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L'intervista
17.02.2020 - 18:130
Aggiornamento : 18:58

77 Bombay Street, e Lugano 'goes acoustic'

Dalla Piazza Grande al ‘nuovo suono’ che i quattro fratelli d’accordo su tutto, dai Beatles a Billie Eilish, porteranno il 21 marzo allo Studio Foce

Si sono portati via l’indirizzo di casa di Adelaide, Australia, dove con tutta la famiglia si erano trasferiti nel 2001, e da cui il nome d’arte. Matt, Joe, Esra e Simri-Ramon sono i fratelli folk-pop chiusi nel 2011 in una scatola quadrata a cantare l’evasione intitolata ‘Up in the sky’, video potente di canzone potente andata oltre ogni barriera linguistica svizzera. Dall’esordio in poi, i 77 Bombay Street hanno suonato altra musica che resta (‘I love Lady Gaga’, ‘Low on air’, ‘47 Millionaires’) fino a ‘Empire’, scritta per la Coppa del Mondo di Sci di St. Moritz. Ora sono in tour acustico e il prossimo 21 marzo apriranno il ‘Locarno goes acoustic’ di Horang Music (www.horangmusic.com, www.biglietteria.ch). Quale migliore occasione per fare due parole (acustiche) con Matt, voce della band svizzera.

Vi abbiamo lasciati nel 2016 a Locarno che faceva molto caldo...

Fu fantastico. Dividevamo il palco con Pegasus, e Patent Ochsner, che conosciamo bene. Fu un momento magico. La Piazza Grande quando c’è Moon and Stars è un posto speciale per ogni band, ricordo quelle splendide case sulla destra, e la gente che cantava davanti a noi.

Tornate a Lugano a volumi non proprio da Moon and Stars...

Sì, questo è un tour acustico ed è una nuova forma sonora per noi. Sarà l’occasione per suonare cose come ‘Miss you girl’ dal primo album o canzoni come ‘Angel’ e ‘Once and only’. Ci sarà più spazio per versioni soft e anche per le voci, molto importanti nella nostra musica.

Siete una band di fratelli, uno in meno dei Jackson 5, due in più dei fratelli Gallagher, che facevano molta fatica ad andare d’accordo. È difficile la convivenza?

Sì e no. Diciamo che è sempre complicato mettere insieme una band che funzioni, che si tratti di amici o di fratelli. Nel nostro caso siamo fortunati per avere lo stesso gusto musicale, cosa che ci permette di divertirci quando suoniamo. È un vantaggio che diventa ancora più grande se ci aggiungiamo il fatto che ci conosciamo molto bene l’uno con l’altro.

Una curiosità. La scelta degli strumenti è stata libera? Visto che non vi siete scelti con un’inserzione sul giornale, non c’è mai stato il rischio di ritrovarvi con tre batteristi?

Esra ha sempre voluto suonare la batteria. Io ho cominciato con il pianoforte e poi sono passato all’elettrica, poi all’acustica e non mi sono più mosso da lì, è lo strumento che meglio mi consente di suonare e cantare. Joe è un grande appassionato dei Beatles, ha cominciato a 12-13 anni con la chitarra elettrica con i Fab Four in testa. Forse solo Simri-Ramon non aveva le idee molto chiare. Gli abbiamo detto che ci serviva assolutamente un bassista, che gli piacesse oppure no. Sì, è quello sfortunato (ride, ndr).

‘I love Lady Gaga’ è la lista dei vostri amori musicali fino al 2011. Riscritta oggi, chi aggiungereste?

Credo Billie Eilish, per quanti Grammy ha vinto. E anche Ed Sheeran, che al tempo non era ancora una grande star. Tante cose sono accadute in questi anni.

E mentre le cose accadono, la vostra ‘Up in the Sky’ non tramonta mai, in gara di recente per la miglior canzone svizzera degli ultimi 10 anni...

È molto bello, è il segno che continuano ad esserci persone, anche nuove, che amano quella canzone. È un brano molto semplice che ha il potere di rendere di buon umore, una qualità che di questi tempi non è proprio secondaria. È anche la canzone che tutti si aspettano quando suoniamo dal vivo e per me come autore ma anche per tutta la band è gratificante, motivante. Siamo riconoscenti a quella canzone e a tutti quelli che ogni volta ce la chiedono.

Andando ancora più su nel cielo, cosa attende i 77 Bombay Street?

Stiamo lavorando a sette nuove canzoni da pubblicare nell’autunno 2020. Il suono sarà quello della band, ma con un tocco nuovo. Se tutto andrà come previsto, la prima di queste sarà fuori in aprile.

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