ULTIME NOTIZIE Culture
Società
7 ore

Pensi di leggere il giornale, ti trovi a far propaganda russa

Facebook blocca profili di una rete fra le più complesse mai individuata attivi soprattutto in Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Ucraina
cinema
7 ore

Ruggini per l’attore Alec Baldwin a rischio incriminazione

Possibili guai giudiziari per l’attore statunitense che sul set di ‘Rust’ esplose un colpo vero di pistola che uccise Halyna Hutchins
Spettacoli
8 ore

Riposo vocale per Anastacia, rinviato il concerto di Locarno

Imposizioni mediche impongono la riprogrammazione del live del 29 settembre al Fevi. I biglietti restano validi per la nuova data, di prossimo annuncio
Spettacoli
9 ore

Vita da pornostar: Rocco Siffredi diventa una serie tivù

Netflix annuncia ‘Supersex’, di cui sono iniziate le riprese a Roma: ‘È la storia di un uomo che ci mette 7 puntate e 350 minuti a dire ti amo’
Spettacoli
10 ore

I ‘Sogni’ dei Legnanesi a Locarno

Sabato 19 novembre al PalaExpo Fevi tornano Antonio Provasio, Enrico Dalceri, Lorenzo Cordare con uno spettacolo onirico
Culture
11 ore

‘Emergenza Terra’ a Mendrisio, al via con Marco Paolini

La minaccia climatica che incombe sul pianeta, aggravata dalla guerra in Ucraina, in un ciclo d’incontri che inizia mercoledì 28 settembre
Spettacoli
14 ore

Shakira va alla sbarra, chiesti otto anni e due mesi

La cantante colombiana rinviata a giudizio per frode ai danni del fisco iberico. Dovrà pagare anche una multa di oltre 23 milioni di euro.
Letteratura
16 ore

La continua ricerca di Siddhartha

L’opera di Hermann Hesse compie il secolo di vita e conta innumerevoli ripubblicazioni, merito del carattere universale della figura protagonista
Spettacoli
17 ore

Chiasso, Edoardo Bennato torna al Cinema Teatro

Sei anni dopo, il ritorno del cantautore napoletano. L’appuntamento è per venerdì 3 marzo 2023 alle 20.30.
Ascona
19 ore

Sotto le stelle del Jazz Cat Club (la nuova stagione)

Bill Charlap, il nuovo Frank Salis, Uros Peric che omaggia Ray Charles. Brillano i Take 6, 10 volte Grammy. Parla Nicolas Gilliet, direttore artistico
Cinema
1 gior

‘Nostalgia’ di Mario Martone rappresenterà l’Italia agli Oscar

Scritto dallo stesso Martone con Ippolita di Majo, presentato a Cannes 2022, il film è ambientato nel rione Sanità a Napoli
Sconfinare Festival
1 gior

Capire il Metaverso con il professor Silvano Tagliagambe

La conferenza del filosofo della scienza si terrà venerdì 30 settembre alle 18, in Piazza del Sole a Bellinzona
Culture
1 gior

Dieci anni di Studio Foce, la nuova stagione artistica

Illustrata a Lugano la prima parte del cartellone 2022-2023. È affidata alla musica la festa del decennale: sabato 15 ottobre, Tre allegri ragazzi morti
Biografia
1 gior

Volevo una vita esagerata, cit. Axl Rose

In uscita le oltre trecento pagine aggiornate che raccontano la vita dei Guns n’ Roses e del loro frontman, dagli esordi fino al 2021
Classica
1 gior

Michele Mariotti e Marc Bouchkov aprono il ciclo Osi al Lac

Il direttore d’orchestra italiano e il violinista franco-belga si esibiranno su pagine di Brahms e Prokof’ev giovedì 29 settembre alle 20.30
Classica
1 gior

Skrjabin, Chopin e Beethoven suonati da Beatrice Rana

Il debutto alla 77esima edizione delle Settimane musicali della pianista salentina si svolgerà nella chiesa del Collegio Papio il 28 settembre, alle 19.30
Spettacoli
1 gior

Miss Behave al Murrayfield Pub di Chiasso

È il trio formato da Paola Caridi (batteria), Silvia Wakte (chitarra e voce), Camilla Missio (basso elettrico), venerdì 30 settembre dalle 22
Crisi energetica
1 gior

