laRegione
Nuovo abbonamento
il-ritorno-di-delia-fischer-intervista-a-monica-piffaretti
La detective è tornata (per SalvioniNarrativa)
ULTIME NOTIZIE Culture
Spettacoli
1 gior

Locarno2020, Pardi al femminile per i film di domani

Le registe Lucrecia Martel e Marí Alessandrini vincono i premi del concorso The Films After Tomorrow. Tra i corti, premi per Darol Olu Kae e Jonas Ulrich
Spettacoli
1 gior

Locarno2020, vent'anni di Boccalino (e di Marco Solari)

L’unico premio indipendente del Festival festeggia i vent’anni: la consegna dei premi in Città Vecchia con risotto e buon vino
Spettacoli
2 gior

A Meride tanto 'Cibo per l'anima' a chilometro zero

Solidarietà per la cultura: nel giardino di Lothar Drack, fino al 26 settembre, artisti dal Ticino e zone limitrofe. Entrata (e soprattutto offerta) libera.
L'intervista
2 gior

Samuel attracca nel 'Golfo Mistico' di Lugano

Già (e sempre) frontman dei Subsonica, porta il disco solista 'cambiato e cresciuto' e il resto di sé al LongLake Festival domani, venerdì 14 agosto
Scienze
2 gior

Addio a Konrad Steffen, l’uomo dei ghiacci e della scienza

Il glaciologist svizzero, direttore del Wsl, è morto nei giorni scorsi in Groenlandia, a lungo oggetto delle sue ricerche sul riscaldamento globale
Culture
2 gior

#SolidarityForMusic dal Lucerna Festival sulle note di Beethoven

Un 'Inno alla gioia' aperto a ogni interpretazione per una campagna di solidarietà in favore dei musicisti svizzeri, con grandi ambasciatori.
Culture
2 gior

Più di mille: gli organizzatori di concerti non esultano

Con le nuove disposizioni "cambia poco": le forti preoccupazioni espresse da Jacky Marti, patron di Estival Jazz, e Michele Gatti di Horang Music
Spettacoli
3 gior

Locarno 2020, la perfezione del cinema a Open Doors

Al Festival due film suberbi: ‘Kairat’ di Omirbaev e ‘Engkwentro’ (Scontro) di Pepe Diokno
Spettacoli
3 gior

Locarno2020 e la follia del nostro ignorare il mondo

Ai Pardi di domani, vera rivelazione di questo festival anomalo, scopriamo l'interessante “Icemeltland Park” di Liliana Colombo
Musica
3 gior

Pietro Bianchi: 'Dimitri trasformava tutto in poesia'

Giovedì 13 agosto alle 20.30 a Verscio, il musicista e musicologo insieme a Roberto Maggini e Duilio Galfetti nell'omaggio al grande clown scomparso.
Teatro Sociale
3 gior

'Chi è di scena', dal 'Macbettu' a 'La menzogna'

Prosa in abbonamento, due le produzioni ticinesi: 'La bottega del caffè' e 'Olocene', Max Frisch per la prima volta in italiano
Società
3 gior

Lili Hinstin: 'Nei bar di Locarno la peggior musica del mondo'

Malumori tra i musicisti ticinesi dopo le affermazioni della direttrice artistica del Locarno Film Festival. 'Era una battuta, dispiace se qualcuno si è offeso'.
Culture
17.09.2019 - 16:150

Il ritorno di Delia Fischer (intervista a Monica Piffaretti)

‘Nere foglie d’autunno’ è la seconda indagine della sua detective. La presentazione domani alle 20 alla Cà Rossa di Grono; a Mendrisio il 28 settembre

L’aveva promesso, due anni fa, che Delia Fischer sarebbe tornata. E così è stato: Monica Piffaretti ha scritto ‘Nere foglie d’autunno’, seguito di ‘Rossa è la neve’ (entrambi pubblicati da Salvioni), nuovo romanzo con protagonista l’ex commissaria ticinese. Il libro sarà presentato domani alle 20 alla Cà Rossa di Grono e poi il 28 settembre alla Cantina Agustoni-Stoppa a Mendrisio.

Monica Piffaretti, Delia Fischer è tornata: com’è affrontare un romanzo sapendo che c’è un capitolo precedente – e magari anche uno successivo?

Speriamo: mi impegnerò affinché Delia Fischer torni in ufficio e ci dia dentro con il suo lavoro di detective. Per me è una bella soddisfazione: Delia è tornata perché il primo libro è andato molto bene. Dai riscontri che ho avuto il personaggio è piaciuto, e a me è piaciuto metterla al mondo, per cui ho deciso di riprovarci con lo stesso personaggio, la stessa squadra. Chiaramente l’intrigo è diverso, ‘Nere foglie d’autunno’ ha un’altra fattispecie alle spalle, parte da altri fatti storici.

Infatti si inizia con i Fatti di Chiasso nell’aprile del 1945.

Esatto. Nel primo romanzo era il caso dei bambini collocati: prendo qualcosa che mi colpisce nella storia del nostro Paese e da lì cerco di sviluppare qualcos’altro. Perché credo che il romanzo giallo non debba essere fine a sé stesso ma debba avere un tessuto legato al territorio. È un giallo territoriale, un giallo elvetico perché la società che compare nelle mie pagine è la nostra società, con degli affondi nel passato, nel nostro passato.

Un passato che ritorna.

Il libro è un dialogo tra passato e presente: il titolo stesso, ‘Nere foglie d’autunno’, indica le stagioni che si avvicendano: le foglie del passato, nere, legate alla Seconda guerra mondiale, che non sono scomparse ma sedimentano nel presente. E Delia, nei panni della giardiniera del tempo, le raccoglie prima che l’oblio le cancelli del tutto, spiegando che cosa accadde. C’è questa arma, questa P38, che compare nelle prime pagine e ci accompagna per tutto il romanzo.

Il titolo rimanda anche ad altro?

Come nel primo romanzo, il titolo ne contiene in nuce il significato profondo: ‘Rossa è la neve’ conteneva tutto, del romanzo, un concentrato del primo libro. E lo stesso con ‘Nere foglie d’autunno’, con questa dimensione cromatica che mi è cara – là era il rosso, qui il nero – e anche un po’ stagionale, con la neve invernale e le foglie d’autunno… Mi piace che il titolo lo si capisce solo dopo aver letto il libro. Anche se in apertura c’è questa poesia di Verlaine, ‘Chanson d’automne’, che già dice molto – e i primi versi sono quelli che hanno dato il via allo Sbarco di Normandia.

Si ritorna alla Seconda guerra mondiale.

È un ulteriore rimando. Ed è un messaggio di resistenza: nel romanzo si arriva al nostro oggi, e si arriva a certi rigurgiti di ideologie perverse che già ci sono costate milioni di morti. Ma questo arriva nel finale.

Tornando al passato: nel romanzo troviamo diverse note a piè di pagina, per contestualizzare alcuni eventi.

Per contestualizzare per bene: ci tuffiamo in questo passato, ma come è questo passato? Non è soltanto il piccolo puntino ticinese, apriamo un po’ il grandangolo. Perché il romanzo parte da questo puntino nella storia, ma questo puntino fa parte di un grande quadro.

Si sottolinea la realtà di questi eventi.

Sì, c’è un dialogo tra i fatti storici e il romanzo. Un intreccio che mi interessa molto, perché il tema di fondo è la trasmissione della memoria. La mia memoria personale, che ho ricevuto in dono, un dono familiare. Ma anche una memoria collettiva e il nocciolo della trama è proprio una trasmissione della memoria “fatta male”. Che cosa può causare una trasmissione malfatta della memoria?

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved