Bellinzonese

Ieri, 21:202017-10-16 21:20:50
Marino Molinaro @laRegione

L'Mps rinuncia al referendum contro l'Ente autonomo Amb Bellinzona

Colpo di scena stasera in Consiglio comunale a Bellinzona. Durante la discussione sulla trasformazione delle Aziende municipalizzate (Amb) in...

Colpo di scena stasera in Consiglio comunale a Bellinzona. Durante la discussione sulla trasformazione delle Aziende municipalizzate (Amb) in ente autonomo di diritto comunale, la consigliera Monica Soldini ha detto che il Movimento per il socialismo (Mps) rinuncia a lanciare il previsto referendum, ampiamente preannunciato tramite un comunicato stampa, e successivamente ribadito, quando in estate il Municipio ha presentato il messaggio. Motivo: l'Mps è già impegnato nel referendum contrario ai salari dei sette municipali, ritenuti esorbitanti.

Restano comunque le critiche dei quattro Comuni non aggregati (Arbedo-Castione, Lumino, Cadenazzo e Sant'Antonino) che la scorsa settimana hanno preannunciato l'inoltro di ricorsi e la volontà di riscattare le linee elettriche se la Città cancellerà (come previsto nel messaggio) l'attuale ripartizione degli utili che consente loro d'incassare oggi 1,15 milioni l'anno.

Ieri, 16:542017-10-16 16:54:26
@laRegione

Oltre 10mila visitatori alla rassegna dei formaggi. Ecco i più buoni

Il fine settimana scorso gli alpeggi e i formaggi del Ticino hanno festosamente “invaso” il centro cittadino di Bellinzona. La rassegna...

Il fine settimana scorso gli alpeggi e i formaggi del Ticino hanno festosamente “invaso” il centro cittadino di Bellinzona. La rassegna oramai arrivata alla 28esima edizione ha richiamato il pubblico delle grandi occasioni, con oltre 10mila persone che hanno passeggiato per le strade del centro storico assaggiando i formaggi appena portati al piano da oltre 40 alpi del Ticino e si sono intrattenuti con alpigiani, casari e caricatori che in oltre 4 mesi di permanenza in alta montagna hanno prodotto questi formaggi.

Tra le varie attività proposte, gli organizzatori ne segnalano in particolare due: il caseificio dei bambini con oltre 150 partecipanti che hanno prodotto i loro formaggi per poi portarli a casa, e la sfilata delle mucche dove oltre 20 animali accompagnati dai loro allevatori hanno attraversato la capitale dalla stazione Ffs a Piazza Governo.

Alla rassegna con il mercato dei formaggi di Bellinzona non manca il concorso per designare i migliori formaggi di questa annata: una giuria di professionisti (Associazione ticinese assaggiatori formaggi) composta da 6 persone e una giuria di Slow Food (composta da 3 persone) hanno analizzato i formaggi sotto diversi aspetti assegnando un punteggio. Ottimo il livello dei formaggi d’alpe ticinese, a prova del grande lavoro svolto negli anni sempre alla ricerca della perfezione.

Le giurie hanno selezionato una classifica a punti per i vincitori delle varie tipologie di formaggio (mucca, capra, misto, formagelle), mentre Slow Food ha dato una menzione (anche qui ai primi 3 classificati) con un criterio più popolare rispetto ai punteggi tecnici degli esperti:


Concorso Atiaf (Ass. ticinese assaggiatori formaggi)

Classifica stilata in base ad un criterio tecnico

Categoria Mucca

1. Alpe Piora                              100 punti / 100
2. Alpe Vegornèss                       98 punti / 100
3. Alpe Pertusio                           97 punti / 100

Categoria Misto (mucca, capra)

1. Alpe Campo la Torba             98 punti / 100
2. Alpe Porcaresc                        97 punti / 100
3. Alpe Prato                                95 punti / 100

Categoria Capra

1. Alpe Gualdo                              97 punti / 100
2. Alpe Montoia                            96 punti / 100
3. Alpe Pozz                                   94 punti / 100
3. Alpe Porcaresc                         94 punti / 100

Categoria Formagella (solo menzione)

Alpe Piancavallo                          99 punti / 100

Menzione  Slow Food Ticino

Classifica “Menzione” con un criterio popolare seguendo la filosofia di Slow Food

Categoria Mucca

1. Alpe Formazzora                    
2. Alpe Piora
3. Alpe Carì  

Categoria Misto (mucca, capra)

1. Alpe Porcaresc
2. Alpe Bolla Froda
3. Alpe Prato

Categoria Capra

1. Alpe Gualdo
2. Alpe Montoia
3. Alpe Porcaresc

Ieri, 12:312017-10-16 12:31:40
Mattia Cavaliere @laRegione

Officine di Bellinzona, le firme dei dipendenti per fare pressione sul Cantone

Sono 347 le firme degli operai raccolte in difesa delle Officine di Bellinzona. La petizione, che è circolata tra le varie sezioni...

Sono 347 le firme degli operai raccolte in difesa delle Officine di Bellinzona. La petizione, che è circolata tra le varie sezioni operative dello stabilimento, è stata sottoscritta praticamente da tutte le maestranze. Le firme sono state trasmesse poco fa, a mezzogiorno in Piazza Governo a Bellinzona, da Gianni Frizzo nelle mani di Walter Gianora, presidente del Gran Consiglio.

“Vogliamo fare pressione sul governo e sul Gran Consiglio,  affinché - in tempi brevi, ha auspicato Ivan Cozzaglio -siano stesi i rapporti commissionali e si prenda una decisione relativa a un eventuale controprogetto, in modo che i ticinesi possano finalmente esprimersi sull’iniziativa per ‘Creare un polo tecnologico ferroviario all’Officine di Bellinzona’”, che nel 2008 aveva raccolto 15mila firme.

La più recente petizione interna, l’ennesima azione del Comitato del personale, fa seguito alle dichiarazioni rilasciate di recente da parte di un alto quadro Ffs che auspicava il trasloco delle Officine dalla città. Annuncio seguito dalla pubblicazione, da parte della ‘Regione’ due settimane or sono, di un documento interno delle Ffs che boccia come ‘non razionale’ il mantenimento dello stabilimento cittadino (che impiega tuttora 400 operai), a beneficio di una nuova struttura (si ipotizza Arbedo-Castione) che darebbe però lavoro a meno della metà degli attuali dipendenti.

Ieri, 10:302017-10-16 10:30:17
@laRegione

'Un cher per Roré', seconda lettera aperta al Comune di Roveredo

Nuova iniziativa di 'Un Cher per Rorè'. Il movimento ha scritto una seconda lettera aperta diretta al Comune di Roveredo, per sollecitare una...

Nuova iniziativa di 'Un Cher per Rorè'. Il movimento ha scritto una seconda lettera aperta diretta al Comune di Roveredo, per sollecitare una presa di posizione pubblica sulle molte questioni sollevate dalla petizione in merito alla ricucitura, sottoscritta da 500 cittadini. È infatti passato un mese e, fa notare il movimento, non è ancora arrivata un presa di posizione dal Comune. 'Un Cher per Rorè' chiede pertanto l'avvio di una prima tavola rotonda sul tema, aperta a tutta la popolazione.


Di seguito il contenuto della 'Lettera aperta al Comune di Roveredo GR nel merito della petizione popolare 'Un Cher per Rorè', scritto ititolato 'Ce lo dovete!'

"Lo scorso 18 settembre il movimento 'Un Cher per Rorè' ha depositato in Comune una petizione popolare firmata da più di 500 cittadini. Le firme originali erano affiancate da una lettera accompagnatoria di 8 pagine, destinata ai Municipali e ai Consiglieri comunali, che solleva molti quesiti sul progetto di ricucitura in fase di trattativa e avanza una proposta alternativa concreta, sulla base degli spunti forniti dalla popolazione durante la raccolta delle firme. Dopo un muro di silenzio durato un mese, i tre primi firmatari hanno ricevuto giovedì 12 ottobre una convocazione da parte dell’esecutivo presso il Crs per il prossimo 18 ottobre per sedersi ad un tavolo alla presenza del Municipio, di un avvocato e di un consulente esterno per la pianificazione della ricucitura,

Nonostante i primi firmatari abbiano telefonicamente richiesto di conoscere i motivi e gli argomenti dell’incontro non è stato dato nessun chiarimento soddisfacente in merito. È solo stato detto che le intenzioni del Municipio erano in un primo tempo di non rispondere e ignorare la petizione; solo in un secondo tempo è stato deciso di chiedere un incontro. Non si sa neppure se la petizione e il testo che l’accompagna siano giunti in sede di Consiglio comunale, né se siano stati oggetto di discussione da parte del consesso o delle commissioni preposte.

Sedersi ad un tavolo alla ricerca di un Compromesso tra due visioni economico-sociali molto differenti è, a rigore di logica, una tappa successiva e presuppone una sospensione da parte dell’esecutivo delle trattative in corso con la ditta zugana. Manca perciò un passaggio importante, un tassello fondamentale: un quinto della popolazione roveredana, che ha avuto il coraggio di firmare la petizione – a cui si aggiungono molti cittadini che non hanno firmato per questioni di riservatezza - si aspetta una chiara presa di posizione da parte del Municipio e del Consiglio comunale sui punti sollevati nel documento, una risposta ad ampio raggio, un dialogo aperto con questa fetta importante ed eterogenea di cittadini.

