laRegione
Nuovo abbonamento
marco-travaglio-partendo-da-zero
'È meglio fingersi acrobati che sentirsi dei nani' - 'La tua idea', 1979 (Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Culture
Culture
1 ora

Covid-19, la crisi colpisce i musei statunitensi

Buchi milionari nei bilanci e forti tagli al personale per le più importanti istituzioni museali degli Usa
Scienze
2 ore

Il coronavirus si trasmetterebbe poco nelle scuole

La conferma arriva da una ricerca pubblicata sulla rivista The Lancet Child and Adolescent Health. Lo studio è stato svolto in Australia
Scienze
2 ore

Nell'uomo moderno tracce di Dna di un ignoto progenitore

Lo affermano ricercatori americani. ‘Vari rami dell'albero genealogico umano si sono incrociati più volte, e prima di quanto ipotizzato finora’.....
Società
2 ore

Alla scoperta della cultura Walser nei Grigioni

L'Associazione grigionese dei Walser festeggia i dieci anni con un sentiero tematico
Scienze
2 ore

Il sonno REM influenza il comportamento alimentare

Lo indica uno studio condotto sui topi dall'Università di Berna e dall'Inselspital.
Scienze
3 ore

I chili di troppo pesano sull'attività del cervello

Funzioni cerebrali e flusso sanguigno si riducono, rivela uno studio. Le persone sovrappeso od obese sono maggiormente a rischio di Alzheimer.
Festival del Film
19 ore

Locarno 2020: il Festival 'che sa adattarsi' è cominciato

Al GranRex la 'benedizione' di Solari, Hinstin, Bertoli, Stöckli e Moret. Online, dall'Oregon, Kelly Reichardt: il suo 'First Cow' sta aprendo l'edizione n.73.
Spettacoli
23 ore

L’Osi riparte con la Nona. Di Dvořàk

Il 28 e 29 agosto l’Orchestra della Svizzera italiana si esibirà nella piazza del Lac con la celebre Sinfonia dal Nuovo mondo
Scienze
1 gior

Alla ricerca di risposte sui meteoriti marziani

Scienziati cinesi indagano sul pianeta rosso studiandone gli 'scarti'
Culture
1 gior

Addio a Sergio Zavoli, principe del giornalismo italiano

Innovatore del giornalismo italiano, dalla radio alla tv fino a diventare presidente della Rai, e infine politico, Zavoli aveva 96 anni
L'intervista
1 gior

Bugo: ‘La notorietà è una cosa seria’

Sabato 8 agosto al LongLake Festival Lugano. È all'apice della popolarità all'età di 47 anni (compiuti domenica), "ma mi sono goduto il successo già vent'anni fa".
Locarno 2020
1 gior

Un viaggio nella storia del Festival

Più che una retrospettiva, una riflessione sul Festival, sul suo perché, sulla sua originalità, sul senso e le prospettive per continuare
Culture
1 gior

Scopriamo #Locarno2020 con Lili Hinstin

La direttrice artistica ci racconta questa insolita edizione, senza piazza e concorso ma con lo spirito del festival
Culture
2 gior

Premio Ispec Cultura a Silvano Vinceti

Giovedì 6 agosto alle 17.30 al 'Rivellino' di Locarno la consegna e la presentazione del suo libro, 'Raffaello tra Leonardo e Michelangelo'
Scienze
2 gior

Undici 'nuove' colonie di pinguini in Antartide

La scoperta grazie ai satelliti del programma europeo Copernicus
Spettacoli
2 gior

Teatro Sociale: nuove date per gli spettacoli annullati

Saltati causa emergenza sanitaria, tornano tra ottobre 2020 e marzo 2021
Società
2 gior

Smile: sui social tutti con la mascherina

Nuova campagna di sensibilizzazione lanciata dall'Organizzazione mondiale della sanità.
Spettacoli
2 gior

Via alla quinta stagione della Casa di carta: sarà l'ultima?

Netflix annuncia con un tweet le riprese della serie televisiva spagnolo che ha avuto un successo straordinario.
Società
2 gior

Vuoi comprare un'isola? Servono 'solo' 10 milioni

Gallinara, oggi riserva naturale al largo fra le cittadine di Alassio e Albenga, nel Mar ligure, venduta a un magnate ucraino.
Culture
3 gior

Endorfine Festival a settembre: si comincia con Burioni

Il virologo italiano aprirà la 2ª edizione, ridisegnata nel programma e negli spazi. Spicca anche l'incontro tra Adriana Faranda (ex Br) e la figlia di Aldo Moro.
Musica classica
3 gior

Ticino Musica, un arrivederci oltre le barriere

'Un'edizione sorprendente, valorizzata dal fatto di esserci'. Il Festival scorre le sue istantanee, guardando al prossimo anno.
Scienze
3 gior

Marte era ricoperto di ghiacci

La scoperta dell'Università della Columbia britannica
Scienze
3 gior

Il lavoro nascosto dei parassiti

Nonostante la pessima fama, svolgono un ruolo decisivo negli ecosistemi
Scienze
3 gior

