Yverdon-sport Fc
2
Sciaffusa
1
fine
(1-0)
FC Stade Ls Ouchy
0
Xamax
0
fine
(0-0)
Aarau
2
Winterthur
0
fine
(2-0)
MEKTIC N./PAVIC M.
2
DJOKOVIC N./KRAJINOVIC F.
0
fine
Zurigo
5
Bienne
2
fine
(2-0 : 0-1 : 3-1)
Friborgo
4
Berna
3
fine
(1-2 : 1-0 : 1-1 : 1-0)
Ginevra
2
Lakers
0
fine
(1-0 : 0-0 : 1-0)
Losanna
2
Davos
3
fine
(1-0 : 1-1 : 0-1 : 0-0 : 0-1)
Olten
3
Langenthal
2
fine
(2-1 : 1-1 : 0-0)
La Chaux de Fonds
2
Turgovia
3
fine
(2-0 : 0-1 : 0-1 : 0-0 : 0-1)
Sierre
0
Visp
4
fine
(0-2 : 0-1 : 0-1)
Ticino Rockets
4
GCK Lions
3
fine
(1-1 : 0-1 : 3-1)
Winterthur
1
Zugo Academy
3
fine
(0-0 : 0-1 : 1-2)
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Matteo e Mario
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28.05.2021 - 18:280
Aggiornamento : 21:54

Pelli alla Rsi, il direttore Timbal: sicuro della scelta fatta

Fa discutere la nomina di Matteo Pelli quale responsabile Programmi e immagine. Mario Timbal spiega la procedura e rassicura: a rispondere saranno i fatti

Nuovo direttore, nuova squadra di direzione alla Rsi: a poco meno di due mesi dal suo arrivo, Mario Timbal ha trovato il successore di Milena Folletti, la responsabile del Dipartimento programmi e immagine che aveva deciso di lasciare l’azienda dopo la nomina di Timbal. Ma l’arrivo, o meglio il ritorno, di Matteo Pelli alla Rsi non è l’unica novità. I settori della Comunicazione e delle Risorse umane, finora due “stati maggiori della direzione”, diventano dei dipartimenti e le responsabili Doris Longoni e Patrizia Perrotta entrano quindi a pieno titolo nel Comitato direttivo. «In questo momento particolare per l’azienda, i due settori della comunicazione e delle Risorse umane sono e devono essere centrali» ci spiega Mario Timbal. Il riferimento, per la gestione dei collaboratori e del clima di lavoro, è chiaramente al dossier mobbing e molestie, con diverse denunce raccolte dal sindacato. Per quanto riguarda la comunicazione, «credo che un media moderno abbia bisogno di un marketing che sostenga la produzione, soprattutto in un mondo dove la distribuzione non è più lineare ma è e deve essere sempre più trasversale» conclude Timbal.

Il piatto forte degli annunci di ieri è comunque Matteo Pelli: era il 2013 quando venne chiamato da Marcello Foa a dirigere Radio 3i, diventando in seguito direttore anche di TeleTicino. E ora, il ritorno in Rsi dove aveva iniziato come conduttore.

Mario Timbal, Matteo Pelli ha un cognome “ingombrante”: figlio dell’ex vicesindaco di Lugano Erasmo, è fratello di Paride direttore del Corriere del Ticino. Come è avvenuta la nomina?

La nomina è avvenuta seguendo le procedure possibili, senza nessuno sconto. Per questi dipartimenti io devo passare dalla Corsi e ho proposto, al posto di un concorso, di procedere tramite chiamata ma con un percorso di selezione che fosse non solo come in caso di concorso, ma addirittura più severo. Ho quindi sentito alcune persone tra cui Matteo Pelli che ha dato la sua disponibilità.

Quante persone sono state sentite?

