laRegione
Nuovo abbonamento
Per uscire dall'ombra (Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Culture
Culture
3 ore
Non devi dimenticare! E non ti dimenticheremo Maestro Morricone
È importante ricordarlo anche per il suo impegno per il mondo, per non far dimenticare il dolore e la bellezza del vivere. Dalla Shoah fino a Genova.
Musica
6 ore
Ennio Morricone, musica delle immagini
Non solo musica giustapposta alle immagini, ma temi e sviluppi la cui sonorità inglobi le immagini. È l’uso metaforico del suono che Morricone ha inventato
Scienze
7 ore
Il campo magnetico terrestre cambia più in fretta del previsto
Simulazioni condotte in Inghilterra gettano nuova luce sulla velocità dei suoi cambiamenti di direzione
Libri
7 ore
'Ragnatele nella...': l'ufficio stampa insulta la blogger
Anche la Gabriele Capelli Editore di Mendrisio prende le distanze dai post sessisti del Taccuino, furioso per una recensione negativa.
Culture
10 ore
Chiasso, il cartellone del Cinema Teatro arriverà a settembre
Il direttore Armando Calvia scrive agli abbonati. Ancora troppe le incognite per molte compagnie teatrali, di danza e agenzie soprattutto italiane
Culture
13 ore
Addio a Ennio Morricone: la sua musica per il cinema
Premio Oscar, autore di alcune tra le più belle colonne sonore, qualche giorno fa era caduto e s'era rotto il femore. Aveva 91 anni. Nel 2018 l'intervista a laRegione
Arte
16 ore
Quando poesia e arte si incrociano e lasciano un segno
Samuele Gabai racconta il suo progetto‘“Quaderni in Ottavo’, con incisioni che si alternano a testi inediti di poeti contemporanei
Arte
1 gior
E il Teatro Sociale di Bellinzona si fa vedere
Lo stabile, monumento storico d'importanza nazionale, apre le porte alle visite gratuite dal 9 luglio al 5 settembre. Un viaggio nelle sue architetture
Culture
1 gior
Claudio Marazzini rieletto alla guida della Crusca
Il linguista è stato nominato presidene dell’accademia per il suo terzo e ultimo mandato che avrà termine nella primavera 2023
Culture
15.02.2020 - 17:150

Le note in un dizionario

Presentato il progetto della Società svizzera di musicologia e del Consiglio svizzero della musica. Intervista alla promotrice Irène Minder-Jeanneret

Da “Aal, Johannes” (compositore solettese del Cinquecento) a “Züst, J. Emil” (organista appenzellese nato nel 1831). Al momento sono questi, i confini del Dizionario della musica in Svizzera, ma l’idea è di ampliare, esplorare la musica elvetica, redigendo nuove voci. Perché per ora questo dizionario (in versione “beta” raggiungibile sul sito mls.0807.dasch.swiss) indicizza e raccoglie le fonti liberamente disponibili online come il Dizionario storico della Svizzera o le schede della Fonoteca nazionale.

Al momento non era possibile fare di più, come ci ha spiegato la musicologa Irène Minder-Jeanneret, ideatrice di questo progetto presentato ieri a Berna dalla Società svizzera di musicologia e dal Consiglio svizzero della musica. Sono queste due istituzioni, insieme all’Università di Berna e all’Accademia svizzera di scienze umane e sociali, ad aver realizzato questa prima bozza di dizionario: «Ci siamo rivolti alle autorità, all’Ufficio federale della cultura, ma ci è stato detto che “non è nostra competenza”». La promozione della formazione musicale, iscritta nella costituzione federale, non passa evidentemente per un dizionario che, invece, Minder-Jeanneret ritiene essenziale.

Innanzitutto per questioni pratiche: è vero che online possiamo trovare molte informazioni su opere e musicisti, «ma non è detto che quelle informazioni siano state elaborate in maniera scientifica», secondo i criteri che invece seguirebbe il dizionario. Inoltre, «è importante prendere coscienza del rilevante patrimonio musicale svizzero: che si tratti di strumenti, di associazioni, di festival o di opere, abbiamo un tesoro musicale che però nessuno conosce».

Una redazione e tanta musica

Il Dizionaro della musica in Svizzera non guarderà solo alla musica colta: l’idea è includere tutto, dalla classica al pop al rock. Per ora, come detto, si è alla digitalizzazione di lavori già esistenti, una sorta di inventario «per mostrare, in primo luogo, che in Svizzera esiste la musica, esistono i musicisti e bisogna riconoscere la loro importanza», smontando anche alcuni luoghi comuni sulla creazione musicale nazionale. E poi, ovviamente, «per far capire l’importanza di questo lavoro svolto finora in maniera sostanzialmente gratuita: l’accademia ci ha aiutato economicamente per sviluppare la banca dati, ma tutto il lavoro musicologico è stato fatto per beneficenza, sia da noi promotori sia da alcuni studenti».

La speranza è, grazie a questa versione beta accessibile online, raccogliere fondi che permettano di redigere le voci «seguendo le basi lessicografiche moderne, perché le voci esistenti risalgono spesso all’inizio del Novecento o addirittura all’Ottocento» e per quanto valide sono chiaramente datate. L’idea, inoltre, è associare alle schede anche dei contenuti multimediali, oltre naturalmente alla traduzione almeno nelle tre lingue nazionali, «e se possibile anche in inglese».

I tempi dipendono, ovviamente, dai finanziamenti: «Possiamo pensare di scrivere venti o trenta articoli a titolo gratuito, ma l’idea è avere una redazione che coordini i lavori e per questo ci vorrà tempo. La speranza è iniziare a pubblicare i primi articoli nuovi entro un anno.

© Regiopress, All rights reserved