Misure di risparmio energetico alla Ssr

L’azienda al fine di garantire il mandato di servizio pubblico attuerà gli accorgimenti da subito per risparmiare il 13-15 per cento
Conferenza
1 gior

Crisi energetica, progetti concreti e sostenibili per superarla

Il Comune di Morcote propone un dibattito pubblico con esperti del settore, venerdì 30 settembre, dalle 19.30, nella sala Maspoli
Teatro
1 gior

Connessioni fra poesia e musica con Piscazzi e Godard

‘Ferma l’ali’ è lo spettacolo inaugurale della stagione del San Materno di Ascona, domenica 2 ottobre alle 17
Microcosmi, Microcinema
laR
 
19.08.2022 - 22:00
Aggiornamento: 22:30

‘Sette, sono i magnifici’

Dai boschi del Malcantone alle sale milanesi, da Kurosawa a Sturges, da Venezia al cinema Eden di Carpi, storie di film che portano altri film

di Massimo Daviddi
sette-sono-i-magnifici
Keystone
‘Seven Samurai’ (1954), di Akira Kurosawa

Nell’ottobre del 2020, l’artista Natasha Melis sviluppa una performance in un bosco del Malcantone per l’Associazione Aranno LandArt, tessendo intorno a tre alberi un filo tinto in cotone con colori vegetali. Lo fa con leggerezza, perché si tratta di un dialogo a cui l’intervento umano chiede la grazia di partecipare al gioco delle ombre e della luce. L’opera crea un dispositivo che cattura via via i dettagli che prima sfuggivano, è un’immagine antica che arriva, improvvisa, a noi. La scena mette in essere quella visione; la vita, la realtà, la forza del mondo. Lo schermo senza alcuna immagine è l’immagine stessa, pura, nuda, salvifica, accade quando seduti e immersi nel buio di una sala ritroviamo uno sguardo che va fino ai suoni dell’universo. Lo schermo è uno specchio, è l’estasi, sentirsi fuori e dentro al pari di quando guardiamo la finestra di casa passeggiando nella strada accanto, sapendo di essere là nello stesso istante che guardiamo. Irraggiungibili, forse.

I magnifici sette

Ero entrato nel cinema senza sapere dove fossi. Vicino a casa nostra, a Milano, ne eravamo circondati. Lo schermo, allo stesso modo di chiudere gli occhi, è sentire una pelle accanto. Accompagnati dalla colonna sonora di Elmer Bernstein, l’epica dei sette pistoleri che difendono i campesinos di un villaggio messicano, restava dentro me in una storia più grande di me. Li rivedo poi sotto altre vesti in un film capolavoro uscito sei anni prima, ‘I Sette Samurai’, del 1954.

È passato un po’ di tempo e ho capito che lo schermo, il découpage, ritagliare in parti, sono quello che Luis Buñuel ha detto essere il "modo, il più semplice, il più complicato, di riprodursi, di creare". L’omaggio di John Sturges a Kurosawa è entrato nella storia del cinema; la frontiera americana, il Giappone rurale, tre secoli di distanza. "Può darsi che la verità sia la vita stessa", scrive Kafka. Nei film di Kurosawa e Sturges predomina il senso di solitudine dei protagonisti, l’amicizia virile, la lotta contro l’ingiustizia; è il terreno dell’epica, il presente del tempo al di fuori dal tempo. Una sfida.

Festival

Da molti anni il senso e la forma d’amicizia che mi lega a Dario D’Incerti passa, tra le altre cose, dal cinema. Dario è nato e vive a Carpi con la moglie Chiara e il figlio Davide. Nel corso del suo iter professionale ha realizzato diverse produzioni audiovisive, soprattutto in ambito manageriale e della formazione. Accanto a questo, un significativo lavoro documentaristico di carattere autobiografico dedicato a personaggi della cultura italiana. Fra qualche giorno tornerà a Venezia, uno dei Festival che dopo Locarno segna l’intensa attività estiva in campo cinematografico.

