Svizzera

Ieri, 21:302017-10-16 21:30:00
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Pro Tell, Ignazio Cassis lascia

Il neo eletto consigliere federale Ignazio Cassis, un mese dopo avervi aderito, lascia Pro Tell, organizzazione che si batte contro qualsiasi inasprimento delle leggi sulle armi in...

Il neo eletto consigliere federale Ignazio Cassis, un mese dopo avervi aderito, lascia Pro Tell, organizzazione che si batte contro qualsiasi inasprimento delle leggi sulle armi in Svizzera. Lo ha riferito in serata Ursula Eggenberger, portavoce della Cancelleria federale, confermando informazioni diffuse dall’edizione online della "Nordwestschweiz". La rinuncia è stata decisa in seguito "alle discussioni pubbliche e alle strumentalizzazioni" sorte attorno alla vicenda, ha detto la portavoce. Secondo vari media svizzeri, l’iscrizione di Cassis a Pro Tell risale all’11 settembre, nove giorni prima della sua elezione in governo. Ignazio Cassis assumerà il primo di novembre la direzione del Dipartimento federale degli affari esteri.

Ieri, 17:262017-10-16 17:26:00
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Atti vandalici nel cimitero di Losanna, l'area musulmana sarà videosorvegliata

Dopo gli atti di vandalismo commessi nel fine settimana nell’area musulmana del cimitero di Bois-de-Vaux a Losanna, il Comune non...

Dopo gli atti di vandalismo commessi nel fine settimana nell’area musulmana del cimitero di Bois-de-Vaux a Losanna, il Comune non esclude di ricorrere a misure di sorveglianza, quali le telecamere. L’estrema sinistra, dal canto suo, ha convocato un raduno contro l’islamofobia. Il Municipio "sta valutando diverse possibilità, fra le quali la videosorveglianza", ha indicato oggi all’ats il municipale in carica della sicurezza Pierre-Antoine Hildbrand. "Dovranno esserne valutati gli aspetti legali, tecnici e finanziari". I servizi comunali, dal canto loro, si stanno attivando per riordinare l’area e cancellare le scritte ostili ai musulmani scoperte nel cimitero sabato. L’inchiesta sugli atti di vandalismo è in corso, con l’analisi degli elementi raccolti sul posto, riferisce la polizia comunale. Oltre alla costernazione e alla preoccupazione dei musulmani e delle loro associazioni, le reazioni agli atti di vandalismo sono anche politiche: SolidaritéS ha convocato per dopodomani un raduno contro il razzismo e l’islamofobia. Probabilmente la notte da venerdì a sabato, ignoti hanno preso di mira l’area musulmana del cimitero losannese con scritte ostili, lapidi rovinate e fiori dispersi.

Ieri, 15:462017-10-16 15:46:53
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Accoltellati marito e moglie. La donna è morta, in manette il figlio

Una coppia è stata pugnalata ieri a La Chaux-de-Fonds (NE): una donna di 62 anni è deceduta e il marito di 36 anni è stato gravemente ferito...

Una coppia è stata pugnalata ieri a La Chaux-de-Fonds (NE): una donna di 62 anni è deceduta e il marito di 36 anni è stato gravemente ferito. I due presunti autori del fatto di sangue, fra i quali il figlio della vittima, sono stati arrestati. La polizia è stata allertata verso le 21:30. In un’abitazione, gli agenti hanno rinvenuto il corpo privo di vita della donna, sul quale sono state rilevate ferite di un’arma da taglio, riferisce oggi la polizia cantonale neocastellana. I primi elementi raccolti sul posto hanno permesso di identificare i presunti autori. Il figlio della vittima, un uomo di 31 anni residente nella regione, è stato arrestato una quarantina di minuti dopo il dramma, mentre la persona che lo aveva accompagnato si è presentata alla polizia nella notte. Riuscito a mettersi in salvo presso i vicini, il marito della vittima è stato trasportato in elicottero all’Inselspital di Berna. La sua vita non è in pericolo. Un’inchiesta è stata aperta per chiarire le cause e le circostanze in cui è avvenuto il dramma.