Da subito abbiamo chiesto di poter aprire un dibattito sul futuro di Roveredo e lo stiamo tuttora cercando, ma un vero dibattito richiede dimensioni assai più ampie, specialmente nel momento storico cruciale e di valenza epocale, che il Comune di Roveredo sta vivendo con la scomparsa dell’autostrada. Gli spazi per dibattere esistono, basta usarli, e abbiamo la fortuna di essere una comunità di dimensioni modeste, non una città.

Dopo una chiara risposta e presa di posizione pubblica da parte del Municipio alla petizione 'Un Cher per Rorè', proponiamo quindi al Comune di organizzare, a breve, una Prima tavola rotonda aperta a tutti, petizionisti, specialisti e semplici interessati, presso la Palestra comunale in Riva (con un preavviso ragionevole).

Forse non tutti se ne sono accorti, ma non si tratta più di una sola questione tecnica: visto il numero di persone che hanno sottoscritto la petizione e sostengono il movimento, si tratta ora di una questione politica; le questioni tecniche possono essere rinegoziate sulla base di nuove volontà politiche, ossia (si auspica) di un compromesso tra le parti o attraverso altri strumenti democratici a disposizione della popolazione.

Per chi non l’avesse ancora letta, alleghiamo nuovamente la lettera accompagnatoria della petizione popolare.

Rimaniamo quindi ancora una volta in attesa di una pronta risposta pubblica da parte e del Municipio e del Consiglio Comunale".


14.10.2017, 06:202017-10-14 06:20:00
Samantha Ghisla @laRegione

Compravendita di cani: occhio alle ‘trappole’ sul web

Prima la pubblicazione su Facebook alla ricerca di un animale in regalo. Poi, qualche giorno più tardi, la stessa persona pubblica l’annuncio di vendita di...

Prima la pubblicazione su Facebook alla ricerca di un animale in regalo. Poi, qualche giorno più tardi, la stessa persona pubblica l’annuncio di vendita di un cane sulla nota piattaforma di compravendita tutti.ch (prezzi da noi appurati da 300 a quasi 1'000 franchi). E in almeno un caso emerge che il cane è munito di microchip ma non è registrato in Svizzera; una situazione cioè sanzionabile per legge. Sarebbe questa la modalità con cui una donna della regione agisce e per cui viene indagata dall’Ufficio del veterinario cantonale. Stando a nostre informazioni, l’inchiesta sarebbe ancora in corso e la donna sarebbe nota in almeno un altro cantone svizzero per aver agito con modalità simili. Un caso concreto che mostra la facilità con cui ci si possa inconsapevolmente ritrovare complici...

14.10.2017, 06:102017-10-14 06:10:00
Marino Molinaro @laRegione

San Bernardino, le novità invernali in paese e con Splügen

In attesa di conoscere quale destino potranno avere i progetti finanziariamente e strategicamente più importanti previsti dal Masterplan elaborato...

In attesa di conoscere quale destino potranno avere i progetti finanziariamente e strategicamente più importanti previsti dal Masterplan elaborato alcuni anni fa (centro wellness, nuovi alloggi turistici, ripresa impianti di Confin, ecc.), San Bernardino pianifica l’inverno 2017/18 con quello che ha. Ed è molto più di quello che la stazione turistica altomesolcinese aveva un anno fa. Le piste di sci per famiglie in zona Pian Cales sarano infatti dotate di nuovo impianto fisso per l’innevamento programmato, per il quale in maggio il Consiglio comunale di Mesocco ha stanziato 580mila franchi; altri 250mila franchi, ricordiamo, serviranno all’acquisto di un nuovo battipista per lo sci di fondo. Non solo: nelle prossime settimane sarà inaugurato il potenziamento del centro sportivo in zona...

13.10.2017, 23:062017-10-13 23:06:54
Marino Molinaro @laRegione

Petizione per un 'Moesano pulito'

Successo stasera (venerdì 13) per l'incontro informativo pubblico organizzato a Roveredo sull'annoso problema delle cosiddette società bucalettere massicciamente registrate in...

Successo stasera (venerdì 13) per l'incontro informativo pubblico organizzato a Roveredo sull'annoso problema delle cosiddette società bucalettere massicciamente registrate in Mesolcina e anche in Calanca. Alla presenza di oltre 120 persone, al termine è stata lanciata una petizione che chiede "l'intervento immediato e massiccio dell'autorità cantonale e della magistratura inquirente cantonale e federale per l'esecuzione di indagini a tappeto e approfondite al fine di stabilire eventuali fatti di rilevanza penale a carico di società fittizie presenti nel Moesano".

