Quasi il 40% dei nuotatori non usa aiuti al galleggiamento, una persona su cinque nuota da sola e in Svizzera si registrano circa 25 annegamenti l'anno
Con l'arrivo dell'estate torna la voglia di nuotare nei laghi e nei fiumi svizzeri. L'Ufficio prevenzione infortuni (UPI) ne ha approfittato per lanciare la campagna per la sicurezza dei bagnanti "Mai senza la mia boa".
Quasi il 40% dei nuotatori si tuffa infatti privo di aiuti al galleggiamento, come boe da nuoto o sacche da nuoto, che potrebbero aiutare a prevenire i 25 annegamenti che si registrano ogni anno nei corsi d'acqua svizzeri, sottolinea l'UPI in una nota odierna.
Una persona su cinque, secondo un sondaggio dello scorso anno dello stesso UPI, fa il bagno in solitaria, una quota che diventa una persona su tre tra chi ha più di 64 anni, una fascia d'età oltretutto più restia a utilizzare ausili, riporta il comunicato. "In caso di problemi di salute o affaticamento, spesso manca un aiuto rapido che possa prevenire l'annegamento", si aggiunge. L'80% di chi utilizza un sostegno non lo ritiene peraltro un ostacolo.
Per questa ragione l'UPI paragona l'impiego di una boa a quello della cintura in automobile o del casco sugli sci, "non li si utilizza perché si guida o si scia male, ma perché gli incidenti possono capitare a chiunque, anche in modo del tutto inatteso".