Ieri, 14:052017-10-16 14:05:00
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Argovia, i lingotti ritrovati in un prato vanno al Comune

I due lingotti d’oro del valore complessivo di 100’000 franchi trovati in un prato da due dipendenti di Klingnau nel 2012 diventeranno di proprietà del...

I due lingotti d’oro del valore complessivo di 100’000 franchi trovati in un prato da due dipendenti di Klingnau nel 2012 diventeranno di proprietà del comune argoviese. I detentori legali non sono stati trovati.

Secondo il codice civile un oggetto perso diventa di proprietà di chi lo ha trovato se il detentore legale non si annuncia entro un periodo di cinque anni.

Diversi possibili proprietari si sono fatti avanti poco prima della scadenza del termine, ovvero il 28 giugno, informa un comunicato odierno della polizia regionale. Approfondite indagini hanno però dimostrato che l’oro non può essere attribuito a nessuno di questi. I preziosi oggetti vanno quindi ora al comune, situato al confine con la Germania.

Il ritrovamento "senza precedenti" risale al 28 giugno 2012. I lingotti, privi di punzonatura, erano avvolti nella carta velina legata con del nastro adesivo. Si trovavano in un sacco di plastica, nascosto nell’erba alta vicino ad un arbusto. I due impiegati del comune li hanno trovati mentre stavano tagliando l’erba.

Poiché il ritrovamento si è verificato mentre i dipendenti si trovavano in un rapporto di lavoro pubblico, secondo il codice delle obbligazioni, i lingotti vanno al datore di lavoro, ovvero al comune di Klingnau. I due lavoratori riceveranno come da prassi il 10% del valore degli oggetti trovati, ha riferito l’esecutivo. I preziosi verranno consegnati venerdì alle autorità comunali.

Su uno dei lingotti gli specialisti della polizia scientifica hanno scoperto l’impronta digitale di un cittadino bosniaco che al momento del ritrovamento si trovava in prigione. Il Ministero pubblico argoviese ha archiviato un procedimento penale nel 2015, dopo essere arrivato alla conclusione che non esistono prove che i lingotti siano stati rubati.

Ieri, 11:262017-10-16 11:26:52
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La droga prende il 'volo', nel terzo trimestre 22 arresti all'aeroporto di Zurigo

Rappresentanti della dogana e delle forze dell’ordine hanno arrestato – nel terzo trimestre del 2017 – 22 persone all’aeroporto...

Rappresentanti della dogana e delle forze dell’ordine hanno arrestato – nel terzo trimestre del 2017 – 22 persone all’aeroporto di Zurigo in possesso di sostanze stupefacenti. Si tratta di 18 uomini e quattro donne di età compresa fra i 19 e i 49 anni, precisa la locale Polizia cantonale in una nota odierna. Gli individui fermati provenivano prevalentemente da Svizzera, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Lituania, Svezia e Brasile. Sono stati sequestrati in totale 1'370 chili di khat, 15 di cocaina ed eroina e 8'100 'pasticche tailandesi', prodotto a base di metanfetamine con struttura chimica simile all’ecstasy. In termini di paragone, lo scorso anno durante lo stesso periodo il 'bottino' era stato di 68 kg di khat, 10 di cocaina ed eroina, 9 di hashish e marijuana, 2'230 'pasticche tailandesi' e 17 chili di droghe di sintesi.

I corrieri, fa sapere la polizia, cercano di contrabbandare la cocaina nascondendola in ovuli inghiottiti, in bagagli a doppio fondo e in flaconi di shampoo. Khat ed eroina vengono occultati in valigie e borse da viaggio. Sostanze illecite sono anche state scoperte all’interno di spedizioni postali.

Ieri, 10:312017-10-16 10:31:09
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Organizzazione criminale georgiana attiva (anche) in Ticino, due esponenti a processo 

Si apre stamani, lunedì, al Tribunale penale federale (Tpf) di Bellinzona il processo contro due presunti esponenti dell...