Al tavolo dei conferenzieri c'era l'ex commissario della polizia ticinese Fausto Cattaneo, in pensione, che ha dato alcune anticipazioni sul proprio lavoro di ricerca dal quale emergono possibili legami fra talune società insediatesi nel Moesano e il malaffare internazionale volto a commettere reati fiscali e a riciclare denaro. Al suo fianco l'avvocato di fiducia Niccolò Salvioni che ha descritto la situazione dal profilo legislativo e giuridico, tracciando un parallelo con la legislazione ticinese e ricordando che Bellinzona nel 2014 ha stretto i bulloni nelle procedure fallimentari, ciò che a suo dire può aver favorito, negli ultimi tre anni, la migrazione di alcune centinaia di società dal Ticino al Moesano. La cui legislazione (retica) appare più blanda, come più diretta sembra essere la procedura da seguire per registrare una società.

Presente anche il consigliere di Stato Jon Domenic Parolini (capo Dipartimento economia pubblica e socialità) che, affiancato da tre funzionari, ha ascoltato e ha promesso di portare la questione in governo a Coira, ritenendo che meriti maggiore considerazione.

In definitiva la petizione chiede che la Procura acquisisca il materiale di Cattaneo e lo utilizzi per svolgere inchieste approfondite. Senza l'accettazione di questa condizione, Cattaneo terrà per sé le scoperte fatte. Da notare che alla serata erano totalmente assenti le autorità giudiziarie retiche, che hanno declinato l'invito rivolto loro dalla sindaca di San Vittore Nicoletta Noi Togni, co-organizzattrice dell'evento. Unico presente, il presidente del Tribunale regionale moesano Mirco Rosa.

13.10.2017, 16:362017-10-13 16:36:10
@laRegione

Malore alla guida, anziano in auto esce di strada e finisce in una casa

Ha perso il controllo dell'auto, ha sbandato ripetutamente ed è uscito di strada, finendo la sua corsa contro il muro di una casa. È...

Ha perso il controllo dell'auto, ha sbandato ripetutamente ed è uscito di strada, finendo la sua corsa contro il muro di una casa. È successo oggi a Biasca, attorno alle 15.45 in via Parallela. All'origine dell'incidente potrebbe esserci un malore dell'anziano conducente, un 81 enne domiciliato nella regione che stava circolando in direzione di Osogna. La Suzuki dell'uomo, immatricolata in Ticino, non ha fortunatamente ferito nessuno.

Sul posto sono intervenuti i soccorritori di Tre Valli Soccorso ed un elicottero della REGA per il trasporto urgente del ferito al pronto soccorso. Le sue condizioni sono giudicate serie. Sul posto anche i pompieri di Biasca e la Polizia Cantonale.

13.10.2017, 06:202017-10-13 06:20:00
Marino Molinaro @laRegione

Tariffe triplicate al Tatti: i perché del governo

“Favorire una maggiore rotazione dei fruitori a pagamento orario e incentivare la mobilità sostenibile”. Il tutto “allineando le tariffe a quelle applicate dalla...

“Favorire una maggiore rotazione dei fruitori a pagamento orario e incentivare la mobilità sostenibile”. Il tutto “allineando le tariffe a quelle applicate dalla Città di Bellinzona nei posteggi pubblici a pagamento e di corta durata”. Ecco spiegato – nelle parole del Consiglio di Stato in risposta a un’interrogazione del granconsigliere socialista Raoul Ghisletta – il motivo per cui dal primo maggio il Cantone ha più che triplicato le tariffe orarie del posteggio in via Tatti a Bellinzona, di sua proprietà, situato accanto alla Scuola arti e mestieri e di fronte alla sede del Dipartimento del territorio.
Dei 401 stalli presenti un terzo (127) sono riservati a uso pubblico con gestione a tariffa oraria e 274 ad abbonati (soprattutto funzionari cantonali ma anche ditte) per...

12.10.2017, 12:212017-10-12 12:21:00
@laRegione

Biasca, quest'anno sussidi finiti per le bici elettriche

L’articolo 3 cpv. 2 dell’Ordinanza municipale concernente il sussidio per l’acquisto impone al Municipio di Biasca la cessazione dell’erogazione del...

L’articolo 3 cpv. 2 dell’Ordinanza municipale concernente il sussidio per l’acquisto impone al Municipio di Biasca la cessazione dell’erogazione del sussidio non appena viene raggiunto il limite inserito nel preventivo.

Siccome questo limite è stato raggiunto, il Municipio informa i propri cittadini che per il 2017 non saranno più concessi sussidi per l’acquisto di biciclette elettriche.

12.10.2017, 11:332017-10-12 11:33:00
@laRegione

Giubiasco-Bellinzona, Tilo notturni sostituiti da taxi  dal 15 ottobre al 6 novembre

Nelle notti tra domenica e lunedì, dal 15 ottobre al 6 novembre 2017, le corse notturne TILO S10 e S20 tra le stazioni di...

