uno-spazio-un-albero-le-chiatte
Massimo Pacciorini
Linguaggio
ULTIME NOTIZIE Culture
Cinema
22 min

Simboli, culture, società: torna OtherMovie Lugano Film Festival

Dal 25 al 31 maggio tra Mendrisio, Lugano e Massagno, con ‘un programma che rilassi, visto il momento’, dice il direttore Drago Stevanovic
Cannes 75
48 min

Cannes, ci sono film al posto delle nuvole

Emozioni in ‘Armageddon Time’ di James Gray; altre ancora in ‘EO’ di Jerzy Skolimowski. ‘Harka’, di Lotfy Nathan, è una testimonianza
Culture
11 ore

La responsabilità di giovani e adulti a Storie controvento

Al festival di letteratura per ragazzi lo scrittore francese Christophe Léon ha presentato il suo romanzo ‘Reato di fuga’
Musica
22 ore

Frequenze libere, Trio Libelle allo Spazio Elle

Raphael Loher, Nils Fischer e Silke Strahl per il sesto appuntamento della rassegna, domenica 22 maggio alle 17.30 a Locarno
Concerti
23 ore

Enrico Pieranunzi a Jazz in Bess

Tra i più noti e apprezzati protagonisti della scena jazzistica internazionale, è atteso domenica 22 maggio alle 20.30
Danza
23 ore

Manca poco al Lugano Dance Project

Tra mercoledì 25 e domenica 29 maggio, Lugano si trasforma nella città della danza
Spettacoli
1 gior

Dagli Aphrodite’s Child a ‘Blade Runner,’ addio a Vangelis

Il compositore greco, autore di celebri colonne sonore e tastierista della band prog-rock con Demis Roussos è morto oggi a 79 anni
Streaming
1 gior

Fughe di notizie su ‘Stranger Things’, Netflix nella bufera

Tra le carte di un Monopoly promozionale, ve ne sarebbero alcune che rivelerebbero particolari della trama ancora top secret della quarta stagione
Cinema
1 gior

‘Marx può aspettare’ di Bellocchio all’Otello di Ascona

In versione originale italiana con sottotitoli in tedesco, il documentario presentato a Cannes nel 2021
Cannes 75
1 gior

Tom Cruise inonda il cielo sulla Croisette

Era il giorno di ‘Top Gun: Maverick’, ma anche del Bellocchio di ‘Esterno notte’, Aldo Moro diventato serie. E di due film in concorso non ‘globalizzati’
Società
1 gior

Prodigio di libertà e indipendenza: è Anna Kuliscioff

Alla Biblioteca cantonale di Locarno, domani sera, una conferenza per conoscere una delle protagoniste del socialismo e del femminismo italiani
Arte
1 gior

L’aridità andina del fotografo Gian Paolo Minelli

Alla Polus di Balerna fino al 9 giugno ‘Aridez’, progetto scaturito da un lungo viaggio sulle Ande
L’intervista
1 gior

Dodi Battaglia, ‘Inno alla musica’ e ai Beatles (Days)

Stasera a Bellinzona in Piazza del Sole, l’ex Pooh tra grandi successi e brani del nuovo album. ‘Quando sul palco mi volto, vedo ancora Stefano’
Musica
1 gior

Cyrille Aimée, gran finale di stagione al Jazz Cat Club

Dopo ben tre rinvii, lunedì 23 maggio ad Ascona per chiudere la 14esima stagione
Cinema
1 gior

Oscar 2023, cambiano le regole: i film devono uscire nelle sale

Il Board dell’Academy ha cambiato alcune regole. Nella categoria della miglior canzone originale abbassato da cinque a tre i brani presentabili
Spettacoli
1 gior

La Venere nera, thriller gotico a Losone

Basato sul racconto ‘La Venere d’Ille’ di Prosper Mérimée, sabato 21 maggio alle 20.30
Spettacoli
2 gior

LuganoMusica nel segno di György Ligeti e dei giovani

Presentata la stagione musicale 2022-23 del Lac, da Maurizio Pollini e la Concertgebouw ai giovani direttori Tjeknavorian e Mäkelä
Cinema
2 gior