Il primo viaggio? «Sono andato alla Mostra del cinema per la prima volta nel 1979, da solo, partendo prestissimo in treno e tornando a notte fonda. Ricordo vagamente quali film riuscii a vedere, in pratica fu il primo assaggio dell’atmosfera del festival. Ricordo però la stroncatura del film ‘La Luna’, di Bernardo Bertolucci. Era già una star internazionale, ma ciò non gli impedì di ricevere critiche feroci, una crisi da cui si riprese quasi dieci anni dopo con ‘L’ultimo imperatore’, ricevendo l’Oscar». Com’era organizzato? «In pratica in due sole sale, quella del palazzo del cinema e l’arena all’aperto. Questa era adibita alle proiezioni popolari, si poteva andare anche in calzoncini e infradito, mentre in sala solo con abiti adeguati, soprattutto per la proiezione di gala. Frequentavo l’arena, ma ricordo che un giorno sono riuscito a entrare in sala grande per la proiezione di ‘Ratataplan’, film d’esordio di Maurizio Nichetti che ebbe un trionfo clamoroso e imprevisto».

Applausi, fischi. «Prima del film si assiste alla presentazione del cast, con applausi al regista, agli attori, alle maestranze tutte. Applausi preventivi, sulla fiducia, che poi alla fine della proiezione possono trasformarsi in fischi. A volte capita di vedere che il cast beato dagli applausi se la svigna alla chetichella». Emozioni un po’ contrastanti. «Il pubblico del festival è in genere fatto da addetti ai lavori, giornalisti o critici, anche da chi si pensa esperto di cinema. Applaudire, fischiare, ricorda i loggionisti della scala». Un esempio? «Nel 1994, il film ‘Vive l’amour’ di Tsai Ming-liang, venne coperto da urla, insulti alla stampa, salvo poi vincere il Leone d’oro in coabitazione con ‘Prima della pioggia’, di Milčo Mančevski». Il fenomeno continua? «L’atteggiamento è cambiato; in genere, di fronte a opere di lunghezza eccessiva e difficile fruizione si assiste allo svuotamento progressivo della sala, una vera e propria ‘sinfonia degli addii’. Ciò è anche dovuto al fatto che le proiezioni negli anni si sono moltiplicate, programmate spesso in contemporanea». Scelte difficili. «Se nei primi quindici, venti minuti, comincia a farsi strada l’idea che altrove si sta proiettando qualcosa di meglio, lo spettatore non esita a cambiare proposta».

Hai avuto una sala d’essai. Il Cinema ‘Eden’, a Carpi. «In realtà, mi è stata affidata una sala commerciale che faceva anche programmazione d’essai con dei mini cicli tra autunno e primavera. Il mercoledì sera era dedicato al cineforum». Il cinema? «Un cinema parrocchiale all’interno di un oratorio, una realtà datata anni 50, forse il periodo più felice per le sale cinematografiche, non ancora attaccate dal monopolio televisivo». Ti sei mosso in autonomia? «Le logiche distributive che regnavano e regnano nel mondo dell’esercizio cinematografico sono poco legate a criteri di qualità. Per una piccola sala come la mia il potere negoziale era limitato, per non dire obbligato. Il Cinema Eden era un minuscolo ingranaggio di un meccanismo molto più grande le cui leve erano in mano a un gruppo ristretto di persone». Riuscivi comunque a proporre il tuo cinema? «Facendo parte del circuito della ‘Federazione italiana cinema d’essai’, potevamo contare su una rete distributiva formalmente più votata al cinema di qualità, vicina alle mie inclinazioni. Con l’arrivo di altre offerte cinematografiche di tipo domestico, da ‘Sky’ alle famigerate piattaforme, i numeri del pubblico sono calati inesorabilmente, per cui sono uscito di scena».

Ogni tanto, Dario D’Incerti viene fermato per strada, vecchi spettatori gli manifestano qualche nostalgia per i cineforum. «È un modo per segnalare l’appartenenza a una comunità ideale di appassionati di cinema che dovrebbe essere oggetto di salvaguardia». Eden è anche ‘La valle dell’Eden’, film del 1955, diretto da Elia Kazan. I film portano sempre ad altri film e non c’è mai limite per vederli.


Dario D’Incerti davanti al Cinema Eden di Carpi

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved