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Alessandro Piperno
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20.11.2021 - 11:140

‘Di chi è la colpa?’, leggendo Alessandro Piperno

L’autore si conferma come una delle voci di alto livello intellettuale e di maggior sostanza originale della narrativa italiana d’oggi

Un pregio decisivo in questo nuovo romanzo di Alessandro Piperno, ‘Di chi è la colpa?’ (Mondadori, p. 438, € 20) è a mio avviso nella non comune ricchezza di episodi e riflessioni, di circostanze varie vissute dai personaggi. Il che non significa affatto che non ci sia un progetto interno e una viva consequenzialità logica nel suo svolgersi. Al contrario. Ma come accade per i libri di un altro genere, la poesia, che abbiamo letto con soddisfazione, si può tornare a spulciarlo per ritrovarsi in vari passaggi coinvolgenti già a prima vista.

La narrazione avviene in prima persona e il protagonista che si racconta parla (tranne che nella parte finale) degli anni della sua formazione. Anni anche turbati, oltre che da complicazioni familiari, di varia natura – essenzialmente di sentimento e denaro – da un gravissimo fatto destinato a mutarne il destino. I genitori appartengono a realtà di partenza ben diverse tra di loro. La mamma, di origine ebraica, è insegnante, e il padre è un simpatico (più o meno...) spiantato che mette in difficoltà, caricandola di debiti, la conduzione domestica. Seguiranno poi mutamenti, dopo l’evento chiave che lascio scoprire al lettore, in cui il soggetto narrante si troverà a vivere con lo speciale e non sempre amabile zio Gianni, uomo di successo e notorietà, cambiando abitudini, relazioni, entrando anche nella nuova situazione di un istituto scolastico per ragazzi socialmente ed economicamente privilegiati. Nasce intanto in lui, dopo l’adolescenziale passione per la chitarra, la più autentica vocazione alla scrittura, e infatti, ancora giovanissimo, vedrà pubblicato un suo racconto da un’importante rivista letteraria come ‘Nuovi Argomenti’.

Tra le vicende narrate spicca per esempio un viaggio fatto a New York con zio Gianni e familiari, tra cui la cugina Francesca, che diviene figura centralissima per il cuore e la mente stessa del protagonista, anche nel succedersi delle vicende e degli anni o persino dei decenni. E insieme a lei, eccoci a un’altra figura femminile, e cioè quella, in fondo meno complessa, di Sofia, che sarà occasione di un legame prima ambito e poi concretamente realizzato del nostro piccolo eroe.

L’insieme del romanzo è ben sostenuto da un’attenzione al dettaglio della scrittura, e dunque della lingua, elegante e sobria, con qualche concessione a un lessico ben riconoscibile del parlato d’oggi. Ma essenziale è il tema già enunciato con chiarezza dal titolo e cioè l’insolubile, comunque, problema della colpa, che finirà con l’attraversare la coscienza turbata del protagonista. Un problema che l’essere umano porta quasi regolarmente dentro di sé, magari oltre il giusto di un onesto interrogarsi, oltre la visione di una realtà e di un’esistenza spesso determinate da una complessità molteplice di cause mosse dal caso e non solo dai comportamenti umani. A cinque anni dal suo precedente libro, ‘Dove la storia finisce’, e a sedici dall’esordio di ‘Con le peggiori intenzioni’, Alessandro Piperno (classe 1972 e ricordiamo che nel 2012 ebbe il premio Strega con Inseparabili) si conferma come una delle voci di alto livello intellettuale e di maggior sostanza originale della narrativa italiana d’oggi.

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