Nelle notti tra domenica e lunedì, dal 15 ottobre al 6 novembre 2017, le corse notturne TILO S10 e S20 tra le stazioni di Giubiasco e Bellinzona sono soppresse e sostituite con un servizio taxi, dalle ore 00.00 alle ore 04.50.

Il provvedimento è da ricondurre a lavori di rifacimento della galleria “Svitto”, a sud della stazione di Bellinzona.

Nelle notti Do/Lu 15/16.10.2017, Do/Lu 22/23.10.2017, Do/Lu 29/30.10.2017 e Do/Lu 5/6.11.2017 verranno soppressi da Giubiasco e sostituiti da un servizio taxi i seguenti collegamenti:

•S20 con partenza da Locarno alle ore 00.05 e arrivo a Giubiasco alle ore 00.24
•S10 con partenza da Chiasso alle ore 23.57 e arrivo a Giubiasco alle ore 00.51
•S20 con partenza da Locarno alle ore 00.35 e arrivo a Giubiasco alle ore 00.54
•S10 con partenza da Chiasso alle ore 00.27 e arrivo a Giubiasco alle ore 01.21

Sono da prevedere tempi di percorrenza più lunghi di ca. 10 minuti.

Do/Lu 29/30.10.2017 saranno inoltre soppressi tutti i collegamenti TILO S20 tra Cadenazzo e Locarno, sostituiti da bus, con ulteriori 20-30 minuti di percorrenza in più da prevedere.

Si consiglia alla clientela di consultare l’orario online. Per i viaggiatori diversamente abili, che necessitano di assistenza per la salita e discesa dai mezzi di trasporto pubblico, consigliamo di contattare il numero gratuito 0800 007 102 (dalla Svizzera) o il numero +41 512 257 844 (dall'estero). Il trasporto di biciclette non è possibile.

Le Ffs si scusano per il disagio.

12.10.2017, 11:232017-10-12 11:23:19
@laRegione

Amb, il fronte dei dipendenti sostiene il progetto municipale

"Martedì 03 ottobre si è tenuta l’assemblea del personale Amb (Aziende Municipalizzate di Bellinzona) e dei dipendenti del Consorzio depurazione...

 "Martedì 03 ottobre si è tenuta l’assemblea del personale Amb (Aziende Municipalizzate di Bellinzona) e dei dipendenti del Consorzio depurazione acque Bellinzonese e Riviera (CDABR) per discutere del progetto di costituzione dell’Ente autonomo di diritto comunale Azienda Multiservizi Bellinzona, all’ordine del giorno della seduta di Consiglio comunale il 16 ottobre prossimo. Nell’ente confluirà una volta terminate le procedure di scioglimento anche il CDABR." Questo quanto comunicato in data odierna dal Fronte unico dei dipendenti del Comune di Bellinzona.

"I dipendenti, presenti in largo numero, hanno in una prima parte chiesto informazioni supplementari ai rappresentanti del Municipio presenti e alla direzione delle AMB. In un secondo momento, a porte chiuse, hanno risolto di dare mandato al Fronte unico dei dipendenti del Comune di Bellinzona di sostenere il progetto municipale, in quanto soluzione valida da più punti di vista."

"I dipendenti di AMB e CDABR ed il FUD, costatato il carattere pubblico del costituendo Ente e la natura pubblica del futuro rapporto di impiego - con, in particolare, il mantenimento della Direzione sulla strategia dell’Ente da parte del Municipio e del Consiglio Comunale e l’adozione del ROD (Regolamento Organico dei Dipendenti) della Città di Bellinzona quale normativa di riferimento per i dipendenti – ritengono infatti siano date tutte le premesse per confermare da un lato garanzie di impiego e condizioni di lavoro ai collaboratori dello stesso Ente e, dall’altro, assicurare il necessario sviluppo dell’Azienda che, dopo i settori elettricità, distribuzione acqua potabile, telecomunicazioni, con la gestione della depurazione acque, andrà ad estendere ulteriormente il proprio campo d’azione."

12.10.2017, 10:002017-10-12 10:00:52
Marino Molinaro @laRegione

Tratto in salvo il ragazzino caduto a Castelgrande. Si è rischiata la disgrazia

È stato tratto in salvo e trasportato in ambulanza all'ospedale San Giovanni l'undicenne ticinese caduto oggi pomeriggio dalla...

È stato tratto in salvo e trasportato in ambulanza all'ospedale San Giovanni l'undicenne ticinese caduto oggi pomeriggio dalla murata di Castelgrande a Bellinzona. Stando a quanto appurato dalla 'Regione', il ragazzino stava saltando da un merlo all'altro in compagnia di alcuni amici, quando ha messo un piede in fallo ed è caduto di sotto compiendo un salto di alcuni metri (non più di tre o quattro) e finendo sulle rocce sottostanti.