Si apre stamani, lunedì, al Tribunale penale federale (Tpf) di Bellinzona il processo contro due presunti esponenti dell’organizzazione criminale georgiana Vory v Zakone (letteralmente 'ladri nella legge'). Sono accusati in particolare di partecipazione a organizzazione criminale, danneggiamento e furto. Uno di loro operava nella Svizzera italiana. Un imputato, che ha 38 anni, è accusato di essere stato il vice del responsabile dell’organizzazione criminale in Svizzera. Domiciliato a Poitiers (F), avrebbe organizzato e supervisionato un furto con scasso ad Aigle (Vd) nel settembre del 2009. Sarebbe stato anche l’organizzatore di un tentativo di furto con scasso nel centro di Ginevra. I criminali volevano fare un grosso colpo e speravano in un bottino di vari milioni di franchi.

L’altro, un georgiano di 39 anni, è senza domicilio fisso in Svizzera. Deve rispondere di vari reati, per lo più di furti di minore importanza. È tra l’altro accusato di essere stato il responsabile dell’organizzazione criminale per la zona della Svizzera italiana. I fatti risalgono agli anni 2009 e 2010. I due trentenni hanno trascorso ognuno quasi tre anni e mezzo di detenzione preventiva prima di essere rilasciati: il primo nel gennaio del 2015 e l’altro nel settembre 2014. Nel 2012, il Tpf aveva già condannato quattro membri della stessa organizzazione, tra i quali il responsabile per la Svizzera. Le pene variavano tra sette anni e mezzo e quattro anni e tre mesi di detenzione. Il gruppo effettua soprattutto furti, in particolare di gioielli, vestiti di marca, flaconi di profumo e prodotti elettronici. Le origini dei 'ladri nella legge', così chiamati perché osservano un codice di comportamento mafioso, risalgono ai tempi dell’Unione sovietica. Negli ultimi vent’anni si sono insediati nell’Europa occidentale, Svizzera compresa. I segni distintivi sono il ricorso a una lingua propria, il tatuaggio di gerarchia e funzione sul proprio corpo e la gestione di una cassa comune, 'l’obschack', nella quale confluisce parte del provento delle attività criminali. Il processo che si apre oggi dovrebbe durare sino a mercoledì o giovedì. Il verdetto sarà reso noto più tardi.

Ieri, 07:372017-10-16 07:37:36
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Vandali in azione nel cimitero musulmano di Losanna

'Arabe race de chien', 'Coran raciste' o ancora, tradotto in italiano, 'Musulmani fuori dalla Svizzera'. Frasi comparse all'interno del cimitero di Bois-de-Vaux a...

'Arabe race de chien', 'Coran raciste' o ancora, tradotto in italiano, 'Musulmani fuori dalla Svizzera'. Frasi comparse all'interno del cimitero di Bois-de-Vaux a Losanna. A darne notizia è '24 heures', specificando che il cimitero in questione è l'unico luogo di sepoltura dedicato ai musulmani in tutto il Canton Vaud. Le scritte, scoperte sabato mattina, si aggiungono ad atti di vandalismo che hanno portato alla distruzione di fiori e di lapidi in legno. 

Il Municipio di Losanna ha annunciato che le famiglie toccate direttamente dagli atti vandalici saranno personalmente contattate e che il ripristino delle tombe sarà assicurato dai servizi del Comune. Su quanto successo sabato è stata inoltre aperta un'inchiesta dalla Polizia giudiziaria di Losanna e dagli specialisti della scientifica della Polizia cantonale vodese.


15.10.2017, 15:562017-10-15 15:56:38
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Previdenza vecchiaia: i partiti borghesi compatti verso una nuova riforma

Due settimane dopo la bocciatura della riforma previdenziale, PLR, PPD e UDC, secondo informazioni della "SonntagsZeitung", sono pronti a...

