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09.03.2022 - 19:14
Aggiornamento: 10.03.2022 - 07:26
di B.D.

Lugano Dance Project, dal Monte Verità alla città della danza

Rassegna d’ispirazione monteveritiana, dentro e fuori il Lac dal 25 al 29 maggio, con tre ‘prime’ mondiali

Nella definizione ‘città della danza’, per questa prima edizione e per le prossime, c’è tutto: per ‘città’ s’intende Lugano tra il Lac (dentro e fuori) e Piazza Luini, tra Lido Riva Caccia e Skatepark, tra il Masi e Villa Ciani, tra il Palacongressi e la locale Società Navigazione; per ‘danza’ s’intendono tre prime assolute per tre produzioni e co-produzioni Lac (in quella che vuol essere una costante delle edizioni a venire), e poi performance site-specific, atelier d’artista, video installazioni e proiezioni, incontri e tavole rotonde, un focus dedicato alla giovane scena svizzera e un documentario sulla preparazione dell’evento (‘Dancing Free’ di Elettra Fiumi).

Presentato nella panoramica Sala 1, ‘Lugano Dance Project’ – progetto voluto da Michel Gagnon (direttore generale del Lac) e Carmelo Rifici (direttore artistico), con la curatela di Lorenzo Conti – è la danza in ogni dove da mercoledì 25 a domenica 29 maggio, fuori e dentro un centro culturale votato al corpo in movimento sin dall’inizio, spinto alla creazione di un evento specifico dall’avere ospitato e prodotto artisti di fama internazionale e talenti del territorio.

«Il nostro primo pensiero è andato al Monte Verità», ha spiegato Rifici, «con un obiettivo: comprendere in quale modo alleggerire questo festival dell’idea della semplice memoria, trovando alla stessa una collocazione contemporanea grazie agli artisti di oggi e in una modalità di lavoro molto libera». Di Monte Verità parlano «questo ritorno al corpo, alla natura, argomenti che ci toccano da vicino in modo impressionante. Nel valutare artisti che lavorassero in questo senso abbiamo capito che si trattava di artiste, particolare che ci ha messo nella condizione che il Festival fosse al femminile». Da cui le otto coreografe dalla Svizzera e dal mondo ivi accolte, che della cura del corpo nello spazio, come da prerogative monteveritiane, «hanno fatto un vero e proprio manifesto». In un cantone che ha sempre tentato di costruire un pubblico per la danza, cosa aggiunge il Lac? «La creazione di collaborazioni internazionali, la creazione di reti». Le reti produttive che hanno portato, per esempio, alle tre nuove produzioni col Monte Verità, utopie annesse, a fare idealmente da sfondo.

Venerdì 27 maggio, la Sala Teatro ospita il debutto di ‘Fables’ di Virginie Brunelle, personalità emergente del panorama canadese, alla guida di un ensemble di 12 interpreti sospesi nel territorio scenico esistente tra le parole ‘favola’ (Mythos in greco) e ‘coreografia’ (Khreia). Sabato 28 maggio al Teatro Foce, l’inclusivo ‘A space for all our tomorrows’ di e con Annie Hanauer, artista disabile sul palco insieme a Laila White e Giuseppe Comuniello, su musica live di Deborah Lennie. Lo spettacolo di Hanauer è realizzato con la collaborazione di Teatro Danzabile, realtà ticinese che coltiva il rapporto tra disabilità e movimento. Domenica 29 maggio sul palco del Lac, ‘Another Breath’, lavoro ideato e diretto da Lea Moro, imperniato sul respiro: «Amiamo la sua ‘follia’, la libertà da schemi precostituiti, e così la difficoltà di avere il progetto dello spettacolo. Abbiamo scelto di dare all’artista lo stesso stimolo prodotto dal Monte Verità, e cioè la libertà di venire a Lugano con la possibilità di sorprenderci», spiega Rifici ‘pesando’ la piacevole incognita.

Tra la piazza e il lago

Intorno a queste tre anteprime mondiali ruotano proposte come le ‘prime’ nazionali di ‘Suite Zero’, dialogo tra la danzatrice e performer Simona Bertozzi e il violoncellista Claudio Pasceri (26 maggio), e ‘The Divine Cypter’ della giovane danzatrice e coreografa brasiliana Ana Pi (27 maggio), anche protagonista di ‘Le tour du monde des danses urbaines en dix villes’, lavoro pedagogico sulla danza di strada (il giorno prima); ‘Momentum the second sleep’ è il ritorno di Cristina Kristal Rizzo a Lugano, negli spazi del Masi (27 maggio). Da segnalare, anche per l’originale collocazione – le acque della Società di Navigazione – ‘Shadowpieces’ della svizzera Cindy Van Hacker (27 e 28 maggio), destinataria della prossima produzione Lac legata al Lugano Dance Project 2022. E ancora: l’improvvisazione di Muhammed Kaltuk in Piazza Luini a base di hip hop (‘Ta fête. A Cypter ritual’, 28 maggio), Lorena Dozio nella ‘Audiodanza’ nata in pandemia, ora site specific per il Teatro Studio (29 maggio), la videoinstallazione ‘Rebo(u)nd’ di Caroline Laurin-Beaucage visibile in Piazza Luini fino a mezzanotte e la proiezione di ‘Freak Out!’ (28 maggio), documentario sul Monte Verità nel Lac adibito a sala cinematografica.

In collaborazione con la Franklin University, grazie al sostegno di finanziatori privati e al Manitou Fund, fondazione americana dedicata anche al mondo delle arti e dell’educazione, ‘Lugano Dance Project’ prenderà il via mercoledì 25 maggio alle 20.30 con l’anteprima di ‘Tanzfactor’, focus biennale della piattaforma svizzera Reso - Rete Danza Svizzera che si prodiga per la diffusione e il sostegno della giovane scena coreografica: al Teatro Foce, i quattro lavori selezionati dalla giuria, dal ‘Pas de deux’ dei ginevrini Lisa Laurent e Mattéo Trutat a ‘Remember me like this’ della compagnia Snorkel Rabbit, da ‘Back Home’ di Luca Signoretti a ‘Search’ di Lucas del Rio. Chiude Rifici: «È un progetto che vuole sostenere quattro giovani compagnie e dare a esse visibilità nazionale: il Lac aderisce al progetto». Il programma completo è su www.luganodanceproject.ch.

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