Culture
Salvate gli studenti del Conservatorio, c'è il Fondo
Intervista con Carlo Ciceri, delegato della Fondazione Csi. Già evase 30 richieste su 40. Diego Fasolis annuncia via social il suo apporto alla causa
Carlo Ciceri, delegato della Fondazione Conservatorio della Svizzera italiana (Ti-Press)
21 aprile 2020
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Non ce la fanno da soli, e molto spesso nemmeno con l’aiuto delle famiglie, colpite dal blocco delle attività produttive e confrontate alle conseguenze economiche per ora, in parte, solo immaginabili. La Fondazione Conservatorio della Svizzera italiana ha così istituito un Fondo di solidarietà per un supporto diretto e concreto dei suoi studenti, alle prese con l'emergenza sanitaria. Un Fondo già attivo dal primo aprile che ha raccolto finora 64.360 franchi. «Le prime donazioni sono arrivate nel giro di pochi giorni da fondazioni private, ticinesi e non solo, che sostengono la musica e da donatori privati», spiega Carlo Ciceri, delegato della Fondazione Conservatorio della Svizzera italiana. «Tale somma ci ha permesso fin da subito di rispondere con tempismo alle richieste degli studenti: ad oggi siamo già riusciti ad evadere circa 30 delle più di 40 richieste pervenuteci e ne aspettiamo diverse altre nel medio-lungo periodo».

Procedura rapida e trasparente

All'annullamento della totalità degli eventi musicali, che rappresentavano fino a poco tempo fa la fonte (spesso unica) di sostentamento degli studenti, viene in soccorso «una procedura snella e trasparente che ci consente di erogare una borsa di studio di emergenza in tempi molto rapidi nei confronti di chi è chiaramente in emergenza», continua Ciceri. «Chiediamo di riempire un formulario, e successivamente chiamiamo telefonicamente ogni studente per un approfondimento anche delle questioni più delicate di carattere economico». Non sono infatti valutate soltanto le perdite personali di guadagno, ma viene presa in considerazione anche la situazione familiare, «visto il peso decisivo che il contributo delle famiglie ha sovente per gli studi musicali. Una volta che il quadro dello studente è chiaro, la decisione di sostegno è presa dalla Direzione attraverso una procedura rapida e, ovviamente, trasparente».

'Una sola richiesta ticinese, ma ne arriveranno'

Si tratta quindi di una Borsa di studio di emergenza, per la quale non sono previste valutazioni sul talento artistico e neanche altre su prerequisiti particolari personali, come ad esempio la provenienza dei richiedenti: al momento le domande arrivano dagli studenti della Scuola universitaria, «iberici, italiani, russi, ucraini, australiani e sudamericani che avevano in programma concerti, poi annullati, sul territorio, in Svizzera interna, o nei Paesi confinanti». Vivono qui, pagano l'affitto qui. Solo un ticinese per il momento, forse perché «la Scuola universitaria di Musica ha una forte vocazione internazionale, mentre sono il Pre-College e soprattutto la Scuola di Musica ad avere una presenza molto forte sul territorio di allievi che vivono ancora nel nucleo famigliare, con la possibilità, ove previsto, di beneficiare di forme di compensazioni cantonali e federali». Ma alla luce dei dati sulla recessione in Svizzera, «considerando che la crisi non avrà tempi brevi, mi aspetto che le richieste ticinesi potranno iniziare ad arrivare. Auspico dunque che il Fondo cresca considerevolmente nel prossimo futuro, in modo da poter sostenere il più possibile gli studenti del Conservatorio anche nel lungo termine» [www.conservatorio.ch/it/fondazione/sostienici. Tel: +41 (0)91 960 23 67]

Fasolis c'è

Ai più di 64mila franchi raccolti dal Fondo qui comunicati da Ciceri vanno ad aggiungersi i 10mila franchi annunciati da Diego Fasolis. Il direttore d’orchestra ha affidato la notizia ai social: “Cari Amici – scrive dalla sua pagina facebook – gli studenti di musica in questo momento, forse ancor più dei professionisti, soffrono con le loro entrate ridotte a zero. Molti studenti stranieri a Lugano non hanno mezzi di sostentamento e nemmeno possono varcare il confine svizzero per rientrare a casa. Oggi ho donato personalmente 10mila franchi al Conservatorio”. La Fondazione Adriana, intitolata alla moglie di Fasolis, deceduta nel 2013 e per anni amministratrice dei Barocchisti, vuole “ampliare il più possibile” il supporto, aggiunge il direttore d’orchestra, invitando al sostegno finanziario e morale, “seguendoci con il pensiero e con la propria energia spirituale”.

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