Due settimane dopo la bocciatura della riforma previdenziale, PLR, PPD e UDC, secondo informazioni della "SonntagsZeitung", sono pronti a fare fronte comune per un passo pragmatico verso una nuova riforma.

Secondo il domenicale, i presidenti Gerhard Pfister (PPD), Petra Gössi (PLR) e Albert Rösti (UDC) si sono incontrati per sviluppare una strategia comune. Il PPD sembra quindi voler cambiare fronte, dopo essere stato a fianco del PS per la riforma della previdenza 2020.

Gössi e Rösti in realtà si mostrano ancora cauti e parlano di discussioni in corso con tutti i partiti, PS compreso. Pfister ha però dichiarato: "Siamo sostanzialmente pronti a lavorare insieme per un passo pragmatico per una riforma AVS".

Le idee di base rispecchiano le proposte formulate fino ad ora da PLR e UDC, ovvero "il pensionamento per tutti a 65 anni, un aumento dello 0,3% dell’IVA e una minima compensazione sociale per i redditi più bassi", ha detto il presidente democentrista Rösti. Gli ultimi due punti sono in realtà ancora in discussione, ma è comunque stato escluso un pensionamento a 70 anni.

Lo scopo è quello di creare un fronte più ampio possibile, in modo da convincere o forzare la mano al consigliere federale Alain Berset, responsabile degli interni.

Pfister ha giustificato il cambio di fronte del partito semplicemente con la decisione dei cittadini: "Il popolo ha detto no ed è quindi necessario trovare una nuova soluzione con nuovi partner", ha detto alla "SonntagsZeitung".

A sinistra la reazione a questa alleanza è quantomeno scettica. Il presidente del PS Christian Levrat dovrebbe incontrarsi la prossima settimana con i rappresentanti del PLR, ma le idee sono già chiare ora: "Non se ne parla neanche, un aumento dell’età pensionabile delle donne senza una vera compensazione non entra nemmeno in considerazione", ha affermato. "Se verrà decisa una riforma simile, lanceremo un referendum".

(ATS)

15.10.2017, 13:572017-10-15 13:57:49
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Mezzo milione di automobilisti circolano senza vignetta

Circa 500’000 automobilisti circolano sulle autostrade svizzere senza la vignetta o con un contrassegno contraffatto. I mancati introiti per la...

Circa 500’000 automobilisti circolano sulle autostrade svizzere senza la vignetta o con un contrassegno contraffatto. I mancati introiti per la Confederazione ammontano a 20 milioni di franchi all’anno. L’Amministrazione federale delle dogane stima al 5% il numero di infrazioni, ha spiegato oggi all’ats il portavoce delle Guardie di confine David Marquis, confermando informazioni pubblicate da "Le Matin Dimanche". Con entrate totali di 340 milioni di franchi, una mancanza di 20 milioni è "una cifra che può fare la differenza", ha sottolineato Marquis. Fabbricare una vignetta falsa o non incollarla direttamente al parabrezza equivale a una falsificazione di valori di bollo ufficiali, un reato che prevede la detenzione fino a tre anni o una pena pecuniaria di almeno 500 franchi. Nell’agosto 2014, ad esempio, il Tribunale penale federale di Bellinzona ha condannato un ticinese residente a Monaco al pagamento di 1000 franchi per aver incollato la vignetta su un foglio di plastica e non sul parabrezza. Il tutto, senza contare le spese processuali a suo carico di 1300 franchi e la multa da 500 franchi inflitta direttamente alla dogana dove era stato "beccato". Secondo un progetto di legge adottato dal Consiglio federale lo scorso giugno, nel 2023 dovrebbe entrare in vigore la vignetta elettronica, che potrebbe risolvere questo tipo di problematiche. L’esecutivo sostiene che con il formato elettronico i corpi di polizia cantonali verrebbero sgravati dai controlli, poiché ci penseranno videocamere installate lungo le autostrade a scoraggiare eventuali "furbi".

