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03.11.2020 - 19:44
Aggiornamento: 23:58

Cinque pp bocciati, la perizia di Rouiller: ‘Il Cdm dia gli atti’

Per l'ex presidente del Tribunale federale i magistrati preavvisati negativamente devono avere la documentazione dal Consiglio della magistratura

Ne aveva parlato ‘laRegione’ sul proprio sito, l'esito lo ha anticipato il portale liberatv.ch. “I cinque procuratori pubblici bocciati dal Consiglio della magistratura (Cdm) hanno diritto di vedere gli atti che li riguardano e sulla base dei quali sono stati formati i durissimi giudizi nei loro confronti”: questo sarebbe il punto focale della perizia che l'ex presidente del Tribunale federale Claude Rouiller ha inoltrato negli scorsi giorni alla commissione parlamentare 'Giustizia e diritti'. Non solo: sempre stando a liberatv.ch, secondo la perizia “i cinque magistrati dovrebbero essere nuovamente sentiti dalla Commissione parlamentare, ma soltanto dopo aver potuto visionare i dossier che li riguardano”.

Era venerdì 11 settembre quando ‘laRegione’ ha anticipato la notizia del preavviso negativo alla rielezione di cinque procuratori pubblici (su 21, procuratore generale compreso), in vista del rinnovo delle cariche per il periodo 1° gennaio 2021-31 dicembre 2030, espresso dal Consiglio della magistratura al Gran Consiglio, l'autorità di nomina dei magistrati. Da lì in poi, il caos. Sul tema si è chinata, per competenza, la ‘Giustizia e diritti’ presieduta dal popolare democratico Luca Pagani. Con la richiesta formulata al Cdm di ottenere gli atti che hanno portato al preavviso negativo, in modo da potersi orientare con cognizione nelle proprie proposte di nomina da trasmettere al plenum del Gran Consiglio per il voto. Bocciata una prima volta (cfr. edizione del 2 ottobre), la richiesta è stata rinnovata con la riunione commissionale del 5 ottobre. Da noi interpellato al termine dell'incontro, Luca Pagani espresse tutta la sua preoccupazione: “È un brutto momento per le istituzioni”, disse. Già, perché nel frattempo è partita la seconda bufera sulla magistratura: quella degli sms inviati dal Presidente del Tribunale penale cantonale Mauro Ermani al procuratore generale Andrea Pagani. Addentellato non indifferente nel discorso riguardo ai preavvisi negativi.

Esattamente come la prima volta, ed esattamente come quando a richiedere l'accesso agli atti sono stati i cinque pp preavvisati negativamente, il Consiglio della magistratura ha bocciato anche la seconda richiesta della ‘Giustizia e diritti’ (cfr. edizione del 7 ottobre). Nella lettera firmata dal suo presidente, Werner Walser, il Cdm ha fatto sapere che a suo avviso la trasmissione dell'incarto violerebbe la separazione dei poteri. Non sembrerebbe pensarla così l'ex presidente del Tf Rouiller.

Così come, da subito, sono stati espressi rammarico e non condivisione di questa decisione da parte di molti ‘addetti ai lavori’. A partire dall'avvocato Filippo Gianoni, che da noi raggiunto affermò come “l'incarto sollecitato è un elemento fondamentale della procedura di rinnovo delle cariche in magistratura”. L'ex procuratore pubblico Luciano Giudici, procuratore straordinario nel caso ‘Ticinogate’ intervistato dalla ‘Regione’ si disse “sconcertato” per tutto il caos giustizia, e sulla questione della trasmissione degli atti ribadì l'importanza degli atti perché la commissione possa “fare con cognizione di causa, dopo aver anche ascoltato i pp interessati affinché possano esercitare il loro diritto di essere sentiti, delle proposte di elezione o di non rielezione al plenum del Gran Consiglio”. Sul tema si era pronunciato anche l'avvocato e già procuratore Luca Maghetti, secondo il quale il Consiglio della magistratura "non può giocare a nascondino". 

Non dissimile il giudizio che diede l'avvocato Renzo Galfetti (cfr. edizione del 13 ottobre). Dopo aver definito “sconcertante” la decisione del Cdm di non trasmettere alla commissione ‘Giustizia e diritti’ gli atti sui cinque pp preavvisati negativamente, rincarava: “Mi chiedo fino a che punto la commissione possa considerare questi preavvisi, in assenza di motivazioni e di confronto con i diretti interessati. Più che preavvisi sembrano proclami”.

Dopo il severo giudizio di questa perizia di Claude Rouiller le carte in tavola si mescolano di nuovo, e il Consiglio della magistratura è messo alle strette.

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