Space X, rientrato dall'orbita il primo veicolo commerciale

La Crew Dragon è ammarata nel Golfo del Messico. A bordo due astronauti che hanno soggiornato nella Stazione spaziale internazionale
Spettacoli
4 gior

Il gesto nell’architettura, Riccardo Blumer al San Materno

A conclusione di un laboratorio di ricerca nello spirito del Bauhaus, martedì performance di giovani danzatori e conferenza del direttore dell'Accademia
Culture
4 gior

La storia senza fine di John Howe e J.R.R. Tolkien

L'illustratore canadese John Howe, domiciliato nel canton Neuchâtel, lavora su una serie, al momento segreta, dedicata al Signore degli Anelli
Culture
16.09.2019 - 06:100
Aggiornamento : 07:50

Marco Travaglio, partendo da Zero

E se per parlare del direttore del Fatto, a Lugano per i premi Atg, per una volta si partisse da Renato Zero invece che da Montanelli?

«È volgarissima, ma rende perfettamente l’idea, perché io non ho mai visto nessuno farsi così tanto male». Salvini che gira intorno a un albero, la storiella sull’autogol del politico che Marco Travaglio ha preferito non raccontare, squassa di risate i presenti nel lift del centro culturale, che viaggia verso il piano terra. L’Atg non la sentirà, ma sull’autogol dell’ex Ministro, nel giorno dei premi di giornalismo della Svizzera italiana, dal direttore del ‘Fatto’ ne ha sentite a sufficienza (vince, anche se non nuovissima, «Ma quale Mussolini, al massimo Ridolini»; menzione per «Nessuno poteva liberarci da Salvini se non Salvini»). Ce n’è stato anche per gli italiani, che «sono come le cozze, assorbono il peggio che trovano in circolazione», l’Italia con “le regine, i suoi fanti, i suoi re”*, per dirla con Renato Zero, del quale il giornalista è fan al limite dell’idolatria (digitare in rete: “Marco Travaglio canta Renato Zero al ristorante” e “Marco Travaglio balla scatenato al concerto di Renato Zero”, vedi in fondo alla pagina).

«Seguimi, devo andare in albergo a scrivere. Quindi sei un sorcino?», chiede il direttore; rispondiamo che siamo stati svezzati da ‘Icaro’*»; da cui: «Grande disco. Ma sai che Renato riparte il 1° novembre in tour? Mi farò un po’ di date».

Non mancherò. A proposito. Credo che Renato sapesse già nel ’78 come andavano a finire le cose. “L’amore in fondo non è poi che un baratto, dai troviamo un riscatto”*...

Ah quella è la mia preferita, l’abbiamo fatta alla Versiliana, io la cantavo e lui faceva il corista. Cerca in YouTube...

“Baratto, distratto, sei tu che mi hai sedotto, facciamo un contratto”...

Sì, è vero, Renato ha anticipato il contratto gialloverde, e quello Pd-Cinquestelle.

Questa è un po’ scontata: “Lui chi è, come mai l’hai portato con te...”*. Parlo da politologo del bar sotto casa: non era scontato che poi un giorno si sarebbe arrivati a un governo Cinquestelle-Pd?

Sarebbe stata una soluzione più lineare e ci saremmo risparmiati un anno e mezzo del Capitano. Bisognerebbe chiedere a quella testa vuota di Renzi cosa gli è saltato in mente l’anno scorso...

Cinquestelle “dimmi da quale parte stai”*: tu ci vedi tutta questa destra?

I Cinquestelle non sono né di destra né di sinistra perché nascono dallo scontento del mondo del centrosinistra per un centrosinistra che con Berlusconi faceva gli inciuci invece di combatterlo. Poi sì, qualche voto di destra l’hanno preso, ma adesso quei voti sono già tutti rientrati.

‘Baratto’ è un pozzo di sentenze: “Prima di darti la mia verginità voglio la verità”. Anche i Cinquestelle l’hanno persa. E ora che tutti hanno sputtanato tutti, come la mettiamo?

Il fatto è che sono nati tutti nel sistema maggioritario e ora siamo ritornati nel proporzionale, per cui nel maggioritario bipolare la destra sparava sulla sinistra, la sinistra sparava sulla destra, poi sono arrivati i Cinquestelle che sparavano sulla destra e sulla sinistra; dopodiché c’è stata una legge proporzionale, non votata dai Cinquestelle, e con la legge proporzionale gli accordi si fanno dopo le elezioni, perché se non hai il 50 per cento non governi. Quindi, tutto quello che si erano detti con la testa da maggioritario, adesso gli si ritorce contro perché siamo nel proporzionale e si è costretti ad alleanze che sembreranno anche innaturali. L’importante è non aver fregato gli elettori, e devo dire che questo governo non lo ha fatto. I Cinquestelle in campagna elettorale hanno rotto i tabù delle alleanze dicendo “Noi proporremo dei contratti a chi ci sta”. L’anno scorso lo hanno proposto al Pd, che ha detto di no, poi alla Lega, che ha detto di sì. Stavolta il Pd ha cambiato idea. Dov’è la truffa?