15.10.2017, 13:492017-10-15 13:49:39
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Berna, sette fermi a manifestazione antifascista evitata

Sette persone sono state fermate ieri a Berna per chiarimenti nel quadro della manifestazione "antifascista" non autorizzata bloccata sul nascere dalle...

Sette persone sono state fermate ieri a Berna per chiarimenti nel quadro della manifestazione "antifascista" non autorizzata bloccata sul nascere dalle forze dell’ordine. Al tentativo di manifestazione, il secondo nel giro di una settimana, avrebbero dovuto presenziare fra le 200 e le 300 persone, ma la massiccia presenza della polizia ha evitato l’assembramento. "Tutte le persone fermate erano già note alla polizia e quattro erano già state fermate nel corso dell’intervento della settimana scorsa", ha detto all’ats Jolanda Egger della polizia cantonale bernese. Tutti sono stati nel frattempo rilasciati e del materiale per camuffarsi è stato confiscato.

15.10.2017, 13:462017-10-15 13:46:28
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Zurigo, sabato sera violento, con tre aggressioni

Una 19enne, un 23enne e un 29enne, tutti e tre svizzeri, sono rimasti feriti in tre distinte aggressioni avvenute la scorsa notte a Zurigo, indica la polizia...

Una 19enne, un 23enne e un 29enne, tutti e tre svizzeri, sono rimasti feriti in tre distinte aggressioni avvenute la scorsa notte a Zurigo, indica la polizia cittadina in una nota odierna. Il primo episodio è avvenuto poco prima delle 23.30, quando un 29enne svizzero è rimasto coinvolto in una rissa con più persone nei pressi della stazione centrale. Poco dopo mezzanotte, nel quartiere Kreis 1, è scoppiata poi un’altra rissa tra un 23enne svizzero e un 30enne dominicano. Il primo ha riportato ferite alla testa ed è stato ricoverato in ospedale, mentre il secondo è stato arrestato e dopo un interrogatorio consegnato al ministero pubblico. Infine, poco dopo l’1.30 alcuni passanti hanno trovato nella stessa via del Kreis 1 una 19enne svizzera ferita. Secondo le prime informazioni, sarebbe stata aggredita prima verbalmente e poi fisicamente da uno sconosciuto. Sono state aperte delle indagini su tutti e tre i casi di violenza.

15.10.2017, 11:252017-10-15 11:25:00
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Precipita nei pressi di Davos, morto un pilota grigionese

È stato ritrovato senza vita il corpo del 61enne pilota grigionese scomparso da ieri. L’uomo – come riferisce la polizia retica – era decollato da solo...

È stato ritrovato senza vita il corpo del 61enne pilota grigionese scomparso da ieri. L’uomo – come riferisce la polizia retica – era decollato da solo alle 12.17 dall’aerodromo di Bad Ragaz (canton San Gallo). Il fatto che non fosse rientrato ha fatto scattare l’allarme alle 17.50 dello stesso giorno. Le ricerche si sono concentrate nella zona della valle del Tschuggen (tra Davos e Susch, poco a nord del Passo del Flüela) e hanno permesso di effettuare la localizzazione del relitto in tempi relativamente brevi. La cabina risultava però vuota. L'intervento dell'equipaggio della Rega ha permesso l'individuazione del corpo nel corso di un secondo volo di ricerca sulla zona. Il corpo del 61enne pilota grigionese è stato ritrovato senza vita poco distante dalla cabina, nei pressi del Gorihorn, a 2'500 metri di altitudine. La procura ha avviato un'indagine sull'avvenuto. Il prosieguo del procedimento dipenderà da quanto accerteranno gli esperti del Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza.

15.10.2017, 10:402017-10-15 10:40:25
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Udc e Plr contro l'accordo sulle dogane con gli Usa

La destra si oppone al progetto di accordo di assistenza amministrativa in ambito doganale con gli Stati Uniti, messo in consultazione da giugno a venerdì scorso...

