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laR
 
22.09.2022 - 05:30
Aggiornamento: 19:07

Leo Pusterla: prima viene Londra, poi un porto sicuro

Altri concerti al di là della Manica per il leader del Collettivo Terry Blue, e un’etichetta tutta sua, la Safe Port Production a Certara, in Valcolla

leo-pusterla-prima-viene-londra-poi-un-porto-sicuro
Robin Albertini
‘Nei locali inglesi vige un silenzio quasi religioso e un enorme rispetto per il musicista’

Si presume che i 250 artisti della metropolitana londinese siano tornati al proprio posto. Il periodo di lutto che ha fermato la musica nella Tube è terminato e Leo Pusterla può tirare un respiro di sollievo. Anche se il ticinese, leader del Collettivo Terry Blue, non suonerà sottoterra bensì in cinque locali di Londra, dal prossimo 27 settembre al 6 ottobre.

«Si stanno aprendo delle possibilità anche in altre città, Liverpool, Leeds e Manchester», ci dice Leo, biglietti in mano. Dopo i concerti estivi, sempre londinesi, all’Hoxton Underbelly, quello di Pusterla a Londra è un ritorno: «Il secondo di molti ritorni, mi auguro, perché stiamo davvero puntando tutto o quasi su quei posti. Ci siamo resi conto che le nostre canzoni hanno un riscontro totalmente diverso, per ovvie ragioni legate a una comprensione più profonda del testo e per il fatto che lì c’è un’attenzione diversa nei confronti del cantautorato e della musica in generale: in qualsiasi locale si suoni, vige un silenzio quasi religioso e un enorme rispetto per il musicista. Abituati come siamo alle nostre latitudini, quello che si vive a Londra è qualcosa di molto raro». Leo va verso nord con Filippo Valli (sax), ma solo per la metà delle date, per concludere il tour voce e chitarra: «Responsabilizzante, non posso sbagliare o, se sbaglio, devo essere abbastanza bravo da non farlo notare».

‘Lugangeles’

Al ritorno da Londra, Leo si butterà sulla ‘Safe Port Production’ (Porto sicuro produzioni, detto all’italiana), la sua etichetta. La Safe Port è una novità ed è anche più di un’etichetta: lo studio di registrazione è quello dei Terry Blue, una cosa alla Peter Gabriel a Certara in Val Colla; i turnisti sono vecchie conoscenze o arrivano dalla Rock ID di Giubiasco, l’accademia di musica: «L’idea è quella di non essere soltanto una casa di produzione in senso stretto, ma di proporre servizi diversi in funzione delle necessità degli artisti: la gestione dei diritti d’autore, questione spinosa se non si conosce bene come funziona, la distribuzione per ora soltanto digitale e una sorta di promozione che non sarà quella di una major discografica ma comunque basata sui contatti raccolti con i Terry Blue nel corso degli anni». Due le produzioni in uscita: ‘Lugangeles’, la messa in musica di una poesia di papà Fabio dal nuovo libro ‘Tremalume’ (Marcos Y Marcos) – «Una riflessione sulla triste situazione culturale nel Luganese degli ultimi anni, un testo molto critico e duro» – e l’Ep del locarnese Luca Fellaz. «Luca sta suonando parecchio in questo periodo, lo seguo da tempo e lo reputo una voce molto interessante in Ticino. Abbiamo registrato il suo Ep, stiamo mixando e preparando i vari release».

Un altro porto sicuro nella vita di Leo è il nuovo contratto discografico con la Another Music Records di Andrea Manzoni, pianista jazz che si muove tra l’Italia e la Francia: «Sempre come Terry Blue, pubblicheremo un disco d’inediti chitarra e voce, folk al cento per cento». Insomma, «è un buon momento, con tante incertezze, mi lancio in quest’avventura con la Safe Port senza sapere dove potrà andare, ma le previsioni sono ottimistiche». Prima, però, Londra. Che altro dire: God save Pusterla.

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