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31.05.2022 - 19:06
Aggiornamento: 19:59

Musica senza confini a Roveredo per il primo Ethno Switzerland

Il camp internazionale di musica etnica fa tappa nei Grigioni dal 25 giugno al 2 luglio, per la prima edizione svizzera di sempre.

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Iscrizioni aperte fino al prossimo 11 giugno a mezzogiorno su www.mubazar.com.

Partiamo dai numeri per arrivare ai luoghi. 41 campi di musica etnica, 10mila giovani musicisti che vi hanno partecipato fino a oggi, 20mila raggiunti attraverso concerti pubblici, più di 100 mentori etno-artistici (vedi in seguito) e un ‘Calendario etnico’ che dice che da qui a ottobre l’esperienza toccherà Fiandre e Catalogna, Brasile, Bosnia ed Erzegovina, poi Cambogia ed Estonia. Passando per la Svizzera, una prima assoluta per la Confederazione. Ethno World è la no profit che sta all’inizio della catena, fondata nel 1990 con la missione di resuscitare o tenere viva la tradizione musicale world, folk e traditional attraverso camp musicali annuali, workshop, concerti e tour, lavorando insieme a scuole, conservatori e altri gruppi di giovani. I camp internazionali si chiamano Ethno camp e la loro storia – che è anche una storia di pace, tolleranza e comprensione – ora può includere anche l’Ethno Switzerland 2022, una prima assoluta per la Confederazione, in programma a Roveredo (Gr) dal 25 giugno al 2 luglio, in stretta relazione con il locale GRIN Festival, evento di musica etnica tutto grigionese, dal 30 giugno al 3 luglio.

Oralmente

Insieme a Nico Fibbioli e Tiziano Tomasetti, Frieder Licht è l’organizzatore del primo Ethno Switzerland, le cui iscrizioni sono aperte fino al prossimo 11 giugno alle 12 su www.mubazar.com. È lui a riassumerci l’‘Ethno-spirito’: «I camp, in collaborazione con Ethno World, sono pensati per giovani tra i 16 e i 30 anni che hanno voglia di condividere e imparare musiche popolari e tradizionali di tutto il mondo, indipendentemente dallo strumento e dal livello. Vi partecipano dai principianti ai professionisti, dando un senso allo scopo di Ethno Wolrd, l’apprendimento della musica popolare e tradizionale senza distinzioni di luogo e origine». Oltre che del materiale promozionale, della gestione delle iscrizioni e delle questioni prettamente burocratiche (i visti per chi viene da Paesi che hanno l’obbligo di presentarli, cosa non da poco), Licht collaborerà con la croata Miriam al cosiddetto ‘tutoraggio artistico’: «Il camp si basa sull’esperienza del learning peer-to-peer, i partecipanti non sono solo allievi che vengono qui per imparare musiche tradizionali, ma anche gli insegnanti che condivideranno le proprie. Il mentore artistico si occupa di mettere a suo agio il partecipante e di aiutarlo a condividere le musiche che conosce. Non è un vero e proprio insegnante, piuttosto un tutor con ruolo di mediazione, in ottica di condivisione musicale».

Tra incontri e workshop di musica tradizionale con ospiti (a Roveredo, in chiave balcanica, è atteso l’apprezzato fisarmonicista Goran Stojadinovic), saranno i mentori artistici a organizzare «in modo molto spontaneo» una settimana di prove alle Scuole comunali, durante la quale i partecipanti avranno modo di condividere un canto della propria terra. Lo scopo: formare un concerto multietnico della durata di un’ora circa da presentare, tutti insieme, sul palco del GRIN Festival. «Per Ethno World – continua Licht – è molto importante il condividere le musiche tramite apprendimento orale. Durante il camp non vi saranno per forza momenti in cui verranno scritti spartiti. Si punta a una condivisione orale così come avviene nella maggior parte dei Paesi del mondo».

‘Mobility’

Ethno Switzerland è una prima ‘forzata’. «In realtà – spiega l’organizzatore – ci avevamo già provato lo scorso anno a organizzare la prima edizione, poi la pandemia e la difficoltà dei partecipanti di viaggiare di nazione in nazione ci ha fatto desistere e rinviare tutto a quest’anno». E quest’anno, all’Ethno Switzerland, si sono già iscritti dalla Francia, dal Belgio, dalla Croazia e dall’India. «La presenza del musicista indiano, in particolare – spiega Licht – rientra in un programma finanziato da Jeunesse Musicales International chiamato ‘Mobility’ che permette a musicisti del mondo dai 18 ai 30 anni di visitare gli Ethno Camp venendo rimborsati dall’organizzazione stessa (viaggio e costo iscrizione, ndr). Credo che l’offerta sia molto interessante per i giovani svizzeri interessati alle musiche popolari e tradizionali, che potrebbero in un futuro partecipare ad altri Ethno camp all’estero, venendo rimborsati alla stessa maniera».

La peculiarità svizzera di questo Ethno camp è, intanto, quella di esistere: «In realtà – conclude Licht – le edizioni internazionali dipendono molto dai partecipanti. Non è che in un camp Ethno Switzerland s’imparano soltanto musiche della Svizzera; sono i singoli partecipanti a rendere ricchi i camp e a definire le peculiarità di ogni edizione. Sono loro che portano le musiche dal mondo intero. Quello che cambia rispetto ad altre edizioni internazionali è essenzialmente la location». Chiudiamo nel nome dell’intolleranza, che gli Ethno camp combattono a suon di note: «Intolleranza, xenofobia, razzismo e anti-gender. La pratica delle musiche di tutto il mondo è essa stessa vivere la differenza, momento decisivo dal punto di vista artistico e umano».

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