La destra si oppone al progetto di accordo di assistenza amministrativa in ambito doganale con gli Stati Uniti, messo in consultazione da giugno a venerdì scorso dal Consiglio federale. Il progetto di legge del governo punta a migliorare la collaborazione con Washington, permettendo uno scambio di informazioni per agevolare le indagini e scoprire eventuali infrazioni.

Stando alla destra, esso rappresenta però un rischio per l’economia svizzera. L’intesa compromette la confidenzialità dei dati, la protezione dei segreti commerciali e l’esclusione di misure coercitive, non apportando alcun vantaggio alla Confederazione, lamentano Udc e Plr. Per i liberali-radicali, è inaccettabile la presenza di collaboratori stranieri durante le indagini. Il Ppd si è dal canto suo definito in linea di principio favorevole a un accordo con gli Usa, che considera un partner molto importante per Berna, purché non si debba pagare un prezzo troppo alto per concluderlo.

Diverso il parere del Ps, secondo cui il patto potrebbe prevenire e individuare efficacemente infrazioni doganali. I socialisti mettono l’accento in particolare sulla lotta al commercio illegale di armi, sui flussi finanziari illeciti e sul terrorismo. Secondo il Consiglio federale, l’accordo è importante per l’economia svizzera perché delinea i presupposti per la conclusione di una eventuale intesa sul riconoscimento reciproco delle misure doganali di sicurezza. Il progetto di legge semplificherebbe le formalità alle frontiere legate alle importazioni di merci. Ciò permetterebbe di evitare notevoli ritardi e inconvenienti che talvolta insorgono attualmente, sottolineano i socialisti. (Ats/Red)

13.10.2017, 19:352017-10-13 19:35:48
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Fumo da una locomotiva a Lucerna, disagi anche verso il Ticino

Del fumo sprigionato da una locomotiva merci ha provocato oggi, in orario di pendolari, un’interruzione parziale della linea ferroviaria fra Olten e...

Del fumo sprigionato da una locomotiva merci ha provocato oggi, in orario di pendolari, un’interruzione parziale della linea ferroviaria fra Olten e Lucerna. Attorno alle 16.30 si è formato del fumo da una locomotiva all’altezza di Rothenburg (Lucerna), ha affermato una portavoce delle FFS. I vigili del fuoco sono sul posto e la durata dell’interruzione non è ancora nota.

Sono coinvolti treni ICN, Interregio, regionali e S-Bahn. I treni Basilea-Chiasso sono cancellati fra Olten e Lucerna, così come quelli fra Basilea ed Erstfeld. I viaggiatori dalla città renana ad Arth-Goldau, Flüelen, Bellinzona, Lugano e Chiasso circolano da Zurigo.

13.10.2017, 19:322017-10-13 19:32:20
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Donne aggredite in serie a Basilea, arrestato un 21 enne

Un 21enne è stato arrestato oggi perché sospettato di essere l’autore di alcune aggressioni sessuali avvenute in giornata a Riehen e Basilea. Il ragazzo...

Un 21enne è stato arrestato oggi perché sospettato di essere l’autore di alcune aggressioni sessuali avvenute in giornata a Riehen e Basilea. Il ragazzo avrebbe palpeggiato due donne nel parco Langen Erlen e potrebbe essere responsabile di altre molestie odierne.

Le vittime sono state avvicinate intorno alle 9.30 da un uomo che parlava francese, informa un comunicato odierno del Ministero pubblico di Basilea Città. Dal momento che non gli hanno dato retta, l'uomo le ha aggredite. Le donne sono riuscite a fuggire grazie alle urla e ad un’energica difesa. Il delinquente è scappato con una bicicletta. Una passante ha inoltre informato la polizia di aver udito verso le 9.45 una donna chiedere aiuto e di essere poi stata a sua volta aggredita da un uomo, che si spostava in bicicletta.

Dalle indagini è anche emerso che circa mezz’ora prima, in una via poco lontana dal parco, un ciclista aveva esortato una donna in modo aggressivo ad atti sessuali. La procura non esclude che l’uomo possa aver compiuto altri reati.

13.10.2017, 18:402017-10-13 18:40:59
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Sei mesi in più per l'evasione: ma la storia d'amore fra il detenuto e la secondina prosegue

Sei mesi in più da scontare, ma in compenso la loro storia d'amore prosegue. Una condanna per istigazione all’...

Sei mesi in più da scontare, ma in compenso la loro storia d'amore prosegue. Una condanna per istigazione all’aiuto all’evasione di detenuti: questa la pena supplementare confermata oggi dal tribunale d’appello di Zurigo per Hassan Kiko, il detenuto siriano di 29 anni che nel febbraio 2016 evase dalla prigione di Dietikon (Zurigo) con l’aiuto di una secondina.

Davanti al Tribunale cantonale ha ammesso oggi di avere chiesto "alcune volte" all’ex secondina che si era invaghita di lui di lasciare aperta la porta della sua cella. Non ci sarebbe però mai stata nessuna forma di pressione. "Non ho nulla con cui mettere sotto pressione qualcuno", ha detto il 29enne, che oggi considera una "stupidaggine" l’idea di fuggire in Italia.

Hassan Kiko si è già visto confermare nel dicembre di un anno fa in seconda istanza una condanna a 4 anni di prigione per lo stupro di una ragazza di 15 anni. Il siriano, arrivato in Svizzera nel 2010, ha alle spalle anche due precedenti condanne per reati a sfondo sessuale ed ha accumulato sette anni di carcere da scontare.

La storia fra il detenuto siriano e l’ex secondina intanto sembra durare: i due si sono sposati lo scorso mese di luglio nel penitenziario di Lenzburg (AG), dove l’uomo è detenuto.

La 34enne, che oggi porta il cognome Kiko, è stata a sua volta condannata lo scorso mese di gennaio a 15 mesi di prigione con la condizionale per aiuto all’evasione. La sentenza è passata in giudicato. La donna non era presente oggi al dibattimento. Il marito ha raccontato che la donna lo può visitare una volta alla settimana in carcere, precisando che gli incontri vengono costantemente sorvegliati.

I due erano fuggiti la notte dell’8 febbraio 2016 dal carcere zurighese, dove il siriano era detenuto in regime di carcerazione di sicurezza. Erano riusciti a far perdere le tracce, dirigendosi in macchina in Italia. Dopo una fuga d’amore durata sei settimane, sono stati arrestati dai Carabinieri nelle prime ore del 25 marzo in un appartamento a Romano di Lombardia (Bergamo) e in seguito estradati.

13.10.2017, 16:502017-10-13 16:50:24
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Vitta sui canoni: 'L'opposizione trasversale è una sorpresa positiva'

Christian Vitta, presidente della Conferenza dei governi dei cantoni alpini: «C’è soddisfazione, perché la nostra linea sembra aver fatto...

Christian Vitta, presidente della Conferenza dei governi dei cantoni alpini: «C’è soddisfazione, perché la nostra linea sembra aver fatto breccia anche nei partiti a livello nazionale rafforzando così la nostra posizione».


Il Consigliere di Stato è positivamente sorpreso dall'opposizione al progetto di riduzione dei canoni, che colpirebbe i cantoni alpini come il Ticino: «Non ci aspettavamo un’opposizione così massiccia e trasversale. Si tratta quindi di una sorpresa positiva anche per noi. Ci sorprende soprattutto il fatto che ci sia un denominatore comune tra quasi tutti partiti nel essere critici».

13.10.2017, 15:022017-10-13 15:02:03
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Riforma della previdenza: 'I 441 milioni a bilancio devono comunque andare all'Avs'

Il "no" di popolo e cantoni dello scorso settembre alla revisione della previdenza vecchiaia 2020 comporterà uno sgravio di...

Il "no" di popolo e cantoni dello scorso settembre alla revisione della previdenza vecchiaia 2020 comporterà uno sgravio di 441,1 milioni di franchi sul preventivo 2018 della Confederazione.

