Dario Neron (E. Cairoli, Soirëe entertainment)
Culture
22.02.2019 - 10:430

Buon vecchio Frank: nuovo premio per Neron (ricordando Pinketts)

Un altro riconoscimento per l’antieroe del romanziere: ‘Doctor Reset’ vince il ‘Contropremio Carver’. Un cenno al nuovo personaggio e il ricordo dello scrittore scomparso

Frank Doc è l’antieroe di Dario Neron, romanziere orselinese di nascita, svizzerotedesco d’adozione per questioni architettoniche (e paesaggistiche). Lo psichiatra 57enne alla deriva che cancella ricordi scomodi con un intruglio chimico fuorilegge, protagonista autodistruttivo della sua opera prima ‘Doctor Reset’, ha vinto un altro di quei premi che contano. Anzi, in quanto antieroe ha vinto un “Contropremio”: il Carver.
Riconoscimento nato nel 2003 a Roma e destinato a libri valutati – si riporta testualmente – “senza essere condizionati dai nomi degli autori o dai marchi editoriali”, il Carver è premio assai rispettato nell’ambiente per il fatto che lì non si guarda in faccia a nessuno.

Da Torino a Lucca

«E infatti io credevo avrebbe vinto Peppe Millanta – dice Neron alla ‘Regione’ – che con ‘Vinpeel degli orizzonti’ è stato pubblicato da Neo edizioni, una casa editrice medio grossa. Sono tre anni che ci inseguiamo, lui fu menzionato a Torino l’anno seguente alla mia vittoria (Neron, da perfetto sconosciuto, si portò via il Premio “InediTO – Colline di Torino 2016”, ndr.), poi vinse il Premio Alda Merini al quale io arrivai terzo. E adesso ho vinto io». Difficile dire quale delle soddisfazioni sia la più grande: «Torino è stata una di quelle circostanze in cui pensi “Finalmente qualcuno mi prende sul serio”. Non saprei, sono fresco di vittoria e il Carver è un premio rinomato. So solo che mi fa piacere l’ex aequo con Valerio Vigliaturo, mio editore. Almeno non mi sento in colpa di avergli scroccato il passaggio da Torino a Lucca...».

'Cosa direbbe Frank di questo premio?

Dalle pagine di ‘Doctor Reset’, noir velatamente fantascientifico, quanto basta per infilarvi un po’ di erotismo e un altro po’ di tutto un po’, esce il ritratto di un perdente alcolizzato per il quale, alla fine, si prova affetto: «Cosa direbbe Frank di questo premio? Da perdente non troverebbe alcun senso. E comunque aspetterebbe il momento dell’apertivo». La vittoria non piace troppo nemmeno al suo autore, almeno quando si tratta di premi: «Essere al centro dell’attenzione non è una cosa per la quale vado matto. Ma è stata una scelta dell’editore quella di partecipare al premio e per com’è andata va benissimo così».

Prese il mio libro, lesse la quarta di copertina e mi disse: ‘Questa è la storia della mia vita’

Tra coloro che si sono innamorati del vecchio Frank c’era Andrea Pinketts, che qualche mese prima di morire volle Dario a Milano per un reading in comune. «Quando l’ho saputo mi è dispiaciuto tantissimo. Non credo di avere mai incontrato in quest’ambito una persona così di cuore. Per com’era il fatto, io pen- savo che al reading non sarebbe nemmeno arrivato, e invece fu il primo». Neron ripercorre alcune «strane analogie» con lo scrittore che non c’è più: «È morto il giorno del mio compleanno, a 57 anni come Frank. Quando lo conobbi, a Roma, prese il mio libro, lesse la quarta di copertina e mi disse: “Alcolizzato, divorziato: questa è la storia della mia vita”.

Dedicato a King Kong, l’unico maschio che sapeva come si prende una donna

La gente ama Frank: un ‘Doctor Reset 2’? «No, sarebbe un approccio da heavy metal – replica Neron – una cosa da fan della band dalla quale ci si aspetta che il primo album della carriera sia uguale all’ultimo. Come gli Iron Maiden degli anni 80 che sono uguali a quelli del 2019». Motivo per il quale è in arrivo «Franco Toro, il suo opposto. Stessa mente squilibrata, un call-boy dal passato struggente, una coscienza sporca. Giovane, bello, ricco, pieno di donne». Al nuovo libro non manca molto: il manoscritto ha passato la seconda lettura ed è già tempo di editing.

Se anche in Franco ci sia dell’autobiografico come in Frank, da Neron non è dato sapere. Di certo, sul nuovo libro, c’è solo la dedica a King Kong e che «a ogni storia che scrivo perdo una ragazza e Frank mi è costato l’ultima». Per la seconda opera, però, nessun pericolo: «In questo momento non ho una ragazza. Anzi, puoi metterlo nell’articolo, non si sa mai...».

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