Cannes festeggia i suoi 75 anni inneggiando al cinema

Brillano ‘Coupez!’ di Michel Hazanavicius, scelto da Thierry Fremaux per inaugurare l’edizione, e ‘For the Sake of Peace’, prodotto da Forest Whitaker
Società
2 gior

Roma, i carabinieri chiudono il Piper: ‘Risse e violenze’

Aperto nel 1965 nel quadrante Nord della capitale, ha rappresentato la risposta in salsa romana ai locali della ‘Swinging London’.
Musica
2 gior

L’Osi in San Biagio con Martijn Dendievel e Johan Dalene

Il 25enne direttore d’orchestra belga e il 21enne violinista svedese, il 16 giugno alle 20.30, si cimentano con Mozart e Mendelssohn
Microcosmi
17.10.2021 - 10:27
Aggiornamento : 14:24

Uno spazio, un albero, le chiatte

Di rami che si aprono a ventaglio, e di poesie di Viola Poli. Partendo da Bellinzona, al ‘5b’, contributo culturale di Luca Berla

di Massimo Daviddi

A cosa pensiamo quando parliamo di spazio, di aree e superfici? Quale tra le diverse immagini di una giornata resta in noi? In un passaggio interessante della sua opera, ‘Il pensiero visivo’, Rudolf Arnheim parla dell’apparenza. “La luna piena è, in verità, rotonda al meglio delle nostre capacità visive. Ma la maggior parte delle cose che vediamo rotonde non incarnano letteralmente la rotondità; sono pure approssimazioni”. Vediamo, forse, quando torniamo inconsapevolmente a qualche struttura e forma remota del pensiero e l’adattiamo al presente; è un intreccio di percezioni a tenere unite le cose più di quanto crediamo.

Entro nello spazio espositivo ‘5b’, via Carlo Salvioni, Bellinzona, per incontrare Luca Berla, docente di economia presso la Supsi: collezionista, appassionato d’arte contemporanea, espositore. Luca Berla dà vita a mostre che corrispondono alla sua visione dell’arte, in relazione stretta con i volumi presenti, alla luce e ai riflessi che si aprono tra interno ed esterno. Nella sua collezione gli artisti Adriana Beretta, Andrea Crociani, José Davila, Luca Frei, Jakob Kolding, Ugo Rondinone. E Alex Hanimann, che fino al 30 aprile 2022 (info@spazio5b.ch) propone un lavoro sul linguaggio mettendone in evidenza l’uso nella sfera quotidiana – anche frasi utili se ci troviamo in un paese senza conoscerne la lingua – allo stesso tempo narrazione del possibile, crocevia di detti in un luogo dove si generano espressioni, nuove tavole semantiche. Titolo della mostra, ‘Gli uccelli dormono all’ombra dei fiori’.

Chiedo a Luca di raccontare il suo progetto, le origini, le motivazioni. “Ho aperto in modo un po’ casuale. Qui sopra abita Adriana Beretta di cui ero già collezionista, prendendo da lei una parte di questa superficie. Sottolineo che non sono un gallerista e non lo voglio fare; non sono un curatore. Aggiungo che non sono un critico, uno storico dell’arte; essendo collezionista cercavo uno spazio inserito nella mia attività”. Diversamente dal collezionista tradizionale. “Quella figura di solito frequenta i laboratori, sceglie un’opera, l’acquista e la porta a casa, tutto sommato un’attività un po’ passiva. Invece, il mio obiettivo è promuovere gli artisti dando loro la possibilità di fare delle mostre producendo determinati lavori”. Mi sembra essere l’originalità del progetto. “Come ti dicevo, quello che desidero è portare allo ‘spazio 5b’ degli artisti che conosco e stimo, presentando le loro opere in un contesto non commerciale”. Pensi quindi a una relazione tra soggetto e luogo, tra la tua ricerca e il pubblico. “Vorrei dare alla città un piccolo contributo culturale. In primo piano c’è l’interesse per l’artista, soprattutto in un momento come questo dove l’arte è condizionata dagli aspetti economici e dal mercato. Non vivo d’arte, non vendo, posso quindi fare delle mostre sperimentali”. Una strada personale. “Parlerei di una via di mezzo tra il museo e la galleria, qualcosa che non si trova nella galleria e nei musei, o raramente. È trovare un’identità mantenendo la qualità di quello che si vuole presentare”. Le mostre realizzate? “Questa in corso è la quinta. La prima è stata con Andrea Crociani; qualche mese fa hai visto ‘Incontri’, con i lavori di Adriana Beretta e Reto Rigassi. Comunque ne organizzo una all’anno, non di più”.

