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"Quando poi vedo 'Goldfinger' sono davvero contento della scelta, ma mi rendo conto che è stato il film a scegliere me" (Archivio Keystone)
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06.04.2020 - 19:40

Almodóvar e la quarantena con James Bond

Il regista spagnolo, da solo nel suo appartamento nella zona ovest di Madrid, scopre una inedita passione per James Bond e il suo Goldfinger

Ansa, a cura de laRegione

Ognuno vive il suo lockdown come vuole, anche al di là di se stesso. È il caso di Pedro Almodóvar che nella sua quarantena madrilena scopre una inedita passione per James Bond e il suo Goldfinger. Una cosa dichiarata dal regista premio Oscar in un ampio diario confessione, pieno di fascino e sorprese, sul sito spagnolo Eldiario.es.

Si legge nell'articolo: "Scelgo di vedere come film pomeridiano, 'Notte sulla città' di Jean-Pierre Melville, e questo per andare sul sicuro, ma per la sera mi sorprendo a scegliere un film di James Bond, esattamente 'Goldfinger'. Per giorni come questi (è quello che pensavo) il meglio è darsi al puro divertimento, alla pura evasione. Quando poi vedo 'Goldfinger' sono davvero contento della scelta, ma mi rendo conto che è stato il film a scegliere me". E poi arriva dal regista di 'Tutto su mia madre' una sorta di 'amarcord' ricordando il tempo in cui incontrò Sean Connery il quale gli telefonò dopo aver visto 'Parla con lei': "Che bello sentire la sua voce, una voce profonda da bravo attore e da bell'uomo. Stavo pensando a tutto questo mentre vedevo 'Goldfinger' - e aggiunge poeticamente su eldiario.es -. La quarantena, la notte, Sean Connery e me stesso tra salti e interruzioni. " Ci tiene poi a dire: "Finora mi ero rifiutato di scrivere. Non volevo lasciare una traccia dei sentimenti che ho provato nei primi giorni di isolamento". Mentre sulla sua routine sottolinea Almodóvar: "Cammino su e giù in casa proprio in quel corridoio in cui Julieta Serrano (l'attrice che interpretava sua madre in 'Dolor y Gloria') si lamentava con Antonio Banderas di non avere un buon figlio, riferendosi proprio a me".

Tra le molte telefonate che riceve il regista, che sta trascorrendo i suoi giorni di quarantena da solo nel suo appartamento nella zona ovest di Madrid, quella di sua sorella Chus , che lo avverte, ad esempio, di un documentario imperdibile su La2 dedicato all'amata cantautrice messicana Chavela Vargas. E ancora, sempre in tv, un altro documentario sulla pittrice María Moreno, moglie di Antonio López, morto recentemente. Almodóvar, si legge sempre nel suo diario, risponde poi ogni giorno alle migliaia di messaggi da persone che si preoccupano di lui e della sua famiglia e soprattutto racconta come in questo periodo pianga spesso davanti alla tv per il presente e ricordando il passato. Tra i progetti del regista, un corto con Tilda Swinton "una attrice e una donna esattamente come la sognavo. È così aperta, così intelligente. Durante le prove ci siamo capiti subito". Dopo il corto un altro film in lingua inglese, questa volta un lungometraggio basato sulla raccolta di racconti 'A Manual for Cleaning Women 'dell'autore americano Lucia Berlin. Il film si svolgerà in Texas, California e Messico, con dialoghi inglesi e spagnoli.

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