(foto Keystone)
Culture
16.12.2018 - 09:200

Il polacco 'Cold war' sbanca gli European Film Awards 2018

Quattro premi alla pellicola del regista Paweł Pawlikowski. L'Italia porta a casa due riconoscimenti

Il film che ha sbancato agli European Film Awards 2018, che si sono tenuti sabato sera a Siviglia, è stato alla fine 'Cold war' del regista polacco Paweł Pawlikowski, cerchio d'amore melò bianco e nero che parte dalla Polonia tra le macerie della Seconda guerra mondiale. La pellicola si porta a casa ben quattro premi e tutti importanti, ovvero film, regia, sceneggiatura e attrice europea (Joanna Kulig).

Per il cinema italiano, al Teatro de la Maestranza nel segno del flamenco e delle preoccupazioni per l'Europa, c'è Marcello Fonte con 'Dogman' e anche il premio del pubblico assegnato a "Call me by your name" di Luca Guadagnino.

Marcello Fonte, abito scuro con fantasie di brillantini, nel ricevere il premio con la sua solita semplicità ha dichiarato: "Questo premio non me lo aspettavo proprio, lo dedico comunque a tutti quelli che lavorano".

Tra gli altri riconoscimenti, l'European - Prix Fipresci va a 'Girl' di Lukas Dhont, mentre il miglior film animato europeo è risultato 'Another day of life' di von Raul de la Fuente & Damian Nenow.

Non mancano durante la cerimonia degli EFA, da sempre molto sensibili alla realtà sociale, momenti squisitamente politici. Si fa un appello per il regista russo anti-Putin, Kirill Serebrennikov, autore di 'Summer', mentre Wim Wenders dice chiaramente al mondo del cinema: "Ora più che mai usate il potere dell'arte".

Infine, commozione e lunga "standing ovation" per la grande Carmen Maura, che ha ricevuto il premio alla carriera proprio dalle mani dello stesso Wenders. Da lei tante confuse parole, tra inglese e spagnolo, e poi il suo personale appello questa volta alle colleghe: "Non temete per il vostro corpo, non dovete esserne ossessionati".

Ed è "standing ovation" anche per Fiennes, che ha ricevuto il premio alla carriera. Da lui la preoccupazione del dibattito che divide la sua Inghilterra dall'Europa e il desiderio che il mondo del cinema abbia la sua voce politica.

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