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08.10.2021 - 10:22

Giovanni e Giovanna in volo per la libertà

L’antifascista Bassanesi che volò da Lodrino a Milano e la giovane attivista di fantasia dei giorni nostri s’incontrano nel fumetto di Olmo Cerri e Micha Dalcol

La storia dice che l’11 luglio del 1930 bombardò Milano di volantini, 150mila in tutto, caricati a bordo di un monomotore Farman F200 introdotto in Svizzera con regolare documentazione doganale e fatto decollare dalla campagna di Lodrino. A bordo c’erano lui, Giovanni Bassanesi – diplomato maestro elementare, fotografo, fotoreporter, infatuato del volo di D’Annunzio benché sofferente di mal d’aria – e il disegnatore romano Gioacchino Dolci, due del movimento rivoluzionario ‘Giustizia e Libertà’, punto di riferimento dell’antifascismo. I volantini, tutti riportanti il motto “Insorgere! Risorgere!”, furono sganciati sui tetti del capoluogo lombardo poco dopo mezzogiorno; a missione compiuta, nel suo volo di ritorno, Bassanesi lasciò dapprima Dolci a Lodrino per poi decollare nuovamente alla volta di Zurigo. Il volo finì molto prima, sul passo del Gottardo dove il velivolo, complice la fitta nebbia, terminò disastrosamente la sua corsa. Gli esiti: una gamba fratturata, non il peggiore dei mali per qualcuno che aveva ottenuto il brevetto di pilota non più di venti giorni prima, la cattura e il processo a Lugano, da cui i quattro mesi di reclusione, nel frattempo già scontati, per contravvenzione alle disposizioni della navigazione aerea.

‘Giovanni Bassanesi – In volo per la libertà’ potrebbe essere il riassunto di questa breve storia, quella di un uomo che sfidò il fascismo anche dal cielo; ma è soprattutto il titolo della graphic novel di Olmo Cerri con le illustrazioni di Micha Dalcol, pubblicata dalle Edizioni svizzere per la Gioventù (Esg), realizzata con la collaborazione dell’Associazione Amici di Giovanni Bassanesi, nata nel maggio del 2010 allorché Lodrino si rifiutò d’intitolargli, a Bassanesi, almeno una strada. Amici che oggi ne salvaguardano la memoria e che nel 2010 ne finanziarono il monumento posto sul luogo da cui decollò. «Ho l’impressione che ci si trovi di fronte a una storia ancora molto attuale», dice Cerri, portandoci dentro la pubblicazione. «In Bassanesi c’è idealismo, c’è coraggio, c’è la dimensione del volo che mi affascina sempre e il suo andare contro l’ordine costituito, quel far qualcosa d’illegale ma giusto. È una storia che può ancora raccontare qualcosa».

Ed è quello che fa, nelle trenta pagine disegnate da Micha Dalcol un po’ in bianco e nero – la vicenda del 1930 – e un po’ a colori – la giovane attivista per il clima Giovanna, e i compagni di classe da lei coinvolti in una sua ricerca su Bassanesi – a rendere l’alternanza tra lotte per la libertà e per un futuro migliore lontane settant’anni ma dai tratti similari. «Ho scelto di raccontare la storia vera dell’antifascista in bianco e nero – spiega Dalcol – e con un tratto più realistico, più duro, trattandosi di una vicenda dai risvolti piuttosto drammatici, da mettere in relazione con Giovanna, ragazza dei nostri giorni, a colori, con uno stile più distaccato dalla realtà, più libero, non proprio infantile ma certamente più alla portata di tutti. Ho lavorato su queste differenze per mostrare il fatto che questa storia è sì di fantasia, ma potrebbe anche essere reale». Cerri: «L’introduzione di Giovanna è un modo per attualizzare il tema, vista la radice comune tra le due storie, il voler cambiare lo status quo. Giovanna è anche una chiave per entrare nella storia, visto che la stiamo raccontando a bambini delle scuole elementari o a ragazzi delle medie, una chiave di lettura dell’evento storico».


Milano, 11 luglio 1930

Il fascismo spiegato ai bambini

Raccontare cosa sia stato (e cosa ancora sia) il fascismo ai giovanissimi è «una bella sfida», dice ancora Cerri. «I fumetti rendono il messaggio più attrattivo, coinvolgente. È chiaro che si tratta di un racconto abbastanza impegnativo a più livelli, non semplicissimo, ma avevamo già un buon riscontro da parte di diversi docenti sulla potenzialità attrattiva soprattutto nel Bellinzonese e a Lodrino in particolare, data dal fatto che ciò di cui raccontiamo si è svolto proprio lì. Ma la storia può essere in sé godibile anche se non se ne conosce bene il contesto: alcuni spunti sono nella narrazione, ma il sentimento d’ingiustizia l’hanno vissuto tutti, anche bimbi che non sanno nulla di quanto accadde in Europa al tempo».

Olmo e Dalcol si erano già calati su Bassanesi nel 2011, lavorando a un cortometraggio incentrato sul volo in uno degli atelier di Tikinò, ma con molto meno tempo a disposizione (un challenge cinematografico di 24-48 ore). «Sentivamo l’esigenza di fare ancora qualcosa». Cortometraggio, fumetto: cosa manca? «Forse una serie tv», replica Cerri, risposta che fa sorridere ma nemmeno troppo: «Quando si parla di lui si ricorda sempre il momento del volo, l’apice del suo eroismo, ma Bassanesi ha perseguito per anni il suo ideale di libertà, di giustizia e di pace, pagandone le conseguenze durissime delle sue scelte radicali, ricadute anche sulla famiglia, che comunque gli è stata sempre solidale. A partire dalla sua compagna Camilla Restellini. Tutta la sua vita meriterebbe un film». L’esilio, l’espulsione da mezza Europa, la persecuzione fascista, gli internamenti plurimi, fino a quello definitivo nel manicomio criminale di Montelupo Fiorentino nel quale morì a soli 42 anni. Netflix ci tirerebbe fuori un paio di stagioni almeno.

‘Giovanni Bassanesi – In volo per la libertà’ (acquistabile su www.sjw.ch/giovanni-bassanesi-in-volo-per-la-liberta.html) ha un suo vernissage. Domani, sabato 9 ottobre, alle 17 nella palestra delle Scuole elementari del Comune di Riviera, gli autori lo presentano al pubblico. «Proveremo a descrivere il percorso creativo che ci ha portati a preparare questo lavoro, raccontando alcune delle fonti più interessanti, come un verbale d’interrogatorio di Bassanesi molto dettagliato e un testo veramente toccante scritto da Camilla Restellini che racconta alla nipote tutta la storia della sua famiglia non risparmiando le tante ombre di questa vicenda. Spiegheremo in che modo abbiamo lavorato, come si passa da un fatto storico alla sceneggiatura fino alle tavole a fumetto vere e proprie». Compreso un prezioso inedito: il documento di un sindacalista che in gioventù, alle prese con una ricerca scolastica su Bassanesi (un po’ come succede a Giovanna), intervistò il fu consigliere di Stato Argante Righetti del quale domani, appena digitalizzata dal nastro magnetico, si ascolteranno la voce e il pensiero.


‘Devi guardare dritto davanti a te, verso l’orizzonte’

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