Il Consiglio federale propone di utilizzare tali mezzi finanziari per ridurre l’indebitamento e per investimenti nelle infrastrutture. La Commissione delle finanze del Consiglio nazionale non condivide tale scelta e con 14 voti contro 11 ha deciso oggi che tale importo dovrà andare interamente a beneficio dell’AVS. Sull’argomento dovrà ancora pronunciarsi l’omologa commissione del Consiglio degli Stati.

13.10.2017, 13:422017-10-13 13:42:03
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Svizzera favorevole a prolungare i controlli alle frontiere

I ministri dell’interno dell’Ue discutono oggi a Lussemburgo della modifica delle regole di Schengen. La consigliera federale Simonetta Sommaruga...

I ministri dell’interno dell’Ue discutono oggi a Lussemburgo della modifica delle regole di Schengen. La consigliera federale Simonetta Sommaruga partecipa alla riunione, dalla quale potrebbe scaturire la possibilità di introdurre controlli prolungati alle frontiere.

Secondo Sommaruga, interpellata poco prima dell’incontro, alcuni Stati hanno già annunciato l’intenzione di muoversi in questa direzione. È dunque necessario trovare un’intesa su regole comuni "alle quali tutti devono aderire". Per la ministra elvetica, tutti gli Stati sono convinti che l’apertura delle frontiere e la libertà di circolazione sono importanti, "ma siamo di fronte a una situazione cambiata negli ultimi anni", ed è importante che si giochi con le stesse regole per tutti. Benché la Svizzera sia membro dello spazio Schengen, secondo Sommaruga la sua situazione è leggermente differente. Non essendo nell’unione doganale dell’Ue, Berna può procedere a controlli di persone in base a sospetti fondati.

13.10.2017, 11:532017-10-13 11:53:53
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A Zurigo i pacchi te li consegna un robot

È ancora un test, ma la Posta intende verificare nei prossimi mesi la possibilità di impiegare robot da consegna in altre località e per altre attività. Da settembre di...

È ancora un test, ma la Posta intende verificare nei prossimi mesi la possibilità di impiegare robot da consegna in altre località e per altre attività. Da settembre di quest'anno, in collaborazione con Jelmoli, il Gigante giallo ha effettuato a Zurigo 170 consegne robotizzate presso sedi collocate nel centro cittadino. Un esordio devinito "promettente".

"Nelle scorse sei settimane i tre robot di consegna impiegati nel cuore di Zurigo hanno portato a termine quasi 170 giri di recapito, percorrendo circa 375 chilometri – scrive la Posta in una nota –. Con i primi test effettuati nell’autunno 2016 sono stati analizzati soprattutto aspetti tecnici e sociali, quali ad esempio l’affidabilità del materiale o le reazioni dei passanti. Quest’anno la Posta ha puntato l’obiettivo sulla possibilità di collegare la tecnologia nelle catene logistiche esistenti. Nell’ambito dell’ultimissimo progetto pilota, i robot sono stati inseriti come modalità di consegna nello shop online jelmoli.ch, permettendo così di effettuare test in tempo reale".

Stando a quanto scrive il Gigante giallo le corse di consegna sono state accolte "con grande interesse dalla popolazione" e sono stati accolti "per lo più positivamente" dalla popolazione. Pochi gli intoppi che hanno richiesto un intervento umano: si trattava soprattutto di aiutare i robottini a superare ostacoli inaspettati presenti sul marciapiede (come ad esempio veicoli di consegna parcheggiati).

I test proseguono ora in altre località della Svizzera, rileva la Posta. Prossima tappa, Dübendorf, dove i robot stanno già conducendo giri di ricognizioni. "Possibili altre applicazioni riguardano ad esempio la consegna di alimenti, la spedizione di prodotti medici e il recapito il giorno stesso di invii speciali. Ancora una volta la Posta collaborerà con aziende selezionate".