streep, protagonista con lui di uno dei film simboli del percorso di entrambi, La mia Africa di Sydney Pollack, e poi diretta da Redford in Leoni per Agnelli, sottolinea che "uno dei leoni se n'è andato" e aggiunge: "Riposa in pace, adorabile amico mio". Scossa anche Jane Fonda, amica di una vita e compagna di lavoro in quattro film: "Stamattina mi ha colpito profondamente quando ho letto che Bob se n'era andato - spiega -. Non riesco a smettere di piangere. Significava molto per me ed era una persona meravigliosa sotto ogni aspetto. Rappresentava un'America per cui dobbiamo continuare a lottare".

Hillary Clinton scrive di aver sempre ammirato Redford "non solo per la sua leggendaria carriera di attore e regista, ma anche per ciò che è venuto dopo. Ha sostenuto valori progressisti come la tutela dell'ambiente e l'accesso alle arti, creando al contempo opportunità per le nuove generazioni di attivisti e registi. Una vera icona americana". Per Whoopy Goldberg era "uno degli attori più iconici di Hollywood e un instancabile attivista, ambientalista e filantropo".

Stephen King lo descrive come "parte della nuova ed eccitante Hollywood degli anni '70 e 80". Ron Howard ringrazia l'attore e regista, definendolo "una figura culturale di enorme influenza per le scelte creative fatte come attore/produttore/regista e per aver lanciato il Sundance Film Festival, che ha dato una spinta decisiva al movimento cinematografico indipendente americano. Un punto di svolta artistico".

Jamie Lee Curtis lo ricorda con alcune parole simbolo: "Famiglia, arte, trasformazione, difesa, creazione, eredità". Colman Domingo gli rende omaggio "con amore e ammirazione. Grazie signor Redford per il suo impatto eterno. Sarà sentito per generazioni". Rosie O' Donnell, citando il personaggio dell'attore in Come Eravamo, scrive: "Oh Hubbell, non saremo mai più gli stessi. Buonanotte Bob, che eredità".

James Gunn spiega di essere cresciuto "con i suoi film: le sue interpretazioni pacate e spontanee e la sua grazia immancabile. Era LA star del cinema e ci mancherà moltissimo". Per Cristina Comencini, "non era solo il più fico di tutti era anche un cinefilo, suo il Sundance per il cinema indipendente di tutto il mondo".

Tra i tributi anche quello della Biennale e della Mostra del Cinema di Venezia dove Redford e Jane Fonda hanno ricevuto insieme nel 2017 il Leone d'oro alla Carriera e del Sundance Institute: "Siamo onorati di essere tra i custodi della sua straordinaria eredità, che continuerà a guidare l'Istituto in perpetuo".

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