Ferite e dislivello non gli hanno permesso di trarsi d'impaccio da solo, anche perché da quella zona non c'è alcuna possibilità di risalire a piedi nella corte del castello. Provvidenziale è stato dunque l'intervento dei sanitari della Croce Verde di Bellinzona coadiuvati dai pompieri cittadini.

Tutto è bene quel che finisce bene, ma di certo l'accaduto suscita qualche interrogativo. Anche perché il pianoro roccioso sul quale è atterrato l'undicenne dà direttamente sullo strapiombo che sovrasta Piazza del Sole, senza alcuna protezione. Probabilmente si è dunque rischiata la disgrazia.

12.10.2017, 09:182017-10-12 09:18:00
@laRegione

Ritom, domenica chiude la funicolare

Domenica 15 ottobre si concluderà la stagione 2017 della Funicolare Ritom. Tanti gli escursionisti che hanno potuto approfittare delle belle giornate soleggiate estive per...

 Domenica 15 ottobre si concluderà la stagione 2017 della Funicolare Ritom. Tanti gli escursionisti che hanno potuto approfittare delle belle giornate soleggiate estive per percorrere i bei sentieri della Regione Ritom-Piora. In settembre si è registrata una forte presenza di scolaresche ticinesi e di oltre Gottardo che si sono avventurate sul sentiero didattico alla scoperta delle particolarità della zona.

Adesso la Funicolare “va in vacanza” per l’inverno e riprenderà il trasporto pubblico domenica 20 maggio 2018. Ad inaugurare la nuova stagione sabato 19 maggio 2018 è in programma la terza edizione della Stairways to Heaven, la gara sugli scalini; ma prima concedetevi un’ultima passeggiata per ammirare il bellissimo paesaggio autunnale con i suoi splendidi colori.

12.10.2017, 07:162017-10-12 07:16:00
Mattia Cavaliere @laRegione

Le capanne alpine resistono

Gestite da associazioni locali che traggono la loro forza dall’impegno – volontario – dei soci, le capanne sono lo strumento per la promozione di escursionismo e alpinismo e, di riflesso,...

Gestite da associazioni locali che traggono la loro forza dall’impegno – volontario – dei soci, le capanne sono lo strumento per la promozione di escursionismo e alpinismo e, di riflesso, per la tutela delle vallate incontaminate che compongono il patrimonio naturale dell’Alto Ticino. Abbiamo fatto il giro delle Tre valli, sconfinando nel Moesano, per sapere com’è andata l’estate appena conclusasi. Il bilancio ricalca tutto sommato l’andamento degli scorsi anni, con qualche sorpresa. Partiamo dai 2’078 metri della Capanna Buffalora in Val Calanca, dove ci risponde una svizzerotedesca che si è messa a disposizione come custode. «Esperienza arricchente», dice. Urs Kasper, ‘comandante’ che coordina il tutto per conto dell’Associazione sentieri alpini Calanca, ci spiega che per un terzo...

12.10.2017, 06:202017-10-12 06:20:00
Marino Molinaro @laRegione

Edilizia e impiantistica, le novità esposte a Giubiasco

Costruire casa o comprarla e ristrutturarla; metter mano a un appartamento o a un palazzo; o, ancora, ristrutturare il rustico in montagna. In Ticino il...

Costruire casa o comprarla e ristrutturarla; metter mano a un appartamento o a un palazzo; o, ancora, ristrutturare il rustico in montagna. In Ticino il fermento edilizio è costantemente ad alti livelli, ancora di più negli ultimi anni grazie ai tassi ipotecari favorevoli. Tra le varie componenti cui il committente si vede confrontato, quello energetico si pone in testa alla classifica per incidenza – immediata e a lungo termine – su costi e ambiente. Molto spesso si rischia il disorientamento di fronte alla moltitudine di possibili soluzioni diverse. Tutte, peraltro, più o meno buone, ma talune più all’avanguardia di altre. Un’occasione per ‘dare un’occhiata’ e interpellare gli specialisti, senza impegno, è data dalla nona edizione di ‘Ticino Impiantistica’ in agenda oggi (ore 17-22...

11.10.2017, 11:012017-10-11 11:01:10
@laRegione

Camion tampona il veicolo da cantiere: grossi disagi sull'autostrada A2

Grossi disagi al traffico sull'autostrada A2 tra Bellinzona nord e Bellinzona sud. Stando a Rescue Media, all'altezza dei lavori per la...

Grossi disagi al traffico sull'autostrada A2 tra Bellinzona nord e Bellinzona sud. Stando a Rescue Media, all'altezza dei lavori per la nuova area di sosta un camion betoniera non si è accorto della presenza del cantiere ed ha tamponato, fortunatamente, il veicolo posto in coda (quello che segnala i lavori sulla carreggiata), evitando così conseguenze più gravi.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Cantonale ed i pompieri di Bellinzona per la pulizia del campo stradale. 

11.10.2017, 07:252017-10-11 07:25:00
Marino Molinaro @laRegione

Permafrost in Ticino, masse in movimento: dove, come e perché

Di permafrost si è parlato molto dopo il crollo del 23 agosto sul Pizzo Cengalo. Si è sentito dire che nell’arco alpino la sua riduzione causata dal...

Di permafrost si è parlato molto dopo il crollo del 23 agosto sul Pizzo Cengalo. Si è sentito dire che nell’arco alpino la sua riduzione causata dal cambiamento climatico minaccia la stabilità delle montagne; che dovremo attenderci altre frane come quella che ha invaso Bondo; che anche nell’Alto Ticino bisognerà realizzare a medio termine opere di premunizione per contenere eventuali colate. Per chiarire questi aspetti ci siamo rivolti al geologo Cristian Scapozza, coordinatore del Gruppo permafrost Ticino attivo all’Istituto di scienze della Terra presso la Supsi. Il gruppo dal 2009 misura sistematicamente la temperatura del suolo e lo spostamento di sette ghiacciai rocciosi distribuiti nelle Alpi ticinesi fra Valle di Blenio, Leventina e Valmaggia.

Esattamente, nell’arco alpino, cos’è il permafrost? In quanti ghiacciai rocciosi ticinesi è presente? Quanto ce n’è? E qual è la sua funzione?

Il termine permafrost designa semplicemente una parte della crosta terrestre che presenta delle temperature inferiori o uguali a zero gradi centigradi per più di un anno. La definizione di permafrost è quindi basata esclusivamente sulla temperatura, e non implica di conseguenza la presenza di ghiaccio. Anche della roccia, a patto che rispetti la definizione che ho dato prima, può essere permafrost. È chiaro che, dal momento che abbiamo un clima non completamente arido e uno certo spazio tra i detriti di roccia o in fessure della roccia stessa, l’acqua o la neve che dovessero entrare in un terreno definito come permafrost congeleranno, e di conseguenza si avrà la presenza di quantità variabili di ghiaccio. Quando un detrito è saturo di ghiaccio, la miscela di ghiaccio e detriti (si parla di ice-rock mixture) tenderà a scorrere verso valle sotto l’effetto della deformazione del ghiaccio stesso. Ecco che, a questo momento, si formano i cosiddetti ghiacciai rocciosi. Nonostante la prossimità semantica, essi non sono da confondere con i ghiacciai, che sono formati da strati annuali dovuti alla trasformazione della neve in ghiaccio. Se nelle Alpi ticinesi abbiamo poco meno di 50 ghiacciai, i ghiacciai rocciosi che presentano delle condizioni di permafrost conosciuti a oggi sono ben 122, quindi più del doppio. A livello svizzero, il fenomeno del permafrost interessa circa il 5-6% della superficie nazionale, vale a dire circa il doppio della superficie occupata dai ghiacciai. Seppur poco considerata, una delle funzioni importanti del ghiaccio del permafrost, soprattutto nei ghiacciai rocciosi, è quella di fungere da riserva idrica, considerando soprattutto che il permafrost e i ghiacciai rocciosi sono più abbondanti in condizioni climatiche secche, dove i ghiacciai si formano ad altitudini più elevate rispetto a zone più umide.

Si è anche detto, dopo il 23 agosto, che il cambiamento climatico in corso (aumento temperature, meno precipitazioni, più eventi brevi e violenti) mina la salute delle montagne dell’arco alpino. E che in Svizzera dovremo attenderci altri crolli come quello del Cengalo. È davvero così?

Non posso esprimermi direttamente sul caso del Pizzo Cengalo, che non conosco nel dettaglio. In linea generale per l’alta montagna alpina, però, frane di crollo di quella volumetria, che gli specialisti denominano “valanghe di roccia” (quando il volume supera il milione di metri cubi), non sono generate dalla degradazione del permafrost. Il riscaldamento del permafrost è piuttosto generatore di crolli di roccia di volumi più limitati, che si riconoscono per l’aumento della loro frequenza in occasione di estati molto calde, come ad esempio quelle del 2003 o del 2015.

Cosa la preoccupa maggiormente del cambiamento climatico in corso? E meglio, l’arco alpino ticinese presenta situazioni instabili quanto quella del Cengalo?

Sempre restando nella mia area di competenza specifica, che è quella dell’alta montagna, non vi sarebbero nell’area ticinese dei grandi volumi instabili dovuti direttamente all’azione del ritiro dei ghiacciai o alla degradazione del permafrost. Vi sono però delle masse di ghiaccio e detriti, i ghiacciai rocciosi presentati in precedenza, che stanno avanzando sempre più velocemente e che potrebbero potenzialmente presentare, in un prossimo futuro, delle destabilizzazioni che li trasformino in vere e proprie frane.

È vero che il permafrost ‘si sta riducendo,’ o ‘si sta sciogliendo,’ come si è sentito ripetere più volte? Qual è la conseguenza di questo processo?

Su questo punto è necessaria una precisazione importante. Il permafrost, essendo uno stato termico, non si può “sciogliere”. Semmai è il ghiaccio contenuto in un terreno sottoposto a condizioni di permafrost a fondere. Nell’immaginario comune, si ha tendenza ad associare la fusione del ghiaccio con l’instabilità di detriti o pareti rocciose che prima erano gelate. In realtà, l’instabilità massima non si presenta quando è il ghiaccio a fondere, ma piuttosto all’interno della fase gelata. Sembrerebbe che la temperatura critica sia quella di -0,5 °C, dove il ghiaccio è talmente plastico, vale a dire che si deforma molto facilmente, da favorire i movimenti accelerati di detriti o parti di pareti rocciose gelate. In altre parole, a generare le instabilità è il riscaldamento del permafrost stesso fino alla temperatura critica di -0,5 °C e non lo scongelamento dei terreni gelati in sé.

11.10.2017, 07:052017-10-11 07:05:00
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I prodotti genuini ticinesi tornano in vetrina a Giubiasco

Una vetrina utile per i produttori indigeni ma anche una manifestazione particolarmente apprezzata dal pubblico. Così come sono sempre più gettonati tra i...

Una vetrina utile per i produttori indigeni ma anche una manifestazione particolarmente apprezzata dal pubblico. Così come sono sempre più gettonati tra i consumatori ticinesi le materie prime e i prodotti provenienti dal nostro cantone: la loro quota di mercato è infatti triplicata nel corso degli ultimi anni. Si tratta di alcuni dei dati emersi ieri in occasione della conferenza stampa di lancio della 16esima edizione di “Sapori e saperi”, rassegna dei prodotti agroalimentari ticinesi che per la terza volta consecutiva viene organizzata al Mercato coperto di Giubiasco, ora Città di Bellinzona. Un luogo significativo, ha sottolineato il vice sindaco di Bellinzona Andrea Bersani, "uno stabile nato anche per esigenze agricole e affacciato sul 'granaio' del Ticino rappresentato dal Piano di Magadino".

La manifestazione è promossa dal Dipartimento delle finanze e dell’economia (Dfe) tramite la Sezione dell’agricoltura che vede alla testa Loris Ferrari. Come ha sottolineato il direttore del Dfe Christian Vitta, ogni anno il Cantone sostiene il settore primario con circa 5 milioni di franchi in gran parte sotto forma di aiuti diretti ma anche, come in questo caso, per la promozione dei prodotti. «La maggior parte di quelli presentati a “Sapori e Saperi” è certificata da alpinavera con il Marchio Ticino – ha spiegato Vitta – garanzia cioè di qualità e genuinità a km zero».

Diverse le filiere agroalimentari rappresentate dai 44 espositori che saranno presenti a Giubiasco dal 20 al 22 ottobre, tra cui lo sponsor principale Migros Ticino. Lo scorso anno, ha spiegato il responsabile marketing di Migros Ticino Fabio Rossinelli, il loro marchio Nostrani del Ticino ha generato un fatturato di 24 milioni di franchi. Protagonista d’eccezione sarà la Federazione ortofrutticola ticinese (Foft) in occasione del suo 80° compleanno. Come ha ricordato il segretario Paolo Bassetti, gli sforzi della categoria sono variati dal 1937 a oggi, ma gli obiettivi rimangono immutati.

Orari di apertura: venerdì 20 ottobre dalle 14 alle 21 (con la partecipazione di 200 allievi ticinesi in visita), sabato 21 dalle 10 alle 21 e domenica 22 dalle 10 alle 19. Inaugurazione ufficiale sabato alle 11. L’ingresso è gratuito e si consiglia l’utilizzo dei mezzi pubblici.

11.10.2017, 06:592017-10-11 06:59:30
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La coperta va in corto, fuoco in una casa di Paudo

Coperta termica in corto circuito la probabile origine del rogo in una casa di Paudo ieri sera. I pompieri di Bellinzona sono stati allarmati – scrive Rescue Media...

Coperta termica in corto circuito la probabile origine del rogo in una casa di Paudo ieri sera. I pompieri di Bellinzona sono stati allarmati – scrive Rescue Media – attorno alle ore 22 e sono intervenuti con una decina di uomini. I due anziani inquilini non hanno riportato conseguenze. A titolo precauzionale sul posto sono intervenuti anche i soccorritori della Croce Verde di Bellinzona.