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13.09.2021 - 15:32
Aggiornamento: 19:47

Tra i Premi Hystrio per il teatro c’è il Lac del lockdown

Tra i vincitori dell’‘Hystrio Digital Stage’, anche ‘Lingua Madre’. A colloquio con Claudia Cannella, direttrice artistica del premio

di Valentina Grignoli
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Dietro le quinte di 'Lingua Madre' (nel riquadro, la locandina del Premio Hystio)

Il Teatro dell’Elfo di Milano ha ospitato da giovedì a domenica scorsa la trentesima edizione del Premio Hystrio. Un premio che la rivista omonima – unico cartaceo italiano di qualità interamente dedicato al teatro – indirizza dal 1989 alle nuove generazioni di giovani attori e drammaturghi, al fianco di riconoscimenti ad artisti affermati.

Claudia Cannella, direttrice artistica di Hystrio, racconta in un articolo della Rivista l’inizio di questa avventura, quando ancora il premio era a Montegrotto Terme, sui Colli Euganei. Quando insieme a Fabio Battistini, su una R4 e un Maggiolino, partivano da Milano per realizzare la lungimirante idea di Ugo Ronfani, animatore culturale e fondatore della rivista Hystrio: il Premio Europa per il Teatro.

“Sembra un secolo fa – commenta – e invece parliamo degli anni Novanta. A quell’epoca non c’erano cellulari, al massimo il fax. Si faceva tutto a mano, e si partiva con il materiale pronto, quintali di fotocopie! Pionieristico ma molto divertente, la mancanza di bombardamento dei social dava un’altra dimensione e altri ritmi”.

Il Premio Europa per il teatro nel 1999 diventerà poi Premio Hystrio. Questo a sottolineare anche un grande cambiamento, e infatti per prima cosa viene spostato a Milano, “la nostra città, la capitale del teatro! È stato un gran balzo, che si è visto immediatamente con il palese aumento di pubblico e addetti ai lavori”. Dai 40 attori che vi concorrevano agli inizi si è arrivati oggi a più di 260, questo è dovuto anche alla partecipazione dei ragazzi usciti dalle accademie. La peculiarità di un premio come Hystrio è proprio quella di vedere affiancati ai nomi noti i giovani talenti, il premio alla Vocazione. Si trattava allora di una primizia nel panorama italiano, un’altra grande intuizione di Ronfani, che permetterà a tanti giovani di trovare lavoro presso i grandi registi seduti in giuria. “Questo è rimasto il cuore del premio. Non si può imporre niente ai giurati, che però si portano a casa tutte le schede dei partecipanti, tanti dei quali verranno poi scritturati”.

Sono in seguito arrivate le Scritture di scena, nel 2011, che oltre a venir pubblicate su Hystrio godono della possibilità di veder realizzata una mise en espace. Drammaturghi di domani – si parla di under 35 – che grazie “alle collaborazioni messe in atto dal premio, come il Festival In scena! a New York, o il progetto Situazione drammatica curato da Tindaro Granata, possono farsi conoscere”.

Più da vicino

Quest’anno il Premio ha visto nascere un’altra novità che ci concerne più da vicino, poiché uno dei premi è andato al Lac di Lugano. Si tratta della programmazione di Lingua Madre che ha vinto il premio Hystrio Digital Stage, insieme al Teatrino Giullare e Teatro Akropolis. Una nuova categoria che, ci racconta Claudia Cannella, “nasce dal lockdown, quando l’online è diventato uno dei luoghi sostitutivi della vita dal vivo, anche per il teatro. Non tutti hanno creato cose meravigliose, c’è chi si è limitato a mettere in rete le riprese degli spettacoli o chi addirittura non ha fatto nulla. Ma alcuni hanno usato gli strumenti digitali in modo innovativo, ad hoc per una fruizione online differente. Chissà se esisterà ancora questa modalità e questo premio resisterà l’anno prossimo? Intanto vedremo se avremo fatto tesoro di questa esperienza”.

Già, cosa resterà di questi nuovi linguaggi quando non saranno più necessari? “Lo spettacolo dal vivo resterà dal vivo, non c’è possibilità di sostituzione! Quel che rimane è essersi dotati di strumenti e prodotti digitali fatti bene. Capire l’importanza d’investire in questa pratica, ai fini degli archivi e promozione di uno spettacolo. Un bell’esempio in tal senso è il Bakstage di Lucio Fiorentino per il Teatro Stabile di Torino”.

Tornando a Lingua Madre “è stato un progetto imponente e molto articolato. Carmelo Rifici e Paola Tripoli hanno creato un prodotto multidisciplinare, coinvolgendo artisti internazionali, con una formulazione variegata. Un importante archivio del fare artistico, un momento di arte e riflessione teorica, molto innovativo e trasversale. Inoltre, va detto che è stato realizzato molto bene, con artisti e studiosi eccellenti”.

Tra i premiati affermati di questa edizione, lo ricordiamo, Federica Fracassi per l’interpretazione, Andrea De Rosa per la regia e Deflorian/Tagliarini per la regia, gli altri si trovano sul sito della rivista: www.hystrio.it/premio-hystrio-2021-i-vincitori/.

Rivista che Claudia Cannella, ammette, “ultimamente ho trascurato un po’!” . Instancabile, entusiasta, sempre a teatro o al lavoro, ma come rinnova continuamente questa passione? “Grazie ai ragazzi! Forse perché sto invecchiando, ma quel che mi interessa di più è andare alla scoperta del bello che c’è, che hanno da dare loro. Il nostro sogno dal 2022 sarebbe infatti trasformare il premio in un vero e proprio Festival di qualche giorno, che mostri spettacoli di giovani attori o autori che i nostri critici han visto in giro per il mondo. Non necessariamente prime visioni, anche letture di copioni, masterclass per operatori, organizzatori, addetti stampa. Insomma quello che vogliamo è che ci sia sempre quell’ideale scambio di testimone tra generazioni, quella staffetta necessaria tra giovani talenti e artisti affermati”.

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