Due o tre persone che potevamo ambire a questo ruolo e che secondo me avevano l’esperienza e le caratteristiche giuste. A quel punto io sapevo che Matteo sarebbe sicuramente emerso come miglior candidato e ho quindi proposto alla Corsi di potermi assumere questa scelta, di prendermene la responsabilità proponendo un solo candidato. Questo per questioni di trasparenza: la gente sa che io e Matteo ci conosciamo e non lo voglio certo nascondere. La Corsi ha accettato e abbiamo fatto una prima procedura di assessment per la quale ho indicato dei livelli di giudizio molto alti. Perché non volevo sconti e questo anche per tranquillità mia, perché Matteo lo conosco ma non abbiamo mai lavorato assieme.

Quindi Matteo Pelli era l’unico candidato?

Sì: è stata una procedura su chiamata e ho chiamato un solo candidato che è stato valutato come detto in un assessment, dalla Corsi e dalla Ssr.

Chi si è occupato della procedura di assessment?

Per indipendenza mi sono rivolto a un’azienda di Zurigo: non ho voluto farlo in Ticino essendo Matteo una persona molto conosciuta e la sua immagine pubblica avrebbe potuto andare a confondere il giudizio.

Dopo questo assessment, come in qualsiasi concorso, ci sono stati due incontri molto approfonditi con il comitato della Corsi, un incontro con la commissione del personale del consiglio d’amministrazione della Ssr che ha preso conoscenza del dossier e posto le sue domande e poi di nuovo con tutto il consiglio d’amministrazione della Ssr e con il direttore generale che conosceva solo marginalmente Matteo Pelli.

Penso che questa sia una nomina forte che ha verificato tutte le qualità e le competenze del candidato che è stato nominato senza alcuna opposizione da parte della Corsi e della Ssr.

La nomina sta comunque facendo discutere: un Pelli anche alla Rsi. Non c’è il rischio di un danno di immagine per l’azienda?

La vera risposta arriverà dal lavoro che faremo, perché io posso dire tante cose ma saranno solo parole. In attesa dei fatti, credo che il curriculum di Matteo parli comunque più del suo cognome: con quel curriculum non servono amicizie o parentele per arrivare a un posto come questo. L’indipendenza tra Rsi e Corriere del Ticino c’è e ci sarà sempre, sarà una cosa sulla quale vigilerò personalmente e Matteo non viene a dirigere nessun dipartimento di contenuto.

Non è quindi preoccupato dalle voci che già circolano e che vedono la nomina come “il solito gioco con i soliti nomi”?

 Se un direttore è convinto delle qualità di un candidato, delle sue capacità e competenze, farsi spaventare dal gossip non sarebbe un buon segno. Io sono sicuro della scelta fatta, scelta poi confermata all’unanimità.

Si è accennato che Matteo Pelli non si occuperà di contenuti. Intervistato da TicinoNews, lo stesso Pelli ha accennato a un progetto con al centro la creatività.

Rientra nell’impostazione che voglio dare alla Rsi che deve uscire da una rigida visione di palinsesto. Istituiremo, al posto dell’attuale Comitato dei programmi, un ‘commissioning board’, un organo di creatività diffusa, democratico dove tutti i partecipanti saranno alla pari. Sarà il fulcro creativo dal quale usciranno le griglie di distribuzione e le schede di programma sulle quali i vari dipartimenti elaboreranno autonomamente i programmi.

Si tratta del metodo che varie emittenti di servizio pubblico stanno adottando e Matteo organizzerà i lavori del Commissioning board e la distribuzione delle schede. Con Matteo voglio avere non più un organo che controlli la creatività ma un organo che faccia da ‘coach’, che sproni la creatività e inviti a sperimentare.

Visto che la risposta alle perplessità saranno i fatti, quando vedremo e ascolteremo i frutti di questa riorganizzazione?

I tempi di produzione, soprattutto televisivi, sono abbastanza lunghi ma se devo azzardare un’ipotesi, penso che nel corso dell’inverno potremmo presentare i primi risultati.

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