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17.10.2021 - 19:060
Aggiornamento : 19:23

I messaggi essenziali della poesia di Giampiero Neri

Il decano della poesia in lingua italiana ha pubblicato ‘Piazza Libia’ un percorso liberamente narrativo in cui emerge la sua natura antiretorica

Il primo a introdurmi alla poesia di Giampiero Neri, tanti anni fa, era stato Giancarlo Majorino, da poco scomparso, come sappiamo, e che ne aveva pubblicato testi sulla rivista “Il corpo”, da lui stesso creata e diretta. Ben presto ero poi riuscito a incontrare Neri, e oltre ad ammirare la sua opera, ne ero anche divenuto ben presto amico, nonostante la differenza di età. Ma il suo lavoro poetico era giovane e nuovo, soprattutto nel particolare uso efficace della prosa poetica, allora raro e che in lui nasceva anche dalla lettura appassionata di Dino Campana. Nel 1976, quando si decise finalmente a esordire, alla soglia dei cinquant’anni, con un libro intitolato ‘L’aspetto occidentale del vestito’, nella nuova collana di Guanda, diretta da Giovanni Raboni, l’evidenza della sua statura e originalità divenne chiara a tutti i migliori lettori. E ormai possiamo tranquillamente considerare questo libro un classico della nostra poesia contemporanea. Ma non è un viaggio a ritroso quello che qui voglio compiere, perché da poco è uscita un’opera ancora sorprendente. Oggi questo maestro, che è il decano (classe 1927) della poesia in lingua italiana, ha pubblicato appunto un libro di sorprendente agilità e bellezza e, nella sua freschezza, in piena, nobile coerenza rispetto al meglio dei suoi precedenti. Si tratta di ‘Piazza Libia’ (Ares, p.160), nel quale uno dei maggiori pregi evidenti si conferma nella naturale capacità del nostro autore di oltrepassare i confini di genere. Neri, infatti, ci offre un percorso liberamente narrativo, attraverso una serie di brevi o brevissimi capitoletti in prosa, impeccabili nella concisione limpida della lingua, sua qualità del resto ben nota da sempre, fin dall’importante libro d’esordio.

Qui il poeta ragiona a partire da un luogo milanese, quello indicato dal titolo, una piazza, appunto, a lui molto familiare, che infatti proprio lì abita da una vita. Ma il carattere speciale del testo è nel suo quotidiano intrattenersi con personaggi in apparenza irrilevanti, sui quali spicca una figura umana che trascorre le sue ore su una panchina. Si tratta del signor Giovanni, un diseredato, ma non certo privo di una sua idea dell’esistere, e per di più tutt’altro che banale o scontata, come del resto non è banale né scontata la sua pur anonima esistenza... Un personaggio con il quale l’io narrante si intrattiene a dialogare volentieri, come gli capita anche con altre persone del posto. Ed ecco dunque la presenza del giornalaio, di un rilegatore di libri, di un panettiere laureato, della giovane Valentina, e persino del profugo Attila, del Bangladesh. Una serie di volti e tipi attraverso i quali Neri, da poeta-narratore sensibile e raffinato, riesce a comporre un insieme vivace, multicolore e aperto, un tessuto di impeccabile nitidezza, riuscendo anche, con sottigliezza e garbo, a mostrarsi affabilmente ironico. Riemerge in ‘Piazza Libia’ (che era stato preceduto nel 2020 da un altro libro, per lo stesso editore, ‘Da un paese vicino’) la natura antiretorica e delicatamente sapienziale di Giampiero Neri, che sa imporsi in scioltezza, offrendoci un testo anche – è bene sottolinearlo – di gradevole lettura, felicemente comunicativo. Tutto questo muovendosi guidato dal senso della concretezza nella realtà quotidiana e dalla capacità di coglierne i più autentici valori sebbene ai più meno evidenti.

Oggi è sempre più diffuso l’uso della prosa poetica, e con esiti di varia efficacia. Giampiero Neri la pratica da sempre con successo e, nei brevi episodi (che si fanno poesia) di questo nuovo libro, conferma la sua inconfondibile identità e indirettamente ci invoglia a ritornare sulle sue opere precedenti. E sono convinto che tornando ai suoi altri libri, come capita con autori solidi che durano nel tempo, troveremo ulteriori messaggi interessanti ed essenziali, nuove tracce originali di pensiero e stile.

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