‘Niente trucco stasera’?* Davvero?

Niente trucco. Il trasformismo è quando uno viene eletto in un partito e durante la legislatura passa dall’altra parte. Qui nessuno ha cambiato gruppo, non c’è la transumanza che c’era nella scorsa legislatura. Qui ciascuno resta nei propri gruppi, semplicemente si fanno alleanze per dare un governo, altrimenti se si aspetta di avere una maggioranza da soli, si vota a oltranza come in Spagna e non si riuscirà mai a fare un governo.

Un po’ di anni fa pubblicavate le intercettazioni di Berlusconi e Berlusconi, invece di sprofondare, qui in Svizzera continuava ad essere il sogno nemmeno troppo proibito di molte donne. “Ti scrivo, tu mi scrivi, poi torna tutto come prima”*. Cos’è mai successo? Forse non avete scritto abbastanza forte?

No, la scrittura ha ancora una grande forza. Sono un appassionato della scrittura, faccio solo quello, l’ho detto anche in sala («Mi fa più male il complimento “Grazie perché quando lei scrive si capisce”. E ci mancherebbe altro, siamo qua per questo. Ma non è scontato, molti scrivono perché non si capisca», ndr.). Ogni tanto vado in tv, e quando mi dicono “La vedo sempre in televisione!” un po’ mi dà fastidio perché vorrei tanto che mi dicessero “la leggo sempre sul giornale”. Io penso che la scrittura sia la cosa più importante, la più efficace che c’è. E infatti mi occupo soltanto di quella.

Un classicone: “L’amico è quel che resta mentre tutto va”*. Cito tue parole: “Questa è una categoria in cui se un giornalista si trova sul baratro e gli basta tanto così per finire di sotto, è più facile che trovi un collega che gli dà la spinta che non uno che gli salvi la pelle”. Hai amici in questo settore?

Nel mondo del giornalismo ho pochi amici. Stanno quasi tutti nel mio giornale, raramente in altri. Ma capisco perfettamente, perché me la prendo spesso con la nostra categoria. Non avessi questo giudizio critico, non avrei fatto un mio giornale, mi sarei accomodato in uno di quelli esistenti. Capisco benissimo che non mi amino, d’altra parte non faccio assolutamente nulla per essere amato e mi aspetto esattamente questa reazione. Se l’evento di oggi fosse stato organizzato dall’Ordine dei giornalisti italiani, non sarebbe venuto nessuno.

È Sindrome dell’epoca d’oro o ci sono dei ‘migliori anni della nostra vita’*?

I migliori anni della politica sono stati quelli che io non ho vissuto, quelli del Risorgimento, di Cavour, di Quintino Sella. Nel Novecento salvo qualcosa di Giolitti, e De Gasperi; poi, per quel che riguarda la Prima Repubblica, basta così. Della Seconda Repubblica salvo il primo governo Prodi, ‘96-’98, e come premier Conte che, devo dire, mi pare una brava persona e anche uno che ha imparato in fretta. Il resto è tutto da buttare.

‘Morire qui non è da me’*, cantava Renato. Però ci tocca: il ‘Fatto’ ha già il coccodrillo di Travaglio?

È lo stesso di Califano, “Non escludo il ritorno”...

Da chi vorresti fosse scritto il tuo?

Da Massimo Fini.

Per restare in tema: una strofa a scelta per il tuo epitaffio tra “Ogni giorno racconto la favola mia”* e “Non mollare, difendi la tua idea”*.

Oppure?

Dalla stessa canzone: “È meglio fingersi acrobati che sentirsi dei nani”...

Ecco, questa mi piace molto.

 

*Breve guida all’ascolto:


- “con le regine, i suoi fanti, i suoi re”, da ‘Il carrozzone’ (1979)
- ‘Icaro’ album dal vivo del 1981
- “L’amore in fondo non è poi che un baratto, dai troviamo un riscatto”; “Baratto, distratto, sei tu che mi hai sedotto, facciamo un contratto”, da ‘Baratto’ (1979)
- “Lui chi è, come mai l’hai portato con te...”, da ‘Triangolo’ (1978)
- "dimmi da quale parte stai", da ‘Viva la Rai’ (1982)
- ‘Niente trucco stasera’ (1980)
- "ti scrivo, tu mi scrivi, poi torna tutto come prima", da ‘Spiagge’ (1983)
- "l'amico è quel che resta mentre tutto va", da ‘Amico’ (1980)
- ‘I migliori anni della nostra vita’ (1995)
- "Morire qui non è da me ", da ‘Morire qui’ (1977)
- "ogni giorno racconto la favola mia", da ‘La favola mia’ (1978)
- "non mollare difendi la tua idea", da ‘La tua idea’ (1979)

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved