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06.07.2020 - 19:190

Non devi dimenticare! E non ti dimenticheremo Maestro Morricone

È importante ricordarlo anche per il suo impegno per il mondo, per non far dimenticare il dolore e la bellezza del vivere. Dalla Shoah fino a Genova.

La sua ultima composizione, 'Tante pietre a ricordare', sarà eseguita postuma a Genova per ricordare le vittime del crollo del ponte sull’autostrada. Lui Ennio Morricone, nato a Roma il 10 novembre 1928, è morto per le conseguenze di una caduta a casa nella notte tra il cinque e il sei di questo luglio. L’intero mondo del cinema e della cultura affranto si è speso nel ricordarlo, la gente, il suo pubblico ha pianto, ricordando le tante emozioni vissute ascoltando le sue musiche, spesso sopravvissute ai film di cui erano colonna sonora. Ben 520 ne conta IMDB da 'Morte di un amico' di Franco Rossi in cui risulta “uncredit” a 'The Canterville Ghost' di Kim Burdon ancora in Pre-production, contando 'La signora delle camelie' (1915) di Gustavo Serena, con Francesca Bertini cui ridiede il suono con le sue musiche nel 1992. Sempre IMDB ci ricorda altri 344 titoli in cui è stata usata anche la sua musica. Così, se anche vinse l’Oscar per il Quentin Tarantino di 'The Hateful Eight' (2015), lo stesso Tarantino usò sue musiche in 'Kill Bill' 1 e 2 e in 'Once Upon a Time... in Hollywood'. E le sue musiche sono servite anche ai Simpson!

Don Savio e l'avanguardia musicale

Chissà se pensava a tutto questo, agli Oscar e ai tanti Premi e Onorificenze, quando si procurava da  vivere come arrangiatore per il teatro di varietà e studiava tromba al conservatorio, diplomandosi nel 1946, con Umberto Semproni. O quando nel 1954, già compositore di musiche per teatro e arrangiatore per una serie di trasmissioni per la radio, si diplomava in Composizione con Goffredo Petrassi. Il primo, Semproni, era buon session man nelle jazz band romane, l’altro, grande compositore; entrambi segneranno il suo destino. O quando componeva brani come i suoi 'Quattro pezzi per chitarra' nel 1957 o la 'Serenata passacaglia per archi' l’anno dopo. Certo ripercorrendo la sua carriera si scopre dapprima il musicista impegnato e con il cinema come sostegno economico; Morricone passa infatti dai film di Luciano Salce a 'I basilischi' di Lina Wertmuller (1963), dalle commediacce di Castellano e Pipolo a farsi chiamare Don Savio per l’amico e compagno di scuola Sergio Leone con cui incomincia la via del successo con 'Per un pugno di dollari'. Ma ancora nel 1965 entra a far parte del Gruppo d’Improvvisazione Nuova Consonanza, perché non può rinunciare alla musica 'seria', all’avanguardia musicale che lo impegnerà per tutta la vita.

Segni d'umiltà

Nel 1975, già compositore per il cinema notissimo con le sue colonne sonore che sono prime nelle classifiche di vendita, oltre ai western di Leone e di altri, ha al suo attivo 'Uccellacci e Uccellini', 'Teorema' e 'Orgia' di Pasolini, 'La Battaglia di Algeri' e 'Queimada' di Pontecorvo, 'La Cina è vicina' di Bellocchio, 'I cannoni di San Sebastian' di Verneuil, il 'Galileo' della Cavani, 'Metti, una sera a cena' di Patroni Griffi, 'Sacco e Vanzetti' di Montaldo e un altro centinaio di titoli che lo confermano il miglior compositore italiano. Ebbene, in quel 1975 firma tra una decina di film 'Libera, amore mio!' di Bolognini, suona la tromba in uno straordinario disco di Luis Bacalov 'Desbandes' con Gato Barbieri solista e lui ordinatamente in un’orchestra con Dino Asciolla alla viola e Gianfranco Plenizio al piano. È un segno della sua umiltà, del suo rispetto verso la musica, del suo essere profondamente e onestamente musicista. Una scelta che lo porterà a scrivere un’opera lirica, 'Partenope' (1996), quattro concerti e altra musica per orchestra e solisti, e musica vocale con orchestra, tra cui una 'Via Crucis' e tanta musica da camera.

Il dolore e la bellezza del vivere

E anche canzonette, perché quella che è sempre stata una sua caratteristica è un sano umorismo di stampo illuminista. Ed ecco allora 'Pel di carota' per Rita Pavone, 'Se telefonando' per Mina, 'Here's to you' per Joan Baez (1962), 'Quello che conta' per Luigi Tenco e tante altre. E insieme a tanti altri film, per tv e documentari, per aiutare giovani autori, per confermare cammini radiosi, scrive anche 'Non devi dimenticare', per protestare contro il silenzio sulla strage del 2 agosto del 1980 a Bologna. Per questo è importante ricordarlo per il suo impegno verso il mondo, per non far dimenticare la Shoah, per non far dimenticare il dolore e la bellezza del vivere. Per questo nel suo ultimo scritto ha raccontato il dolore di spezzare con la sua morte un cammino d’amore con l’amata moglie. Se avesse potuto, avrebbe suonato il 'Silenzio' sulla propria tomba, con la sua amata tromba.

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