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Sconfinare
13.10.2020 - 20:050
Aggiornamento : 23:02

Un festival oltre i muri

Tra gli ospiti, Ezio Mauro ed Edoardo Albinati

“Sconfinare”. L’idea era suggestiva: partire dall’idea di “confine”, esplorarne le tante dimensioni, dai muri che dividono le città e stati alle barriere invisibili che escludono chi è in qualche maniera diverso. E poi, appunto, superare quelle divisioni tra discipline, passando da una conferenza a un concerto a un film, da un giornalista a un artista a un divulgatore scientifico. Poi è arrivata la pandemia che non solo ha costretto a rinviare la prima edizione del nuovo festival culturale della Città di Bellinzona, ma soprattutto ha dato un nuovo significato a quel confinamento che faceva da sfondo all’evento. Così “Sconfinare” – in Piazza del Sole dal 15 al 17 ottobre – cercherà di ribadire l’attualità e l’urgenza dell’idea di confine durante una crisi sanitaria (per quanto nel comunicato stampa sia sfuggito un infelice “all’indomani di una pandemia” che è giusto far notare).

Momento forte del festival, la maratona di incontri che si terrà sabato 17: otto ore con otto relatori (dieci contando i moderatori Michele Fazioli e Giovanni Pellegri), più un concerto conclusivo. Si parte alle 10 con Ezio Mauro: direttore di ‘Repubblica’ per vent’anni, Mauro parlerà ovviamente del Muro di Berlino, del cui crollo è stato cronista come raccontato nel recente ‘Anime prigioniere’ (Feltrinelli 2019). Avremo poi l’architetto e urbanista Luca Gaeta, una conferenza teatrale curata dall’associazione LGBTQ+ Imbarco immediato sulla violenza verbale che purtroppo è parte dell’esperienza quotidiana di molti, la ‘cultural influencer’ Federica Bevilacqua, la sociologa Chiara Saraceno sulle diseguaglianze che sempre più marcano la nostra società, il divulgatore Lorenzo Pinna per un intervento sull’intelligenza artificiale, Edoardo Albinati, vincitore del premio Strega con il romanzo ‘La scuola cattolica’ e insegnante di lettere al carcere di Rebibbia a Roma e, infine, lo psichiatra Graziano Martignoni. Alle 20.45, concluderà la giornata e il festival la violinista Fiorenza De Donatis, violino di spalla dei Barocchisti nonché direttrice dei Concerti delle Camelie a Locarno. Il suo concerto sarà una scalata di alcune “pareti di sesto grado” musicali: la seconda Sonata e la seconda Partita della raccolta di ‘Sei Solo a Violino senza Basso accompagnato’ – così denominate da Johann Sebastian Bach sulla partitura autografa del 1720 –, summa dell’estetica barocca. In contemporanea, dalle 10 alle 15, avrà luogo la passeggiata architettonica di Renato Magginetti e Giulio Foletti, un percorso che da Piazza del Sole arriverà fino alle Officine Ffs e al Bagno pubblico, per ragionare sui vecchi e nuovi confini della città.

Come allenamento a questa maratona di sabato, giovedì 15 ottobre alle 18 avremo un incontro con il fotografo e artista italiano, di origine giordana, Mustafa Sabbagh che ha intitolato un proprio ciclo multimediale ‘Kudurru’, termine che in lingua accadica significa appunto “confine”. Sempre giovedì, ma alle 20.45 avremo invece la proiezione del bel documentario di Amos Gitai ‘West of the Jordan River’, una sorta di reportage che il regista israeliano ha realizzato nei territori occupati per raccontare l’aumentare della tensione tra Israele e la Palestina. Non è un caso se il film si apre con un’intervista a Yitzhak Rabin, Nobel per la pace nel 1994, un anno prima del suo assassinio. Venerdì 16, invece, appuntamento con la ‘street culture’: alle 18 performance dal vivo di SoFreeSo, grafica ed artista svizzera, seguita alle 19 dallo show hip-hop della Diamonds Crew.

Info: IAS

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