Moda
10.08.2022 - 21:17

Addio a Issey Miyake, il ‘sarto del vento’

Aveva 84 anni. Era anche conosciuto per aver disegnato il dolcevita nero indossato dal fondatore di Apple, Steve Jobs

Ansa, a cura di Red.Cultura
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Keystone
1938-2022

Si è spento lo scorso 5 agosto all’età di 84 anni – ma la notizia arriva soltanto ora – lo stilista giapponese Issey Miyake, a un giorno dalla commemorazione del 77esimo anniversario dal lancio della bomba atomica su Hiroshima, alla quale il futuro gigante della moda, che all’epoca aveva 7 anni, riuscì a sopravvivere grazie alla penicillina, ma perse la madre tre anni dopo a causa delle radiazioni. Si sforzò di dimenticare, raccontando che dopo il terrore vissuto da bambino preferiva concentrarsi su "cose che potevano essere create e non distrutte. Oggetti associati alla bellezza e alla gioia interiore".

Laureatosi alla Tama Art University di Tokyo, Miyake è Parigi negli anni ’60, nella culla della creatività mondiale, per studiare insieme all’altro grande maestro giapponese, Kenzo Takada, e lavorare anche come apprendista per Guy Laroche e Hubert de Givenchy. Poi New York, con il designer Geoffrey Beene a sperimentare il ready-to-wear, prima di aprire a Tokyo il Miyake Design Studio nel 1970, incorporando il design occidentale con tecniche di fabbricazione orientali. Ma è Parigi che lo nomina ‘Sarto del Vento’: famose, negli Ottanta, le sue plissettature (plissé) caratterizzate da piccole pieghe ravvicinate, o increspature su tessuti, ottenute con una pressa a caldo, che avevano la capacità di non sgualcirsi. Nel 2010 crea la borsa Bao Bao, considerata ancora oggi un connubio di modularità e geometrie.

Miyake era anche conosciuto per aver disegnato il dolcevita nero indossato dal fondatore di Apple, Steve Jobs. La leggenda vuole che riuscì a consegnarne 100 nel corso degli ultimi anni di vita del visionario a un prezzo di 175 dollari cadauno. Miyake è stato anche tra i primi a parlare di sostenibilità ambientale, ed è considerato il precursore della moda genderless, e per questo insignito di numerosi premi e rappresentazioni in prestigiosi musei. Per i suoi contributi al mondo dell’Arte e della Moda, ha ricevuto l’Ordine della Cultura nel 2010 e il grado di Comandante della Legion d’Onore francese nel 2016.

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