Quando nasce il tuo interesse per l’arte? “Nel periodo del liceo e di quello universitario avevo diversi interessi culturali. Nello specifico devo a Hugo Lazzarotto, un caro amico che non c’è più, questa passione. Mi portava in giro facendomi conoscere gli artisti e così ho iniziato acquistando qualche opera e soprattutto leggendo molto per sviluppare una capacità analitica, interpretativa dei lavori, con un interesse prevalente per l’arte contemporanea, concettuale”.

Interpretare, è sentire una tensione verso l’opera. “Dopo anni, penso che il bello dell’arte è proprio lo sforzo per capire i lavori degli artisti, cosa che adesso vivo positivamente”. Tutto questo, in uno spazio non legato a delle etichette. È così? “Il tema di fondo era trovare un’identità. Le persone che vengono qui si confrontano, discutono e questo è già un elemento di diversità. Un’interazione spontanea. Oggi, c’è una concezione della cultura piuttosto insoddisfacente. Un passatempo, qualcosa di piacevole da fare nel tempo libero e si è persa la dimensione del piacere associato a una forma d’impegno e conoscenza. Se la scopri trovi un diverso rapporto con la realtà”.

Per approfondire la ‘Collezione Berla’, interessante è il ‘Cahiers D’Art, Angolazioni 2’. Le frasi di Alex Hanimann sono una marea che sorprende e risucchia. Tra le molte, a noi è arrivata questa: ‘Un bel gioco dura poco’. E credo, purtroppo, valga ancora.

L’albero, le chiatte

Tra il paese di Brusino Arsizio e la Dogana, vicino a una delle ultime case sul lago, un tronco d’albero è immerso nell’acqua, i rami aperti all’orizzonte. Nella linea che il litorale forma, sentiamo una combinazione di elementi che persistono; il muretto stradale, il bosco con i suoi sentieri, il pontile alle spalle. Quale, il sentimento provato nell’avvicinarsi all’albero, cogliendo la sua mutazione naturale, i colori che ogni giorno lo circondano? Cosa è avvenuto perché il suo genere si unisse ai contorni dell’acqua, tra fondo e superficie? Intanto, ben allineate delle chiatte partite giorni fa da Riva San Vitale, piattaforme blu, esplorano per un obiettivo tecnico i fondali, una piccola carovana che contribuisce ad aumentare l’immediatezza dello sguardo, uno sguardo periferico sulla vita e sulla natura, un senso di libertà che intensifica il rapporto con una storia minima. La tua, la nostra.

Avviciniamo i margini, i residui sempre più presenti in questo passaggio d’epoca; frammenti, tracce che tornano a vivere se attese e scoperte. Scorgiamo la frontiera, i distributori dove i clienti si servono da anni. Davanti a noi i ‘Terrains vagues’ di cui ha preso atto e scritto in una bella raccolta Viola Poli, attenta allo studio delle arti visive e del paesaggio. Viola, ha inserito nella sua ricognizione anche due intense poesie. Eccone una. “Pétales couchées / aiguilles incarnées / roses régurgitées / Tu les ressens sur ton corps, / comme du fil de fer qui se tord / Depuis le balcon, / tu le vois, /tu attends. / Tu te retournes, / une barrière / Le vent court, / sur ce terrain vague /”. L’albero, ora che si fa sera, è un piccolo segno della nostra memoria. E della vita che continua in altre forme.

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
albero chiatte luca berla microcosmi spazio viola pioli
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved