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Il deputato del Plr Giorgio Galusero (Ti-Press)
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22.01.2021 - 05:550
Aggiornamento : 07:35

‘Rinforzi per la Procura, non si deve più tergiversare’

Galusero: la proposta del Dipartimento di assegnare due pp a me sta bene. E per uscire dall’impasse sono disposto a ritirare la mia iniziativa parlamentare

«Pur di uscire dall’impasse in cui ci troviamo, sono disposto a fare un passo indietro e quindi a ritirare la mia iniziativa parlamentare che chiede di assegnare all’autorità giudiziaria quattro sostituti procuratori pubblici. Bisogna infatti arrivarne a una con il potenziamento del Ministero pubblico e la proposta del Dipartimento istituzioni di attribuire due procuratori ordinari in più all’ufficio, a me sta bene», dice il deputato del Plr Giorgio Galusero, membro della commissione parlamentare ’Giustizia e diritti’, della quale è attualmente il secondo vicepresidente. L’iniziativa cui allude e della quale è primo firmatario, Galusero l’ha presentata nel dicembre 2019, pochi mesi dopo l’uscita del messaggio governativo (era il mese di settembre) che chiede di dare all’autorità di perseguimento penale un procuratore, cosa che porterebbe il numero dei pp da ventuno (compreso il procuratore generale) a ventidue. Nel novembre dello scorso anno i vertici del Dipartimento istituzioni, incontrando la commissione e il pg, hanno prospettato però un terzo scenario: due procuratori pubblici in più. La Direzione del Dipartimento attende una presa di posizione della ’Giustizia e diritti’ prima di eventualmente tradurre il terzo scenario nero su bianco, ossia in un messaggio all’indirizzo del Gran Consiglio.

D’accordo, c’è la pandemia che non agevola i lavori del Gran Consiglio, senza dimenticare la travagliata procedura di rinnovo delle cariche in Procura che ha impegnato parecchio la ’Giustizia e diritti’ e generato in commissione discussioni, polemiche e tensioni. Sta di fatto che il tempo passa e, proposte a parte, nessun passo concreto è stato sinora compiuto sull’importante tema del potenziamento del Ministero pubblico. «Credo che non si debba più tergiversare: da anni la Procura è confrontata con un notevole carico di lavoro, come attestano i dati statistici - rileva Galusero -. Adesso in commissione alcuni ritengono opportuno designare un gruppo di lavoro per dar seguito alla risoluzione, approvata dalla maggioranza del Gran Consiglio in occasione della recente elezione dei magistrati del Ministero pubblico, per fra l’altro migliorare l’organizzazione dell’ufficio e avere un più efficace controllo interno. Ma cosi si finirebbe, temo, per rinviare nuovamente una decisione, chiara, sulle modalità di potenziamento della Procura». Il Dipartimento, ricorda il granconsigliere liberale radicale, «ha già comunicato alla commissione di non condividere l’opzione quattro sostituti pp. Ha allora suggerito di assegnare al Ministero pubblico due procuratori, uno in più rispetto a quanto indicato nel messaggio licenziato dal Consiglio di Stato nel settembre 2019, e ha mantenuto la proposta di estendere le competenze decisionali dei segretari giudiziari nel quadro dei procedimenti contravvenzionali. A me sembra una strada percorribile. Pertanto, per non dilatare ulteriormente i tempi sono pronto, come ho sostenuto in ’Giustizia e diritti’, a ritirare la mia iniziativa sui sostituti procuratori». La politica «deve soddisfare al più presto le giustificate esigenze di potenziamento manifestate a più riprese dal Ministero pubblico». E questo, sottolinea Galusero, «nell’interesse pure dei cittadini, che confidano in risposte fornite in tempi ragionevolmente brevi dalla magistratura, quando si rivolgono all’apparato giudiziario».

Il procuratore generale: ma il minimo sindacale sono tre

Eloquenti le parole del procuratore generale sulla necessità e soprattutto sull’urgenza di rinforzi. «Oggi il potenziamento dell’organico dei magistrati del Ministero pubblico è come un bicchiere di acqua offerto a una persona che sta attraversando il deserto», afferma, da noi interpellato, Andrea Pagani. Aggiunge il pg: «Chi mi ha preceduto e chi parla hanno ampiamente descritto all’autorità politica la pressione in termini di incarti cui i procuratori e i loro stretti collaboratori, a cominciare dai segretari giudiziari, sono sottoposti. In queste condizioni fare gli straordinari è inevitabile». Pagani ha sempre dichiarato, anche pubblicamente, di preferire l’introduzione di quattro sostituti pp nell’ufficio giudiziario che dirige. «Una soluzione senz’altro preferibile, dal mio punto di vista, al potenziamento con un solo procuratore pubblico - osserva il pg -. Nell’audizione dello scorso novembre in commissione, alla quale ho partecipato, il Dipartimento istituzioni ha proposto due procuratori pubblici in più. Ne ho preso atto. Ma di procuratori ordinari in più ne servirebbero almeno tre». Sarebbe «il minimo sindacale: se Consiglio di Stato e Gran Consiglio dovessero imboccare questa strada, come Direzione del Ministero pubblico assegneremmo due pp alla sezione di magistrati che si occupa del perseguimento dei 'reati di polizia', tutti quei reati che non sono finanziari, e uno alla sezione di procuratori dedita alle inchieste sugli illeciti finanziari. Ciò non per un capriccio del sottoscritto o dei miei colleghi di Direzione, ma per una situazione oggettiva, che impone questa ripartizione per lavorare efficacemente e con meno affanno di ora. Ai tre pp potremmo peraltro affiancare i tre segretari giudiziari che il Dipartimento ha assegnato alla Procura un anno e mezzo fa». In ogni caso, evidenzia Pagani, «un potenziamento urge anche per poter svolgere al meglio i compiti derivanti dalla prossima revisione del Codice di procedura penale, attesa per quest'anno, che accrescerà ulteriormente gli oneri a carico dei magistrati».

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